Grottaferrata | Gregori: “La fine della Giunta Di Bernardo? Mancanza di politica e leadership”

GROTTAFERRATA (attualità) – Intervista all’ex assessore: “Grottaferrata commissariata per mancanza di mediazione politica”

La crisi dell’Amministrazione guidata dall’ex sindaco Mirko Di Bernardo ha riportato Grottaferrata al commissariamento, una situazione che la città ha già conosciuto più volte negli ultimi anni. Per analizzare le cause politiche di questa vicenda e riflettere sulle prospettive future della città abbiamo intervistato Angelo Gregori, già assessore comunale, che offre una lettura critica della fine anticipata della consiliatura, soffermandosi sulle dinamiche interne alla maggioranza, sugli equilibri politici locali e sulle sfide che attendono Grottaferrata nei prossimi mesi.

Crisi dell’Amministrazione Di Bernardo, Grottaferrata commissariata per 15 lunghi mesi: che ne pensa?

E’ una sciagura che si ripete ormai con una regolarità impressionante, per l’incapacità politica dei Sindaci di sciogliere le inevitabili contraddizioni che si accumulano nel tempo dentro le loro maggioranze; manca la Politica alta, necessaria nel governo della cosa pubblica, quella che Machiavelli indicava come arte del potere, al di là del bene e del male;   

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Non crede quindi al “tradimento” dei consiglieri di maggioranza?

Credo al semplicissimo principio per cui in qualunque organizzazione che fallisce, le responsabilità spettano de facto al Capo: se una squadra di calcio è perdente si cambia allenatore; se una nave finisce sugli scogli il giudice avvia un’indagine sul Capitano; se una SpA perde valore di mercato gli azionisti chiedono conto all’Amministratore Delegato, e così via…e’ una sorta di legge di natura…se il Comune di Grottaferrata è commissariato chi deve risponderne in primis, se non il Sindaco?

L’ex Sindaco ha ricostruito in piazza chi sono i responsabili della crisi: non la convince?

L’accusa  all’ex assessore Rossotti del tradimento senza ragione mi sembra bizzarra, surreale, ingenerosa, messa lì per non parlare dei ripetuti contrasti nella maggioranza, come quello sulla stabilizzazione dell’Ing. Trinca, non condivisa da ben tre assessori (Franzoso, Rossotti, Roncati). Forse questo è stato il cuore della crisi, ma anche su altre questioni Di Bernardo non ha fornito chiarimenti e non ha saputo svolgere un’accorta mediazione politica per risparmiare il commissariamento alla città.

Priorità assoluta per ogni Sindaco è sgombrare il campo dai contrasti interni alla coalizione che rappresenta, esercitando una leadership conciliante per la stabilità e il bene della comunità, senza mai dimenticare che governare spesso significa scegliere il male minore. Se Mirko l’avesse fatto tutti oggi gliene saremmo grati perché, come sottolinea sempre Machiavelli “…e’ mezzi sempre fieno iudicati onorevoli e da ciascuno saranno laudati…”(Il Principe).

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L’ex Sindaco fra 15 mesi sarà rieletto, non crede?

Per la rielezione, staremo a vedere, dipenderà dalle dinamiche politiche che si affermeranno. Nella situazione di frammentazione attuale Mirko è il candidato favorito: Fare Rete  può crescere e diventare attrattivo per quei movimenti che sono stati di supporto come “Grottaferrata Sostenibile” e altri, fra i quali la Lista Ghelfi e il partito di Italia Viva. Complicata la posizione del Partito Democratico che rischia un ulteriore indebolimento se si rassegnerà al supporto passivo all’ex Sindaco; al contrario, se il PD decidesse di costruire intorno a sé una solida coalizione cercando di recuperare anche i voti dell’ex “Città al Governo”, allora la situazione avrebbe un dinamismo diverso e si farebbe più incerta, considerando che Fratelli d’Italia cercherà sicuramente di riunire intorno a sè le forze di destra, che oggi mi sembrano piuttosto separate.

Quali bisogni prioritari vede per il futuro di Grottaferrata?

Meno quantità e più qualità: sono urgenti le infrastrutture della viabilità nella zona del Pratone,  bisogna tornare ad occuparsi dell’agricoltura e dell’artigianato moderno, realizzare abitazioni sociali, dotare la città (che è rimasta un gran bel paesotto) di ambiti di aggregazione fisica come piazze e aree attrezzate, piantumare molti alberi per contenere la temperatura in estate,  diffondere la conoscenza della musica classica e popolare in tutti gli strati cittadini.

Colline (6)

Darebbe qualche consiglio a chi si vorrà cimentare in questa difficile campagna elettorale?

Credo che chiunque vorrà candidarsi alla guida della città, dovrà imparare le tecniche di  comunicazione sui social network, un’innovazione che Di Bernardo ha introdotto e di cui gli amministratori non potranno più fare a meno. Auguriamoci, noi cittadini,  di non finire nel prossimo futuro trasformati in anonimi follower , incapaci di distinguere fra realtà e finzione, come nella scena finale di “Blow up”, film di Michelangelo Antonioni degli anni ’60, in cui il protagonista Thomas accetta di giocare con i mimi una partita a tennis senza palline e senza racchette..

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