Grottaferrata | Impegno civico: “Capri espiatori e populismo: il copione di chi non accetta la fine amministrativa”

GROTTAFERRATA (politica) – “In piazza l’ennesimo tentativo di alimentare una narrazione costruita su mezze verità per coprire un fallimento ormai evidente”

L’iniziativa del sindaco di Grottaferrata, che ha convocato una sorta di adunata in piazza dopo la sua defenestrazione politica, ha un chiaro sapore populista. Più che un momento di confronto con i cittadini, sembra l’ennesimo tentativo di alimentare una narrazione costruita su mezze verità, bugie e comode semplificazioni, utile soltanto a coprire un fallimento amministrativo ormai evidente.

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Per tre anni chi ha condiviso il percorso amministrativo ha dovuto sopportare atteggiamenti autoritari, decisioni calate dall’alto e metodi di gestione spesso dispotici, più simili a un monologo che a un governo partecipato. improvvisamente, si scopre il valore della piazza, non per ascoltare davvero, ma per raccontare una versione a senso unico dei fatti, dove ogni responsabilità viene scaricata su altri. In particolare su due consiglieri, trasformati nel bersaglio perfetto su cui riversare frustrazioni e incapacità.

Vale la pena ricordare un fatto semplice, la revoca delle deleghe agli assessori è stata una scelta esclusivamente del sindaco. Nessun complotto, nessuna congiura di palazzo. Quando poi una maggioranza si sfalda, è pienamente nelle prerogative dei consiglieri e della minoranza valutare che non esistano più le condizioni politiche per continuare a sostenere un’amministrazione che, nei fatti, ha trasformato la carta dei valori firmata prima delle elezioni in carta straccia. La strategia di convocare la piazza per indicare dei colpevoli ha un retrogusto inquietante. Più che un gesto istituzionale sembra un copione già visto, il leader che chiama a raccolta i fedelissimi per raccontare che la colpa è sempre di qualcun altro. A tratti la scena ricorda, in versione ridotta e quasi caricaturale, certe derive viste altrove nel mondo, quando non si accettano le regole della democrazia, quando si delegittimano le istituzioni e quando si preferisce il racconto emotivo alla responsabilità politica. Naturalmente qui non siamo a Washington, ma a Grottaferrata. E proprio per questo la cosa fa sorridere… se non fosse, allo stesso tempo, profondamente preoccupante.

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Perché nella storia amministrativa della nostra città un’iniziativa del genere non ha precedenti, un sindaco che, invece di assumersi le responsabilità politiche della fine della propria amministrazione, convoca la piazza per costruire un processo pubblico contro chi ha semplicemente esercitato il proprio diritto e dovere democratico. La democrazia, però, funziona in modo diverso, non è fatta di adunate, capri espiatori e narrazioni salvifiche. È fatta di regole, di responsabilità e di rispetto delle istituzioni. Tutto il resto, più che politica, somiglia a una squallida rappresentazione e una narrazione per delegittimare la maggioranza del Consiglio Comunale che ha legittimamente deciso che questa esperienza non era più in grado di governare dopo mesi di agonia e prevaricazioni del Sindaco. I cittadini di Grottaferrata meritano molto di più di uno spettacolo improvvisato in piazza.

Grottaferrata Democratica”

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