Laghi castelli romani, il Coordinamento ambientalista: “Quando 20 comuni prelevano più acqua di quanta la natura restituisca…”

CASTELGANDOLFO (attualità) – Per il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, la crisi del Lago Albano nasce dagli eccessivi prelievi dalla falda: “Basta fake news su Ville Pontificie o Canadair. Servono meno consumi e una gestione sostenibile della risorsa idrica”.

Da anni il dibattito sul progressivo abbassamento del livello del Lago Albano è accompagnato da spiegazioni che, pur essendo semplici e di facile diffusione, non corrispondono alla realtà scientifica. A ribadirlo è il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, che interviene per chiarire le cause del fenomeno e contrastare la diffusione di informazioni fuorvianti.

Secondo il Coordinamento, attribuire la responsabilità dell’abbassamento del lago alle Ville Pontificie di Castel Gandolfo rappresenta una semplificazione che distoglie l’attenzione dal vero problema. I laghi dei Castelli Romani, infatti, sono alimentati da un’unica falda sotterranea che si estende sotto l’intero complesso del Vulcano Laziale. Il progressivo impoverimento della risorsa idrica dipende dal fatto che, complessivamente, i venti Comuni dell’area prelevano dal sottosuolo una quantità d’acqua superiore a quella che le precipitazioni riescono a reintegrare naturalmente

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Il Coordinamento sottolinea inoltre come le Ville Pontificie abbiano già ridotto i propri consumi idrici di oltre il 30%, una percentuale che gli ambientalisti indicano da tempo come obiettivo minimo da raggiungere su tutto il territorio per contribuire alla salvaguardia dei laghi.

Un’altra convinzione ritenuta infondata riguarda l’impiego dei Canadair. Gli aerei antincendio, spiegano gli ambientalisti, prelevano quantità limitate di acqua e lo fanno esclusivamente durante le operazioni di spegnimento degli incendi boschivi. Al contrario, proteggere il patrimonio forestale significa tutelare anche la falda acquifera, poiché i boschi favoriscono l’infiltrazione dell’acqua piovana nel terreno e la naturale ricarica degli acquiferi.

Per il Coordinamento Ambientalista, puntare il dito contro i Canadair rischia quindi di spostare l’attenzione dalle vere emergenze. Sarebbe molto più efficace, osservano, ridurre gli sprechi quotidiani, anche attraverso piccoli gesti come limitare gli usi non essenziali dell’acqua.

Gli ambientalisti evidenziano che le principali cause della crisi dei laghi dei Castelli Romani sono il consumo di suolo, gli eccessivi prelievi dalla falda e una gestione delle risorse idriche non ancora improntata alla sostenibilità.

Per questo il Coordinamento rinnova tre richieste considerate fondamentali: una riduzione di almeno il 30% dei consumi idrici sull’intero territorio, lo stop alla nuova cementificazione e al consumo di suolo e una gestione della falda basata su dati scientifici e non su false convinzioni.

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“L’unico modo per salvare i laghi è affrontare il problema con conoscenza e responsabilità”, ribadisce il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, invitando cittadini e istituzioni a diffondere informazioni corrette e a sostenere politiche capaci di garantire un futuro al delicato equilibrio idrogeologico del territorio.

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