Lago Albano, nuova condotta idrica. Nulla osta del Parco ad ACEA: esplode la protesta del Comitato
CASTEL GANDOLFO (attualità) – Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani denuncia il nulla osta al potenziamento della condotta del pozzo “Sforza Cesarini”: «L’Ente Parco riconosce le criticità ambientali ma autorizza comunque l’intervento». Annunciata una mobilitazione pubblica.
ilmamilio.it
Il nulla osta rilasciato dall’Ente Parco dei Castelli Romani ad ACEA ATO2 per il progetto di potenziamento della condotta collegata al pozzo “Sforza Cesarini”, sulle sponde del Lago Albano, accende lo scontro con il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani. L’associazione, impegnata nella tutela del patrimonio naturale dei Castelli Romani, definisce la decisione “incomprensibile” e denuncia una contraddizione tra le motivazioni contenute nel provvedimento e la conclusione favorevole all’intervento.

Secondo il Comitato, il nulla osta, firmato il 30 giugno dai funzionari del Settore Tecnico Ambientale e dal direttore dell’Ente Parco, riconosce una serie di elementi che evidenzierebbero la fragilità dell’ecosistema del Lago Albano. Tra questi vengono richiamati la persistente crisi idrica, il deficit del livello del lago rispetto ai valori storici, i vincoli ambientali derivanti dall’appartenenza del bacino alla rete Natura 2000 (SIC/ZSC/ZPS) e il principio di tutela previsto dalla DGR Lazio 445/2009, che limita ulteriori emungimenti nell’area critica.
Il Comitato sottolinea inoltre come, nelle premesse del provvedimento, venga evidenziata anche l’assenza di una concessione di derivazione delle acque sotterranee riferita al pozzo “Sforza Cesarini”, circostanza che, secondo gli ambientalisti, renderebbe impossibile una valutazione completa del bilancio idrico e dei limiti di prelievo.
Nel progetto definitivo presentato da ACEA, osserva il Comitato, si parla di un “potenziamento” dell’impianto attraverso la sostituzione delle condotte esistenti con una nuova tubazione di maggiore capacità e si afferma che l’acqua viene emunta direttamente dal Lago Albano. Successivamente, nelle risposte alle osservazioni presentate dal Comitato, ACEA avrebbe invece sostenuto che il pozzo non preleva direttamente dal lago e che l’intervento avrebbe l’obiettivo principale di ridurre le perdite idriche della rete.

Una divergenza che, secondo il Comitato, solleverebbe dubbi sulla coerenza della documentazione progettuale.
L’associazione critica inoltre l’impostazione adottata dall’Ente Parco, richiamando le recenti “Linee Guida per la Sostenibilità Integrale”, che prevedono il ricorso al cosiddetto “nulla osta con prescrizioni”. Secondo il Comitato, questo orientamento rischierebbe di trasformare il rilascio dei pareri favorevoli nella regola, demandando la tutela ambientale al rispetto di prescrizioni che, a loro dire, spesso non vengono successivamente verificate.
Per gli ambientalisti, considerata la situazione del Lago Albano e le criticità evidenziate dallo stesso Ente Parco, sarebbe stato più coerente negare il nulla osta fino alla completa definizione degli aspetti autorizzativi e alla verifica della sostenibilità dei prelievi idrici.
Nel comunicato vengono inoltre chiamati in causa gli altri enti competenti — Comuni di Albano Laziale, Ariccia e Castel Gandolfo, Autorità di Bacino, Regione Lazio, Città Metropolitana, ANBI e ASL — affinché intervengano sulla vicenda.
Il Comitato annuncia infine nuove iniziative di mobilitazione e chiede un incontro con la dirigenza e il Settore Tecnico Ambientale dell’Ente Parco. Tra le richieste avanzate figurano una moratoria sui tagli boschivi, la definizione di un limite ai prelievi idrici dai laghi Albano e Nemi, la dichiarazione dello stato di emergenza ambientale e la contrarietà alla realizzazione dell’inceneritore previsto nell’area dell’Ardeatina.
La vicenda riporta al centro del dibattito il tema della gestione delle risorse idriche nei Castelli Romani e del delicato equilibrio tra tutela ambientale, approvvigionamento idrico e opere infrastrutturali.




La dirigenza dell’Ente Parco andrebbe licenziata in tronco!
Il lago di Albano sprofonda sempre di più, e questa gente asservita al vile denaro mette a rischio il lago stesso.
Spero che un giorno finiscano in galera questi parassiti!