Lago di Nemi, in tanti contro il cantiere: «Dal cemento non nasce niente»
NEMI (attualità) – Il Comitato Protezione Boschi Colli Albani chiede il sequestro del cantiere e il ripristino dei luoghi. Nel mirino anche il calo del livello del lago, l’accessibilità definita «solo propaganda» e il silenzio delle istituzioni.
ilmamilio.it
Oltre cento persone hanno partecipato al presidio organizzato dal Comitato Protezione Boschi Colli Albani davanti al cantiere PNRR sul Lago di Nemi. Lo slogan scelto per la manifestazione, «Dal cemento non nasce niente, dall’acqua e dalla terra nascono i fiori», richiama una celebre frase ispirata a Fabrizio De André ed è stato accompagnato da una richiesta precisa: il sequestro del cantiere e il ripristino immediato dei luoghi.
Secondo il comitato, l’area verde antistante il Museo delle Navi Romane sarebbe stata sostituita da colate di cemento e da una passerella in legno lunga circa 180 metri, interventi ritenuti incompatibili con il valore naturalistico e paesaggistico del lago. Gli attivisti contestano inoltre un modello di sviluppo turistico che, a loro avviso, rischia di compromettere l’identità di un luogo definito «selvaggio», ricco di storia e biodiversità.

Nel comunicato vengono mosse critiche anche alle istituzioni. Il comitato sostiene che i Guardiaparco non abbiano disposto la sospensione dei lavori nonostante presunte irregolarità, mentre i Carabinieri Forestali avrebbero trasmesso un verbale alla Procura dopo un sopralluogo. Viene inoltre denunciata la mancata risposta del Comune di Nemi e dell’Ente Parco alle richieste di accesso agli atti relative al progetto e ai nullaosta autorizzativi.

Un altro tema affrontato durante il presidio riguarda l’accessibilità. Il Comitato riferisce l’intervento di un’esponente del Disability Pride, che avrebbe contestato l’utilizzo dell’abbattimento delle barriere architettoniche come giustificazione dell’opera, sostenendo che il lago e il centro abitato restino comunque poco accessibili alle persone con disabilità motorie.
Nel documento trova spazio anche la preoccupazione per le condizioni ambientali del territorio. Gli organizzatori richiamano il progressivo abbassamento del livello del Lago di Nemi, indicato in 43 centimetri negli ultimi quattro mesi, e collegano la mobilitazione a un quadro più ampio di criticità nei Castelli Romani, tra piani edilizi, disboscamenti, prosciugamento della falda e impianti di trattamento dei rifiuti.
La manifestazione si è conclusa con l’annuncio di nuove iniziative, mentre il Comitato ribadisce la volontà di proseguire la mobilitazione per la tutela del Lago di Nemi e dell’intero territorio dei Colli Albani.


