Legati a Monte Compatri: “Sul trasporto pubblico regna l’incertezza”

MONTE COMPATRI (politica) – Al centro del dibattito il ruolo strategico del capolinea Metro C Pantano e la necessità di garantire ai cittadini informazioni chiare sui servizi e sulla mobilità del territorio

Sul futuro del Trasporto Pubblico Locale nel nostro territorio continua a regnare la più totale incertezza.

Le indiscrezioni si rincorrono, le date di entrata in vigore dei nuovi Piani di Rete vengono continuamente rinviate, dal 1° luglio al 1° agosto e, secondo le ultime notizie, fino al 1° settembre, ma, nel frattempo, nessun componente dell’Amministrazione comunale ha ritenuto doveroso spiegare ai cittadini quale sarà il futuro della mobilità a Monte Compatri.

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È giusto ricordare un fatto, per evitare inutili strumentalizzazioni politiche. La riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale e delle cosiddette Unità di Rete non nasce con l’attuale Giunta regionale. Il nuovo modello è stato progettato e approvato durante la Presidenza di Nicola Zingaretti, attraverso gli atti regionali del 2019 e del 2020 che hanno ridisegnato il sistema del TPL nel Lazio. L’attuale Amministrazione regionale guidata da Francesco Rocca sta dando attuazione a quel percorso con l’affidamento dei nuovi servizi e l’entrata in vigore dei nuovi Piani di Rete.

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Le responsabilità della riforma appartengono quindi all’intero arco istituzionale regionale.

Ciò che invece è di esclusiva competenza dell’Amministrazione comunale è rappresentare il territorio, confrontarsi con la Regione e, soprattutto, informare i cittadini. Ed è proprio su questo fronte che il silenzio è diventato assordante.

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Come Legati a Monte Compatri abbiamo sempre evidenziato una criticità che continua ad essere ignorata: il capolinea della Metro C Monte Compatri-Pantano è ancora ben lontano dall’essere un vero hub di interscambio, come invece avviene ad Anagnina o Laurentina.

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Ogni giorno decine di autobus Cotral transitano davanti alla stazione della metropolitana per poi proseguire fino ad Anagnina, percorrendo circa 15 chilometri aggiuntivi. Un sistema che potrebbe essere razionalizzato, eliminando corse ormai superflue, valorizzando realmente il capolinea della Metro C e destinando maggiori risorse al Trasporto Pubblico Locale del nostro territorio e dei territori limitrofi.

È proprio questa mancanza di visione, accompagnata dal silenzio istituzionale, che rischia di trasformare quella che dovrebbe essere una delle più grandi opportunità per Monte Compatri in una vera e propria zona d’ombra.

Il capolinea della Metro C Monte Compatri-Pantano rappresenta una risorsa strategica che molti territori ci invidiano. Potrebbe diventare il principale hub di interscambio dell’area dei Castelli Romani e del quadrante prenestino, migliorando l’integrazione tra ferro e gomma, riducendo traffico, tempi di percorrenza e costi di esercizio.

Invece continua ad essere trattato come una semplice fermata di passaggio, senza una strategia capace di valorizzarne il potenziale.

Nel frattempo, assistiamo quotidianamente a una comunicazione istituzionale che celebra, giustamente, i numerosi finanziamenti ottenuti attraverso il PNRR e altri programmi di investimento. Ogni risorsa destinata al nostro territorio rappresenta certamente un’opportunità.

Ma amministrare non significa soltanto annunciare milioni di euro o inaugurare nuovi cantieri.

Significa anche spiegare ai cittadini quali saranno i costi futuri di quelle opere, come verranno mantenute una volta concluse, quali saranno gli oneri di gestione e quale impatto avranno sul bilancio comunale e, quindi, sulle tasche dei monticiani.

Perché il successo di un’Amministrazione non si misura soltanto dalla capacità di ottenere finanziamenti, ma soprattutto dalla capacità di trasformare quegli investimenti in servizi efficienti e in un concreto miglioramento della qualità della vita.

E oggi il servizio che più incide sulla quotidianità di centinaia di cittadini – il Trasporto Pubblico Locale – continua a non ricevere le risposte che merita.

Chi ogni mattina utilizza autobus e metropolitana per raggiungere il posto di lavoro, la scuola, l’università, un presidio sanitario o semplicemente per spostarsi non ha bisogno di slogan o di passerelle istituzionali. Ha bisogno di certezze.

Ha diritto a conoscere quale sarà il futuro del servizio, quali linee saranno modificate, quali collegamenti verranno mantenuti e quale ruolo avrà finalmente il capolinea della Metro C di Monte Compatri-Pantano.

Lasciare che tutto questo venga affidato a indiscrezioni, rinvii e voci di corridoio significa mancare di rispetto ai cittadini che ogni giorno scelgono il Trasporto Pubblico Locale.

Per questo Legati a Monte Compatri chiede all’Amministrazione comunale di uscire dal silenzio e informare con chiarezza la cittadinanza sugli effetti concreti dei nuovi Piani di Rete, sulle modifiche previste per Monte Compatri e sulle iniziative intraprese per difendere il diritto alla mobilità del nostro territorio.

Perché amministrare significa anche avere il coraggio di informare, confrontarsi e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Il silenzio non è una risposta. I cittadini di Monte Compatri meritano rispetto, trasparenza e un sistema di mobilità all’altezza delle esigenze del territorio.

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