«Aiuto, papà sta uccidendo la mamma». La telefonata al 112 del bambino salva la donna
LADISPOLI (cronaca) – Finisce l’incubo di una donna segregata tra violenze, abusi e controllo economico.
ilmamilio.it
È bastata una telefonata disperata al 112, fatta con le mani che tremavano e la voce rotta dal pianto, per mettere fine a mesi di inferno domestico. A Ladispoli, il coraggio del figlio più piccolo ha squarciato il velo di omertà e violenza che stringeva alla gola una madre e i suoi quattro bambini, portando all’arresto del compagno della donna, ora dietro le sbarre con accuse pesantissime: tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

L’ultimo atto di questa brutale escalation è andato in scena all’alba dello scorso 28 giugno. L’uomo, completamente alterato dall’alcol, ha svegliato la compagna nel cuore della notte. Davanti agli occhi terrorizzati dei quattro figli minori, ha iniziato a picchiarla selvaggiamente, arrivando a stringerle le mani attorno al collo nel tentativo di soffocarla. In quei secondi drammatici, uno dei bambini è riuscito a prendere il telefono e a chiamare i soccorsi, implorando l’intervento delle forze dell’ordine.

Quando gli agenti del commissariato di Ladispoli sono fiondati nell’appartamento, la donna era in lacrime e sotto shock, stretta nel disperato abbraccio dei suoi figli. Nemmeno la presenza della polizia ha placato la furia dell’uomo, che ha aggredito i poliziotti prima di essere definitivamente bloccato.
Accompagnata al pronto soccorso, alla vittima sono state riscontrate ferite guaribili in venti giorni. Ma il danno più profondo era quello invisibile. Trova finalmente la forza di parlare, la donna ha denunciato mesi di sistematiche sopraffazioni fisiche, torture psicologiche, violenze sessuali e un rigido controllo economico iniziato a maggio. Un quadro horror che ha spinto il Gip del Tribunale di Civitavecchia a disporre l’immediata custodia cautelare in carcere per l’uomo, ponendo fine a un incubo che rischiava di trasformarsi in tragedia.


