Velletri e la Billie Jean King Cup: tra orgoglio istituzionale e critiche
VELLETRI (attualità) – Il sindaco difende l’organizzazione e i risultati, ma sui social monta la polemica per il mancato coinvolgimento della città
ilmamilio.it
Velletri sotto i riflettori del tennis internazionale con la Billie Jean King Cup, ma il clima in città non è di totale condivisione tra entusiasmo istituzionale e critiche da parte dei cittadini.
Da un lato, il sindaco Ascanio Cascella ha rivendicato con orgoglio il successo dell’evento: Italia avanti 2-0, impianti sold out e una visibilità mediatica significativa per la città. Un risultato reso possibile, ha spiegato, grazie alla sinergia tra istituzioni locali, Regione Lazio e il Circolo Colle degli Dei, con l’organizzazione affidata alla Federazione Italiana Tennis e Padel sotto il coordinamento della International Tennis Federation.

Un lavoro complesso, condizionato da rigidi protocolli internazionali e dalla necessità di garantire la concentrazione delle atlete, che ha richiesto un supporto logistico importante da parte del Comune: viabilità, navette, parcheggi e servizi.
Dall’altro lato, però, sui social si è acceso il malcontento di non pochi cittadini. In diversi interventi si sottolinea come, al di là delle partite, la città non abbia “brillato” quanto avrebbe potuto. Secondo i critici, è mancato completamente quel coinvolgimento diffuso che trasforma un evento sportivo in una festa cittadina: niente fan village, nessun evento in piazza, scarsa partecipazione di scuole e associazioni locali.

Il confronto con realtà più strutturate, come le ATP Finals Torino, è stato inevitabile: lì l’evento si estende all’intero tessuto urbano, mentre a Velletri – sostengono alcuni – tutto si è concentrato esclusivamente nell’impianto sportivo.

Alle critiche il sindaco ha risposto con un lungo chiarimento, sottolineando come molte scelte non fossero nelle disponibilità dell’amministrazione. I format, la comunicazione e perfino alcuni momenti istituzionali, come il sorteggio, sono stati vincolati da direttive federali e internazionali. Anche le proposte di maggiore apertura alla città, ha spiegato, si sono scontrate con esigenze organizzative e contrattuali non derogabili.
Se da un lato l’evento rappresenta senza dubbio un successo in termini di immagine e prestigio, dall’altro molti cittadini avrebbero voluto sentirsi più protagonisti, anche in termini di indotto sul territorio.

