Inceneritore, i Comitati tornano al TAR IL 15 Luglio chiedendo la sospensiva dei lavori
ROMA (cronaca) – I Comitati contro l’inceneritore denunciano che, dopo il rigetto della prima richiesta di sospensiva, il cantiere avrebbe provocato modificazioni irreversibili dell’area, con danni al patrimonio archeologico e al territorio. Nuova udienza il 15 luglio davanti al TAR del Lazio.
ilmamilio.it
L’Unione dei Comitati contro l’inceneritore torna a chiedere la sospensione dei lavori per il progetto dell’impianto di Santa Palomba. Secondo quanto riferito in un comunicato, la nuova istanza cautelare nasce dal fatto che le motivazioni alla base del precedente rigetto della sospensiva sarebbero state superate dagli eventi verificatisi nel cantiere.
La prima richiesta era stata respinta sul presupposto che i lavori non avrebbero determinato modificazioni irreversibili dello stato dei luoghi. Una valutazione che, secondo i Comitati, sarebbe stata smentita dall’evoluzione del cantiere. Nel comunicato si afferma infatti che le attività di scavo avrebbero causato danni irreversibili, con la distruzione, in più occasioni, di un patrimonio archeologico definito di straordinario valore.

Tra le criticità evidenziate vengono citate le pesanti lavorazioni eseguite nell’area, comprese quelle con grandi trivelle, che avrebbero provocato l’interruzione della continuità idraulica del Fosso della Cancelliera. I Comitati denunciano inoltre la realizzazione di estesi sbancamenti e profonde palificazioni in cemento per la costruzione delle piattaforme del futuro impianto, in un’area dove, secondo quanto riportato, era presente un’antica strada romana.
Nel comunicato viene inoltre richiamata l’attenzione sul continuo transito di mezzi pesanti diretti e provenienti dal cantiere. Secondo i Comitati sarebbero centinaia i camion che ogni giorno percorrono la via Laurentina trasportando terre ritenute potenzialmente contaminate.
Alla luce di questi elementi, l’Unione dei Comitati ritiene che sussistano le condizioni per una nuova richiesta di sospensiva. Dopo il pronunciamento monocratico, la questione sarà esaminata dal collegio del TAR del Lazio nell’udienza fissata per il 15 luglio, durante la quale i legali dei ricorrenti illustreranno le ragioni del ricorso.

In concomitanza con l’udienza, i Comitati hanno annunciato un presidio davanti alla sede del TAR di Roma, invitando cittadini e associazioni a partecipare per chiedere, si legge nel comunicato, “che la legge sia uguale per tutti e che la giustizia sia finalmente ristabilita”.
L’Unione dei Comitati ha infine rinnovato l’appello a sostenere economicamente il ricorso attraverso una raccolta fondi destinata a coprire le spese legali. Nel comunicato viene precisato che saranno considerati validi esclusivamente i versamenti effettuati sul conto corrente intestato al Comitato per le Future Generazioni, con causale “Ricorso al TAR contro il PAUR”.


