Lariano | 46 famiglie chiedono ascolto: “Nessuna risposta. Gli studenti del Mancinelli-Falcone non meritano tutto questo”

LARIANO (attualità) – Il comunicato stampa dei genitori

Accade che, a distanza dalla presentazione di una formale istanza di autotutela,
sottoscritta da decine di famiglie e depositata tramite i propri legali presso l’Istituto, la Regione Lazio, l’U;icio Scolastico Regionale e gli enti competenti, non è ancora arrivato alcun riscontro sostanziale alle questioni sollevate dai genitori degli studenti coinvolti nel trasferimento forzoso delle classi presso la nuova sede di Lariano.

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Abbiamo già provato invano a cercare un dialogo con la Dirigente – la quale avrebbe dovuto invece coinvolgerci massivamente prima di ogni iniziativa (e magari avremmo contribuito a coltivarla!) – ed invece siamo stati lasciati fuori la porta. A discapito della proverbiale prontezza con cui, anche sui social, la Dirigente risponde alle doglianze che le prevengono, verso noi genitori solo silenzio.

Per questo sentiamo il dovere di rivolgerci direttamente alla cittadinanza. Vogliamo chiarire ancora una volta un punto fondamentale: Noi non siamo contro Lariano. Evidentemente. Non siamo contrari all’apertura di una nuova sede scolastica, né alla crescita dell’offerta formativa sul territorio. Una struttura moderna e funzionale rappresenta una risorsa importante per molti studenti e per l’intera comunità.

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Una nuova scuola è una notizia ottima, finalmente.
Il problema non è Lariano.
Il problema è il modo in cui si sta realizzando questo progetto.
Per avviare la nuova sede si è scelto di spostare coattivamente ragazzi che frequentano già da anni la scuola a Velletri, che lì hanno costruito il proprio percorso scolastico, umano e relazionale. Studenti che hanno compagni, docenti di riferimento, abitudini, attività sportive, amicizie e una quotidianità costruita nel tempo.

Tutto questo viene così disperso, senza possibilità di scelta. La delibera del CdI recita :”.. per le classi successive al primo, l’opzione (di Lariano) è prerogativa dell’Istituto”. Dietro questa vicenda non ci sono soltanto classi, aule e codici amministrativi.
Ci sono ragazzi.
Ci sono famiglie.
Ci sono storie personali.
Parliamo di studenti che rischiano di concludere il proprio ciclo di studi in una sede diversa da quella frequentata fino ad oggi.

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Parliamo di classi già consolidate che potrebbero dividersi tra chi implora di restare e chi si vede costretto a spostarsi, creando tensioni dentro gruppi che negli anni avevano trovato il proprio equilibrio. Parliamo di ragazzi delle classi più avanzate, anche prossimi all’esame di Stato, che rischiano di perdere i professori che per 4 anni li hanno condotti alla prova di accesso alla maturità, disperdendo l’enorme patrimonio di continuità didattica proprio nella fase più delicata del loro percorso. Parliamo di famiglie con più figli che potrebbero ritrovarsi a gestire sedi diverse, orari diversi, trasporti diversi e costi maggiori. Parliamo di studenti che praticano sport, attività artistiche, volontariato o che raggiungono autonomamente la scuola e che oggi vedono cambiare tutto senza aver mai avuto la possibilità di sceglierlo.

Una scuola non è fatta soltanto di muri, laboratori e numeri.
Una scuola è una comunità educativa. È fatta di relazioni, fiducia, continuità, appartenenza. E questo patrimonio umano e sociale non può essere considerato un dettaglio organizzativo.

È il valore forse più importante, o meglio, non crediamo che lo sia. Per questi ragazzi la Scuola cambia in corso le regole del gioco, d’imperio, quasi di
prepotenza.

A rendere ancora più grave la situazione c’è il tema dei trasporti. La documentazione evidenzia che la stessa scuola, nel tempo, ha ammesso e segnalato l’insu;icienza dei collegamenti e la necessità di servizi dedicati per rendere sostenibile lo spostamento verso Lariano. Eppure, ad oggi, le famiglie non hanno ricevuto certezze concrete su una soluzione stabile, adeguata e compatibile con gli orari scolastici.

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Ulteriore elemento di forte preoccupazione riguarda la chiarezza del procedimento: secondo quanto evidenziato nell’istanza presentata dai legali, non risulterebbe ancora adottato un provvedimento formale finale della Dirigente che disponga concretamente il trasferimento delle classi. Classi di una scuola che, dettaglio non proprio insignificante, ancora non esiste in quanto i lavori in corso sono ben lontani dall’essere completati. Eppure, incredibilmente, alle famiglie è stato imposto un termine molto stringente (il 23-6!, quando l’ultima delibera del CdI risale appena al 12-6) per poter cambiare sezione chiedendo il trasferimento DA LARIANO (che, ripetiamo, ancora non esiste!) a Velletri.

Il quadro si palesa poco chiaro, se non fuorviante, generando ulteriore disorientamento. La domanda che continuiamo a porre è semplice: perché spostare forzatamente studenti che questa scuola l’hanno già scelta e frequentata da anni a Velletri, quando una nuova sede può essere popolata progressivamente a partire dalle nuove classi prime? Questa è la nostra proposta: non bloccare il futuro, e nemmeno negare Lariano. Ma far crescere la nuova sede senza spezzare le classi già formate, senza interrompere percorsi già avviati, senza chiedere ai ragazzi di pagare da soli il prezzo di una riorganizzazione che non hanno scelto.

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Le famiglie non chiedono privilegi, chiedono ascolto, chiedono trasparenza. Chiedono che il diritto allo studio venga tutelato non solo sulla carta, ma nella vita reale degli studenti. Ci amareggia constatare che una richiesta formale, presentata da decine di famiglie tramite professionisti, non abbia prodotto un vero momento di confronto e approfondimento.

Continueremo a difendere con rispetto, determinazione e senso delle istituzioni il diritto dei nostri figli ad essere ascoltati. Perché una scuola che educa al rispetto delle regole ed al dialogo dovrebbe essere la prima a praticarli. E perché nessuna crescita può definirsi davvero un successo se viene costruita imponendo
a un gruppo di studenti di pagarne da solo il prezzo.

Comunità dei Genitori degli Studenti del Liceo Mancinelli-Falcone

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