Castelli Romani, le associazioni chiedono ai nuovi sindaci di fermare il consumo di suolo: “Difendere il territorio significa salvare anche i laghi”

CASTELLI ROMANI (attualità) – Al centro la tutela del territorio, la rigenerazione urbana e la salvaguardia delle risorse idriche dei laghi di Albano e Nemi

Dalle parole ai fatti. Conclusa la tornata elettorale e insediate le nuove amministrazioni comunali, alcune associazioni del territorio dei Castelli Romani hanno deciso di rivolgersi direttamente ai neoeletti sindaci per avviare un confronto su uno dei temi più delicati per il futuro dell’area: il consumo di suolo e la tutela delle risorse naturali.

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Una richiesta formale di incontro è stata infatti inviata ai sindaci di Genzano, Ariccia e Albano Laziale – rispettivamente Fabio Papalia, Gianluca Staccoli e Massimo Ferrarini – con l’obiettivo di presentare ufficialmente la mozione “Stop al Consumo di Suolo” e chiederne l’adesione.

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L’iniziativa nasce dalla convinzione che sia necessario porre un freno alla continua espansione edilizia e puntare con decisione sulla rigenerazione urbana come alternativa alla nuova cementificazione.

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Secondo i promotori, il tema non riguarda soltanto la tutela del paesaggio e dell’identità dei Castelli Romani, ma è strettamente collegato anche alla crisi idrica che da anni interessa il territorio e, in particolare, i laghi di Albano e Nemi.

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«Fermare la cementificazione è fondamentale per non aggravare la già drammatica situazione dei nostri laghi», spiegano i promotori della mozione. «L’impermeabilizzazione del suolo impedisce infatti alle acque piovane di infiltrarsi nel terreno e di contribuire alla ricarica delle falde acquifere. Difendere il suolo significa quindi difendere l’acqua e garantire un futuro sostenibile al territorio».

A promuovere il documento sono Elena Fattori dell’associazione Schierarsi – Piazza di Genzano, Carla Oliva di FabricaAlbano ed Enrico Del Vescovo di Italia Nostra Castelli Romani.

Attorno alla proposta si è già raccolto il sostegno di sedici associazioni e realtà territoriali che condividono la necessità di contrastare una pressione urbanistica ritenuta sempre meno sostenibile e che, secondo i firmatari, rischia di compromettere biodiversità, boschi, paesaggio e risorse naturali dei Colli Albani.

L’appello rivolto ai nuovi sindaci è quello di aprire fin da subito un tavolo di confronto e dimostrare sensibilità verso un tema che coinvolge direttamente la qualità della vita delle comunità locali.

Le associazioni confidano che le nuove amministrazioni possano raccogliere la proposta e trasformarla in un percorso condiviso di tutela ambientale, pianificazione sostenibile e valorizzazione del territorio.

«La tutela della nostra terra e della nostra acqua non si ferma», concludono i promotori, annunciando che continueranno a informare i cittadini sugli sviluppi dell’iniziativa e sulle eventuali risposte che arriveranno dai Comuni interessati.

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