Il tesoro nascosto degli “insospettabili”: sequestro da 1,5 milioni a due imprenditori
ROMA (cronaca) – Latte, ortofrutta e prestanome: così due volti noti dell’imprenditoria capitolina avrebbero riciclato capitali per un clan napoletano
ilmamilio.it
Un patrimonio da oltre un milione e mezzo di euro è finito sotto sequestro a Roma, colpendo due imprenditori che gli investigatori descrivono come abitualmente dediti a traffici illeciti di stampo economico-finanziario: riciclaggio, reati tributari e intestazioni fittizie di beni.
Il provvedimento, firmato dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino su richiesta della Procura, è l’epilogo di un’indagine partita dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, che ha ricostruito oltre un decennio di attività sospette.

Secondo quanto emerso, il meccanismo sarebbe stato collaudato: società fittiziamente intestate a soggetti compiacenti, operative nella distribuzione di prodotti lattiero-caseari e ortofrutticoli, usate come schermo per movimentare denaro di provenienza illecita. Un impianto che avrebbe permesso ai due di vivere ben al di sopra dei redditi ufficialmente dichiarati, reinvestendo costantemente i proventi nel circuito economico legale.
Il dato più inquietante riguarda i presunti legami con un clan camorristico egemone nel napoletano. Le società romane, secondo gli inquirenti, avrebbero fornito una vera e propria copertura imprenditoriale al gruppo criminale, garantendone l’operatività economica lontano dai riflettori della provincia partenopea.

Non solo riciclaggio: le indagini ipotizzano anche un sistema mirato a rendere vani i tentativi di riscossione coattiva da parte dell’Erario, attraverso lo svuotamento artificioso dei patrimoni societari, funzionale a “ripulire” le aziende e riavviarne di nuove con gli stessi capitali.
Il decreto ha colpito: immobili nel Comune di Roma; un veicolo; disponibilità finanziarie già interessate da precedenti sequestri in sede penale.
L’operazione conferma la strategia delle Fiamme Gialle contro i patrimoni costruiti su base delittuosa, con l’obiettivo dichiarato di proteggere la concorrenza leale e la sanità del tessuto imprenditoriale locale.


