Caso Balogun, Gentili (Canarini Rocca di Papa): “Il calcio perde credibilità quando le regole sembrano cambiare in corsa”

ROCCA DI PAPA (attualità) – Il comunicato: “Stanno togliendo la passione a uno sport importante sul piano sociale. Compito delle squadre come le nostre riaccendere l’entusiasmo”

Da presidente dei Canarini Rocca di Papa, società che ogni giorno vive il calcio dilettantistico con passione, sacrificio e rispetto delle regole, non posso che esprimere profonda perplessità per quanto accaduto nel caso Balogun.

Al di là dei tecnicismi regolamentari e delle spiegazioni fornite dalla FIFA, dalle presunte interferenze della politica o del governo americano, ciò che resta agli occhi di tifosi, dirigenti, allenatori e giovani calciatori è l’impressione che le regole possano essere interpretate in modo diverso a seconda del contesto. Ed è proprio questa percezione a rappresentare il danno più grave.

Il calcio è credibile solo se tutti, dal campione del mondo al ragazzo che gioca in Promozione, sono sottoposti alle stesse regole e agli stessi principi di giustizia sportiva. Quando questo equilibrio viene messo in discussione, si crea un precedente pericoloso che finisce per indebolire l’immagine dell’intero movimento.

Noi dirigenti delle categorie dilettantistiche siamo chiamati ogni domenica a educare i giovani al rispetto delle decisioni e dei regolamenti. Già è complicato di per sé, ma diventa difficile trasmettere questi valori quando, ai massimi livelli, si alimentano dubbi sull’imparzialità delle decisioni e sull’autonomia degli organi di giustizia sportiva. Il danno d’immagine non riguarda soltanto la FIFA o il calcio internazionale, ma ricade su tutto il sistema calcistico, fino ai campionati regionali e dilettantistici, che fondano la propria attività sulla credibilità delle regole e sul rispetto del merito sportivo.

C’è poi un altro aspetto che non possiamo ignorare: il calcio non è fatto soltanto di regolamenti e decisioni tecniche, ma soprattutto di emozioni. Il popolo del calcio, quello che riempie gli spalti, che accompagna i ragazzi sui campi di periferia e che vive ogni partita con passione, ha bisogno di riconoscersi ancora in questo sport. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo, con un calcio sempre più condizionato dalle revisioni, dai controlli e dalle attese legate alle decisioni esterne al campo. Anche strumenti nati con l’obiettivo di aiutare il gioco, come le continue revisioni delle azioni e dei gol, rischiano di togliere spontaneità all’esultanza e quella componente emotiva che ha reso il calcio lo sport più amato al mondo.

Se continuiamo ad allontanarci dal sentimento popolare che ha costruito la grandezza del calcio, il rischio è quello di perdere proprio ciò che lo ha reso unico: la gioia, la passione, il senso di appartenenza e la capacità di regalare emozioni a milioni di persone.

Mi auguro che vicende come questa servano a rafforzare la trasparenza e a restituire piena fiducia agli appassionati, perché il calcio ha bisogno di regole uguali per tutti e soprattutto al riparo da qualsiasi sospetto di interferenza esterna”.

Antonio Gentili
Presidente Canarini Rocca di Papa

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