Prosegue la protesta contro l’inceneritore: “Fermare i poteri eccezionali ora”

CASTELLI ROMANI (attualità) – Mobilitazione nei Castelli Romani: raccolta firme e nuove proteste contro il progetto sostenuto dal Campidoglio

Cresce la mobilitazione contro il progetto dell’inceneritore previsto nell’area di Santa Palomba, alle porte di Roma. L’Unione dei Comitati contrari all’impianto ha lanciato una nuova raccolta firme con un obiettivo chiaro: fermare i poteri eccezionali ritenuti lo strumento principale per aggirare normative e vincoli e accelerare la realizzazione dell’opera.

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Secondo i promotori dell’iniziativa, il mantenimento di questi poteri straordinari, anche a distanza di mesi dalla conclusione del Giubileo, rappresenterebbe un’anomalia istituzionale utilizzata per superare ostacoli legislativi e procedere con un “mega impianto” fortemente contestato dai territori.

Al centro delle critiche c’è l’azione del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, accusato dai comitati di portare avanti il progetto con il sostegno trasversale del centrosinistra e senza un’adeguata opposizione da parte della Regione Lazio, guidata da Francesco Rocca.

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La protesta si sta strutturando in una serie di iniziative pubbliche. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 10 aprile, nel pomeriggio, proprio nei pressi del sito destinato all’impianto, luogo simbolico da cui è partito un recente corteo (dalle 17.30 alle 19.30) in Via ardeatina angolo via Cancelliera. Da lì, la mobilitazione proseguirà nei comuni dei Castelli Romani durante il fine settimana, con banchetti e presidi per raccogliere adesioni.

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A guidare la protesta è la cosiddetta “Comunità ribelle di Santa Palomba”, che rivendica un ruolo attivo e diretto nella difesa del territorio. Il linguaggio utilizzato è forte e richiama un senso di urgenza: l’impianto viene descritto come una minaccia ambientale e sanitaria, capace di compromettere in modo irreversibile l’area.

L’appello lanciato dai comitati è rivolto a tutti i cittadini: trasformarsi in attivisti, partecipare alla raccolta firme e contribuire alla diffusione della campagna. L’obiettivo è costruire una mobilitazione ampia e visibile in vista di una manifestazione prevista a metà maggio nella capitale.

La partita sull’inceneritore, dunque, entra in una fase decisiva, con uno scontro sempre più acceso tra istituzioni e territorio, e con una mobilitazione che punta a crescere nelle prossime settimane.

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