“I laghi dei castelli romani stanno morendo”: la protesta contro la maxicondotta Acea accende la mobilitazione
CASTELLI ROMANI (attualità) – Al Lago Albano centinaia di cittadini si informano e si uniscono al Comitato Protezione Boschi: “Non è un futuro lontano, è ciò che rischiamo ora”
ilmamilio.it
Sabato pomeriggio il Lago Albano si è trasformato in un punto di incontro tra preoccupazione e mobilitazione civile. Decine di attivisti del Comitato Protezione Boschi, affiancati da numerosi cittadini, hanno dato vita a un presidio informativo per denunciare quello che definiscono un rischio concreto e imminente: il progressivo prosciugamento dei laghi dei Castelli Romani.

Tra volantini, striscioni e dialoghi con i passanti, l’iniziativa ha attirato centinaia di persone, molte delle quali si sono fermate per comprendere meglio la situazione. A colpire particolarmente sono state le immagini generate con l’intelligenza artificiale, utilizzate per mostrare uno scenario futuro in cui l’acqua lascia spazio al deserto. Una rappresentazione visiva che, secondo gli organizzatori, ha reso tangibile un pericolo spesso percepito come distante.
Al centro della protesta c’è la condotta idrica gestita da Acea, già oggi indicata come causa di un abbassamento del livello del lago di circa 20 centimetri l’anno. Nonostante questo dato, il progetto di potenziamento dell’infrastruttura prevede un aumento dei prelievi, suscitando forti interrogativi tra i cittadini e gli attivisti.

Il Comitato ha annunciato di aver avviato un’azione formale, richiedendo un incontro urgente con i Comuni coinvolti e con l’Autorità di Bacino. L’obiettivo è ottenere chiarimenti ufficiali sulla finalità dell’intervento. Tra le principali preoccupazioni emerge il timore che l’acqua venga destinata a nuove lottizzazioni edilizie, alimentando un circolo che unisce consumo di suolo e sfruttamento delle risorse idriche.
“La sensazione è che si stia preparando il colpo di grazia a un ecosistema già fragile”, sostengono dal Comitato, che promette di non fermarsi al presidio. L’elevata partecipazione e le numerose richieste di coinvolgimento da parte dei cittadini indicano che la questione ha ormai superato i confini di una protesta locale.
La mobilitazione, assicurano gli organizzatori, è solo all’inizio.


