Grottaferrata | Il convegno per il Sì a Villaferrata. Silvestroni.“Diamo all’Italia una giustizia pienamente credibile”.

GROTTAFERRATA (attualità) – Il comunicato stampa del circolo di Fdi

Sala gremitissima venerdì pomeriggio per il Convegno informativo dal titolo “Referendum Giustizia. Le ragioni del Sì”, al Park Hotel Villa Ferrata. Le sedute, circa 100, tutte occupate e posti in piedi per ascoltare gli illustri Relatori chiamati dal Direttivo del Circolo FdI per entrare nel merito dei temi della Riforma sulla Giustizia a meno di due settimana dal Referendum confermativo.

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Ad aprire i lavori Stefano Silvagni, in rappresentanza proprio del Direttivo che ha precisato quanto il Circolo FdI tenesse a questo appuntamento e ha sottolineato l’importanza di recarsi alle urne consapevoli dell’opportunità che il momento storico sta offrendo al Paese per allinearsi alle moderne democrazie occidentali in tema di Giustizia.

La parola è poi passata all’ex Consigliere comunale Federico Pompili che ha sintetizzato la situazione attuale che vede oggi, Grottaferrata, dopo la sfiducia data all’ex sindaco di Bernardo, guidata dal Commissario straordinario Filippo Santarelli che avrà il compito della gestione ordinaria fino alle prossime elezioni, previste per la primavera 2027.

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Ha poi ricordato che il Circolo di FdI, nel rispetto dei cittadini e comprendendo che il tema della Riforma sulla Giustizia, per i suoi tecnicismi, meritasse maggiori approfondimenti, ha tenuto due momenti pubblici: il primo, a Palazzo Grutter e questo, il secondo nei quali, attraverso le descrizioni dei Relatori, focalizzare in modo fruibile tutti gli argomenti previsti nel testo della Riforma.

La sen. Ester Mieli, membro della delegazione Parlamentare Italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa ha ricordato che il tema della Giustizia era nel Programma elettorale di FdI gia’ dal 2022 e che con serietà e visione Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte.
“Ora la parola spetta a noi cittadini. E dobbiamo essere consapevoli che tutto ciò che sta accadendo oggi, tutte le fakes che stanno girando sono solo il risultato del fallimento di chi prima di noi non è riuscito a modificare un sistema ideologizzato che isola bravi magistrati che non si piegano alle logiche della “casta” e per questo sono destinati a rimanere nell’ombra e che non difende e non tutela i cittadini, vittime, spesso, di sentenze ingiuste.” L’invito ad andare a votare perché questo è un referendum senza quorum e quindi si vince anche per un solo voto in più, è stato più volte caldeggiato.

Un interessante excursus storico, a partire dall’Inquisizione con doviziosa spiegazione del modello inquisitorio e modello accusatorio è stato il tema oggetto dell’intervento dell’Avv. Alessandro Benedetti, socio fondatore del Comitato Si Riforma, che ha spiegato l’importanza di questa Riforma, “dal forte contenuto culturale – ha specificato – che avviene nel perimetro del dettato Costituzionale, rispettandone norme ed accorgimenti e che va nell’unica direzione di rendere l’Italia, un Paese più giusto, equilibrato e basato sul merito e sulle competenze. Già i Padri costituenti avevano previsto possibili modifiche alla luce delle trasformazioni che sarebbero intervenute nella società italiana e certamente avrebbero voluto adottare questo modello che oggi la Riforma propone ma che al tempo per circostanze storiche e tempi di redazione del testo costituzionale non poterono prevedere. I risultati di questa Riforma se riuscirà a passare, si vedranno tra 10/15 anni – ha aggiunto –  e quindi è come un investimento che stiamo facendo oggi per i nostri figli ed i nostri nipoti”.

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Di necessità di giungere alla separazione delle carriere per amministrare la giustizia in modo equilibrato e trasparente ha parlato anche il Prof. Giovanni Doria nella sua veste di Prof. Ordinario di Diritto Privato all’Università Tor Vergata di Roma e componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa che ha definito “un’isola felice perché composta da 600 magistrati, non ci sono all’interno correnti e vige un meccanismo oggettivo di selezione che si basa sul merito e sull’anzianità”. Ha ricordato che il ricorso al sorteggio è già previsto per la messa in Stato d’accusa del Presidente della Repubblica (art. 90 Costituzione), per la costituzione del Tribunale dei Ministri (art. 96 della Costituzione) e per la composizione delle Corti d’Assise e per le Corti d’Assise d’Appello, relativamente alla quota dei giudici popolari. “Quindi non si capisce perché il sorteggio, nel caso della Riforma, sia un tema così controverso ed oggetto di attacchi immotivati”.

Di comunicazione politica, di tecniche di manipolazione psicologica per raggiungere abilmente i risultati voluti ha parlato l’Avv. Arturo Iannelli, esperto in Diritto Privato e docente al Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Ha messo in guardia dai sondaggi, che non corrispondono sempre alla realtà ma spesso influenzano non correttamente ed in modo distorto. “Andiamo a votare e ricordiamoci – ha concluso – che se perdiamo questa occasione, prima che il tema venga ripreso ci vorranno decenni”.

Le conclusioni politiche al Sen. Marco Silvestroni, Presidente della Federazione FdI della Provincia di Roma, che ha fatto una sapiente sintesi degli interventi e ha richiamato fatti della cronaca in tema di giustizia che non rendono onore alla verità. “Con questa Riforma – ha detto – stiamo dando piena attuazione al nostro programma di governo ispirato solo e soltanto dai principi Costituzionali, per dare finalmente all’Italia una giustizia pienamente credibile. Nessun attacco alla magistratura, ma solo la volontà di riorganizzare un sistema, attraverso la separazione delle carriere, in modo da garantire un giudizio veramente terzo e imparziale, l’istituzione di un secondo CSM e l’introduzione del sorteggio per porre fine a quella degenerazione correntizia che mina alla radice l’autonomia e l’efficienza della magistratura”.

Presenti, tra gli altri, diversi amministratori del territorio, come il Sindaco di Rocca Papa Massimiliano Calcagni, il Direttore Generale della Asl Roma 6, Giovanni Profico e per le Forze dell’Ordine, la rappresentanza locale dell’Arma dei Carabinieri.

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