Luca Giovannini: “Territorio, visione internazionale e nuovi orizzonti: la crescita di GHD Gvn Hotel Division”
ROCCA DI PAPA (attualità) – Intervista al CEO di GHD Gvn Hotel Division, gruppo in crescita
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Luca Giovannini, CEO di GHD Gvn Hotel Division, ha costruito il proprio percorso professionale partendo dall’impresa di famiglia nel settore delle costruzioni, subito dopo il diploma. Nel 2011, insieme ai fratelli, amplia l’attività avviando una società di servizi e, nel 2016, entra nel mondo dell’hospitality con la gestione del primo ristorante all’interno di un hotel. Pochi anni più tardi prende il via anche la prima gestione alberghiera: l’inizio di un percorso di crescita che ha portato allo sviluppo di un gruppo oggi riconosciuto come una delle realtà di riferimento nel panorama dell’hôtellerie italiana. In questa intervista ci racconta presente e futuro del settore e della GHD stessa.

Dott. Giovannini, qual è la visione alla base di GHD Gvn Hotel Division?
La nostra visione è molto chiara: creare un modello di ospitalità che unisca gestione manageriale moderna, valorizzazione del territorio e qualità dell’esperienza per l’ospite. GHD nasce con l’obiettivo di supportare e gestire strutture ricettive in modo strutturato, puntando su performance, identità e posizionamento strategico.
Operiamo in diverse destinazioni italiane — mare, montagna e città — con l’intento di offrire esperienze autentiche e coerenti con il contesto in cui ogni struttura è inserita.
Il gruppo gestisce strutture in diverse regioni italiane. Qual è il filo conduttore della vostra collezione?
Il filo conduttore è l’equilibrio tra identità locale e standard qualitativi condivisi. Che si tratti dell’Hotel Oasi d’Oriente, dell’Hotel Alle Alpi, dell’Hotel Rivoli, dell’Hotel Renato o della Pietra di Ponente, un elegante country house recentemente entrata nel gruppo. Ogni struttura mantiene la propria personalità, ma beneficia di una gestione centralizzata in termini di revenue, marketing e sviluppo commerciale.
Crediamo molto nel concetto di “collezione” più che di catena: ogni hotel racconta una storia diversa, ma condivide una stessa filosofia gestionale. L’ingresso di Pietra di Ponente rappresenta un ulteriore passo nella valorizzazione di strutture con forte identità territoriale e grande potenziale di sviluppo.
Quanto conta oggi la gestione manageriale rispetto alla semplice proprietà immobiliare?
Conta moltissimo. Il mercato dell’hospitality è sempre più competitivo e non basta più possedere una struttura: serve competenza nella distribuzione online, nel revenue management, nella brand reputation e nella costruzione del prodotto.
GHD si propone proprio come partner operativo e strategico: affianchiamo gli imprenditori alberghieri nella valorizzazione dell’asset, migliorando occupazione, marginalità e posizionamento.
Il gruppo è stato presente a importanti fiere internazionali. Che ruolo hanno questi eventi nella vostra strategia?
Eventi come la BIT Milano, l’Arabian Travel Market di Dubai e il World Travel Market di Londra ci permettono di rafforzare relazioni con tour operator, buyer internazionali e partner commerciali.
Il nostro obiettivo è ampliare la presenza nei mercati esteri e intercettare nuovi flussi turistici, soprattutto per le destinazioni leisure e montane. La partecipazione a queste fiere è parte di una strategia di crescita e consolidamento del brand GHD a livello nazionale e internazionale.
Avete avviato da circa tre anni una partnership con i Canarini di Rocca di Papa. Come nasce questa collaborazione?
La collaborazione con i Canarini Rocca di Papa nasce dalla volontà di rafforzare il nostro legame con il territorio. Per noi non è solo una sponsorizzazione sportiva, ma un progetto di comunità.
Crediamo nello sport come veicolo di valori condivisi: impegno, disciplina, lavoro di squadra. Sostenere una realtà locale significa investire nel tessuto sociale e promuovere un modello di impresa responsabile, che dialoga con il territorio e contribuisce alla sua crescita. Inoltre, queste collaborazioni rafforzano la brand awareness a livello locale e creano opportunità di networking e visibilità.
Oltre all’ospitalità, sviluppate anche una proposta ristorativa collegata alle strutture. Quanto è centrale il food?
Il food è un asset strategico. La ristorazione non è più solo un servizio accessorio, ma un elemento distintivo dell’esperienza.
Attraverso il marchio Bellarium, oggi presente sia in Italia sia negli Emirati Arabi Uniti, con Dubai e la prossima apertura ad Abu Dhabi, valorizziamo le eccellenze locali e costruiamo un’offerta capace di dialogare con mercati internazionali.
L’internazionalizzazione del brand Bellarium rappresenta per noi un passaggio chiave: non solo esportiamo un format ristorativo, ma un’idea di ospitalità italiana evoluta, in grado di adattarsi a contesti diversi mantenendo qualità e identità.
State ampliando il vostro raggio d’azione anche in altri settori?
Sì, negli ultimi anni abbiamo esteso la nostra visione imprenditoriale anche al settore socio-assistenziale con Villa Delia a Monte Compatri, una casa di riposo per anziani moderna e confortevole, progettata per garantire elevati standard qualitativi e un’assistenza adeguata.
Villa Delia rappresenta per noi un ulteriore passo verso un modello di gestione orientato alla qualità della vita e alla centralità della persona. Anche in questo ambito abbiamo applicato lo stesso approccio manageriale che caratterizza il gruppo: organizzazione, professionalità e attenzione al dettaglio.
Quali sono le priorità di sviluppo per i prossimi anni?
Il nostro obiettivo non è crescere in modo indiscriminato, ma selezionare strutture con potenziale e lavorare su progetti di medio-lungo termine.
A breve verranno ufficializzate importanti novità nel mondo del turismo che ci vedranno protagonisti: nuovi accordi strategici e progetti innovativi legati all’internazionalizzazione dell’esperienza alberghiera. Stiamo lavorando su format evoluti di ospitalità e su partnership capaci di generare nuovi flussi turistici verso le destinazioni in cui operiamo.
L’hospitality italiana ha un potenziale enorme. Il nostro compito è trasformare questo potenziale in valore concreto, attraverso organizzazione, strategia e qualità. L’Italia è una destinazione straordinaria: dobbiamo gestirla con mentalità internazionale.

