Grottaferrata | Di Bernardo: “Tra dichiarazioni estive e atti amministrativi: la verità si trova nei documenti, non nelle narrazioni”

GROTTAFERRATA (attualità) – La replica dell’ex sindaco alle polemiche trasversalli sulle ultime vicende del Traiano

L’estate è da sempre la stagione delle riflessioni, delle dichiarazioni e delle ricostruzioni politiche. Il sole, probabilmente, favorisce anche una certa creatività narrativa: c’è chi riscopre ricordi che sembrano nuovi e chi, con sorprendente disinvoltura, dimentica quelli che ha vissuto in prima persona.

Fortunatamente, gli atti amministrativi non prendono il sole. Non risentono del caldo, non cambiano versione con il trascorrere delle settimane e non soffrono di amnesie stagionali. Restano lì, consultabili da chiunque, a raccontare ciò che è realmente accaduto.

È una dinamica fisiologica del confronto politico. Ognuno è libero di formulare valutazioni, esprimere critiche e sostenere la propria visione. Esiste però un principio che dovrebbe accomunare chiunque abbia ricoperto responsabilità istituzionali: la realtà amministrativa non si ricostruisce attraverso post, lettere aperte o comunicati, ma attraverso gli atti formali, i verbali, le deliberazioni, le comunicazioni protocollate e i procedimenti amministrativi.

Negli ultimi giorni si sono susseguite numerose prese di posizione sulla vicenda dell’area dell’ex Grand Hotel Traiano. Un dibattito che, se affrontato con serietà e competenza, può certamente rappresentare un’occasione di confronto utile per la città. Ciò che invece desta perplessità è il tentativo, da parte di alcuni, di sostituire la documentazione amministrativa con ricostruzioni che sembrano dimenticare circostanze ben note a chi ha partecipato direttamente all’attività di governo.

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La vicenda dell’ex Grand Hotel Traiano rappresenta uno dei procedimenti urbanistici più complessi degli ultimi decenni. Coinvolge convenzioni urbanistiche, atti integrativi, opere pubbliche, fideiussioni, investimenti privati, valutazioni sull’interesse pubblico e procedure amministrative di particolare rilevanza. Ridurre tutto questo a slogan, sarcasmo o semplificazioni significa offrire ai cittadini una rappresentazione parziale della realtà.

I fatti documentati raccontano una storia diversa.

Esisteva un percorso amministrativo in corso. Esistevano interlocuzioni istituzionali con il soggetto attuatore. Erano state avanzate proposte migliorative rispetto all’assetto convenzionato.

Tali proposte erano oggetto di approfondimento tecnico e politico.

L’ipotesi di una variante urbanistica era stata discussa nelle sedi istituzionali e illustrata pubblicamente come possibile strumento per incrementare i benefici destinati alla collettività.

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Tutto questo non appartiene alle opinioni. È parte della documentazione amministrativa e dell’attività istituzionale svolta nel corso della consiliatura.

È altrettanto necessario ricordare un principio fondamentale del nostro ordinamento: gli organi politici definiscono gli indirizzi e valutano l’interesse pubblico; agli uffici competono la gestione amministrativa, il monitoraggio delle convenzioni, la verifica degli adempimenti, delle fideiussioni, delle scadenze e degli obblighi derivanti dagli atti sottoscritti.

Confondere sistematicamente questi due livelli significa alimentare una rappresentazione distorta del funzionamento di un Comune e generare nei cittadini una percezione non corrispondente alla realtà amministrativa.

Anche i più recenti provvedimenti adottati dal Commissario Straordinario confermano la complessità della vicenda. Le verifiche richieste agli uffici e le valutazioni sulle proposte migliorative dimostrano come ci si trovi di fronte a un procedimento che richiede approfondimenti tecnici, amministrativi e giuridici, non slogan né battute da social network.

La politica ha il diritto di criticare, contestare e proporre soluzioni alternative. Fa parte del normale confronto democratico.

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Quello che appare meno comprensibile è il tentativo di riscrivere, a distanza di pochi mesi, percorsi amministrativi ai quali molti dei protagonisti hanno preso parte direttamente. La memoria può essere selettiva; gli atti amministrativi, invece, hanno il difetto di ricordare tutto.

La caduta anticipata dell’Amministrazione comunale ha inevitabilmente interrotto un percorso politico e amministrativo in una fase particolarmente delicata. Su questo ciascuno può formulare il proprio giudizio politico. Più difficile è sostenere che tale interruzione non abbia prodotto effetti su un procedimento complesso che richiedeva continuità istituzionale, stabilità amministrativa e un costante rapporto tra soggetti pubblici e privati.

Grottaferrata merita un confronto serio, documentato e rispettoso delle istituzioni.

Le opinioni sono sempre legittime. Le ricostruzioni politiche fanno parte del dibattito democratico. Ma quando si parla del futuro della città, il punto di partenza deve essere uno soltanto: leggere gli atti, conoscere i fatti e distinguere sempre ciò che è documentato da ciò che è semplicemente raccontato.

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In politica è legittimo cambiare opinione. È molto meno convincente tentare di cambiare anche la cronologia dei fatti.

Le stagioni passano, le polemiche si consumano e i post finiscono rapidamente nell’archivio dei social. Gli atti amministrativi, invece, restano. Hanno una caratteristica che li rende particolarmente ostinati: continuano a raccontare ciò che è realmente accaduto, anche quando qualcuno preferirebbe una versione diversa.

E, dopotutto, con il caldo estivo si possono prendere anche dei colpi di sole. Gli atti amministrativi, fortunatamente, restano sempre al riparo negli archivi.

Mirko Di Bernardo

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