Grottaferrata | Orizzonte civico replica a Fare Rete: “Ennesimo tentativo di avvelenare il clima politico per capovolgere la realtà”

GROTTAFERRATA (politica) – I quattro ex consiglieri: “L’ex  sindaco è stato un fuoriclasse a raccontare falsità e menzogne, ora cerca di giustificare e di far ricadere sui consiglieri che hanno firmato per lo scioglimento del Consiglio Comunale le responsabilità che sono solo le sue”

Il comunicato diffuso giorni fà dal gruppo politico #FareRete, sulla testata online ilmamilio.it, rappresenta l’ennesimo tentativo di avvelenare e mistificare il clima politico cittadino attraverso slogan, accuse e una narrazione costruita per capovolgere la realtà. Si parla di “traditori”, di operazioni oscure, di manovre nell’ombra. Ora se ci sono manovre oscure #FareRete sa bene dove recarsi.

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L’ex  sindaco Di Bernardo è stato un vero fuoriclasse a raccontare falsità e menzogne, ora cerca di giustificare e di far ricadere sui consiglieri che hanno firmato per lo scioglimento del Consiglio Comunale le responsabilità che sono solo le sue. Ma prima di ergersi a vittime, sarebbe opportuno fare un serio esame di coscienza politico. La memoria, in politica, non può essere a corrente alternata.

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È bene ricordare che la signora Francesca Passini, oggi esponente di #FareRete , si recò dal notaio per sciogliere anticipatamente il Consiglio Comunale, Sindaco Luciano Andreotti, dimenticandosi che Lei firmava, insieme ad altri nove consiglieri, lo scioglimento del Consiglio, da Presidente del Consiglio in carica, senza avere la dignità di dimettersi prima dall’incarico ricoperto. Un autoscioglimento dunque di se stessa. Bel senso e rispetto delle Cariche Istituzionali ricoperte.

Un’operazione politica legittima quella di allora, certo. Ma allora perché oggi si grida allo scandalo, solo oggi, per strumenti che fanno parte della dinamica istituzionale e politica? E soprattutto, chi fu il regista politico di quella stagione? L’ex sindaco Mirko Di Bernardo, oggi lagnante, si era prodigato con i vertici del Partito Democratico per  sciogliere anticipatamente il Consiglio Comunale della passata legislatura. Oltretutto senza mai averne dichiarato le vere ragioni di quella azione a quattro mesi dalle elezioni comunali. Solo il silenzio  e restare nell’ombra.

Parafrasando dunque un antico detto : “ chi di notaio ferisce, di notaio perisce”.

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Ma veniamo al punto politico vero, che nel comunicato si evita accuratamente di affrontare. Le dimissioni dei consiglieri Mazza e Vinciguerra, a nostro avviso, non cadono dal cielo e non nascono da fantasiose ambizioni personali. Arrivano dopo una serie di decisioni unilaterali del sindaco e di contrasti nelle scelte da operare che hanno inciso direttamente sugli equilibri della maggioranza.

L’assessore di riferimento del consigliere Mazza (Partecipazione Attiva), l’architetto Roncati nominato in Giunta, è stato dimissionato dall’ex sindaco. Contestualmente, era imminente l’estromissione dell’Assessore Alberto Rossotti, punto di riferimento politico della consigliera Vinciguerra (Impegno cittadino). Di cosa dovrebbero stupirsi oggi il gruppo FARERETE? Si rimuovono gli assessori espressione di determinati consiglieri, si azzerano di fatto gli equilibri politici interni, si esercita un potere di revoca in modo unilaterale e poi ci si lamenta se quei consiglieri traggono le conseguenze politiche di quelle scelte? È incomprensibile, se non come tentativo di spostare l’attenzione.

Non si può praticare un metodo decisionale accentrato, autoritario, per  intervenire sugli assetti della Giunta senza una reale condivisione e confronto politico e poi gridare al tradimento quando emergono reazioni. La responsabilità politica delle conseguenze ricade su chi quelle decisioni le ha assunte. Il continuo ricorso a un linguaggio drammatico e moralistico serve solo ad alimentare uno scontro permanente e ad avvelenare ulteriormente il dibattito pubblico. Pur di stabilizzare una maggioranza traballante, l’ex sindaco Di Bernardo sostenuto dal gruppo FARERETE non si è fatto alcuno scrupolo, nel corso del suo mandato, nel favorire l’ingresso in maggioranza di elementi politici provenienti  della destra sostituendo elementi civici. Innesti funzionali esclusivamente alla tenuta numerica del sindaco, non certo a una coerenza programmatica o identitaria.

E in quel momento, dov’era l’indignazione di #FareRete? Dove erano le accuse di tradimento? Dov’era la difesa dei valori originari del progetto politico? Silenzio assoluto.

Quando le operazioni servono a rafforzare il sindaco defenestrato ed il suo entourage, diventano legittime strategie politiche. Quando invece qualcuno prende atto di un metodo accentrato e decide di non condividerlo più, allora diventa “traditore”.

Questo doppio standard è il vero problema. Il continuo ricorso a toni drammatici, vittimistici e coercitivi o invocare la piazza, a nostro avviso,  serve solo ad avvelenare ulteriormente il dibattito pubblico e a nascondere un dato politico evidente, la crisi nasce da un metodo di governo personalistico e di potere che ha progressivamente logorato i rapporti interni alla maggioranza.  

La Città di Grottaferrata merita serietà, non frignanti autoassoluzioni. Chi ha l’onere di governare deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Se si interviene sugli equilibri della maggioranza, se si revocano assessori di riferimento politico, non si può poi fingere sorpresa per le conseguenze. La politica è fatta di azioni e reazioni. E oggi chi si lamenta e recrimina dovrebbe prima spiegare le vere decisioni che hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale.

Noi ex consiglieri civici della minoranza ci siamo sempre battuti, in questa legislatura, contro i metodi consociativi ed opachi dell’ex sindaco e del gruppo politico #FARERETE.

STAY TUNED

LUCIANO ANDREOTTI  | FRANCESCA ANTONELLI | ALESSANDRO COCCO |    PAOLO BELLUCCI

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