Tutela degli anfibi ai Pantani della Doganella, nuovo progetto a Rocca Priora

ROCCA PRIORA (attualità) – Strisce di rete e ecodotti guidano rane e rospi per ridurre la mortalità stradale e favorire una stagione riproduttiva eccezionale

A gennaio 2026 l’Ente Parco ha riattivato il progetto di tutela degli anfibi che annualmente si riproducono presso i Pantani della Doganella, area inclusa nella Zona Speciale di Conservazione denominata “Cerquone-Doganella”, nel territorio comunale di Rocca Priora.

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I Pantani delle Doganella costituiscono la prima Area di Rilevanza Erpetologica del Lazio, attualmente classificata anche come Area di Rilevanza Erpetologica Nazionale.

Il progetto è realizzato con l’autorizzazione dell’Ente comunale, proprietario dei terreni interessati, con il pieno accordo della Societas Herpetologica Italica (S.H.I.) che si è anche fatto soggetto promotore, e con Acea S.p.A., la quale gestisce l’area dei pozzi della Doganella, di proprietà del Consorzio Acquedotto Doganella.

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L’intervento ha visto l’apposizione di strisce di rete a maglia fine parzialmente interrate, assicurate saldamente alla rete già esistente, necessarie ad impedire l’attraversamento, da parte degli anfibi, delle limitrofe strade in tratti non sicuri e, di conseguenza, ad instradarli verso appositi ecodotti artificiali già presenti in loco, oppure verso un canale dal quale defluisce l’acqua dei succitati Pantani.

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La mortalità stradale degli anfibi, soprattutto Rospi comuni e Rane agili, per schiacciamento da parte delle automobili è un fenomeno capace di decimarne la popolazione nel corso di poche notti. Si tratta di animali che, durante i periodi estivi e autunnali, vivono anche molto distanti dai corpi idrici, ma che, per poter deporre le proprie uova (in cordone oppure in masse gelatinose) necessitano di migrare verso le più vicine aree idonee. Nel corso di questa stagione, peraltro, il quantitativo di acque piovane che, seppure tardivamente rispetto agli altri anni, si è accumulato nell’area umida dei Pantani è decisamente superiore alla media dell’ultimo ventennio e ciò ha creato i presupposti per una stagione riproduttiva potenzialmente eccezionale.

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