Lago di Nemi, il Comitato denuncia: «I lavori in cemento sono fuori legge». Domani presidio al Museo delle Navi

NEMI (attualità) – Il Comitato Protezione Boschi Colli Albani richiama le norme nazionali e regionali sulla tutela del Parco dei Castelli Romani e chiede l’immediato stop agli interventi lungo le sponde del lago.

Il Comitato Protezione Boschi Colli Albani lancia un appello pubblico all’Ente Parco dei Castelli Romani affinché vengano immediatamente sospesi i lavori in corso lungo le sponde del Lago di Nemi, ritenuti incompatibili con la normativa vigente in materia di tutela ambientale e paesaggistica. Per sostenere la richiesta è stato convocato un presidio per domani alle ore 18.30 davanti al Museo delle Navi di Nemi.

Nel comunicato diffuso dal Comitato si sostiene che gli interventi in cemento realizzati o in corso di realizzazione violerebbero una serie di disposizioni contenute sia nel regolamento del Parco sia nella legislazione nazionale e regionale.

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Secondo il Comitato, il Regolamento di attuazione del Parco dei Castelli Romani vieta espressamente qualsiasi opera che alteri gli ambienti lacustri, comprese la risagomatura delle sponde, la cementificazione, la rettificazione delle rive e l’eliminazione della vegetazione ripariale. A ciò si aggiungerebbe il vincolo paesaggistico previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che tutela per legge una fascia di 300 metri dalla linea di battigia dei laghi, imponendo forti limitazioni agli interventi edilizi.

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Il comunicato richiama inoltre la Legge quadro sulle aree protette e la normativa regionale del Lazio, ricordando che qualsiasi intervento edilizio all’interno del Parco necessita del preventivo nulla osta dell’Ente Parco e che le nuove edificazioni sono ammesse solo nei limitati casi previsti dagli strumenti di pianificazione.

Particolare rilievo viene attribuito al Piano di Assetto del Parco dei Castelli Romani, che nelle aree a maggiore tutela vieta nuove costruzioni e consente esclusivamente interventi di manutenzione, restauro e risanamento conservativo degli edifici esistenti, senza incremento di volumetrie o consumo di nuovo suolo.

Alla luce di questo quadro normativo, il Comitato sostiene che eventuali opere in cemento lungo la fascia lacustre sarebbero in contrasto con il doppio regime di tutela previsto sia dal vincolo paesaggistico sia dalle Norme Tecniche di Attuazione del Parco.

Con il presidio di domani, i promotori intendono sollecitare un intervento dell’Ente Parco e delle autorità competenti affinché venga verificata la legittimità dei lavori e, qualora emergano irregolarità, ne venga disposta la sospensione.

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