Grottaferrata | Di Bernardo-ex sindaco architetto, matrimonio pronto. Eppure… c’eravamo tanto “odiati”
GROTTAFERRATA (politica) – Nel 2019 l’ex sindaco defenestrò l’assessore alla Cultura Di Bernardo provocando una netta spaccatura in maggioranza. E fino a pochi mesi fa i rapporti erano turbolenti. Poi…
ilmamilio.it – contenuto esclusivo
E’ un matrimonio che s’ha da fare e che si farà, forse non a strettissimo ma comunque a stretto giro. Un matrimonio politico di quelli strani, di quelli che non puoi immaginare.
Come anticipato nei giorni scorsi, il sindaco Mirko Di Bernardo e l’ex sindaco architetto stanno per convolare a nozze. L’ex primo cittadino, che era stato il principale sfidante di Di Bernardo nel 2022, porterà in dote altri tre consiglieri all’attuale maggioranza: il fedelissimo dell’architetto, Alessandro Cocco, Paolo Bellucci e Francesca Antonelli. Nessuno ha smentito.
Per trascinare da una parte all’altra dei banchi tante truppe votanti, a quanto pare il gruppetto entrante potrebbe ottenere in dote un doppio assessorato: il primo è quello all’Urbanistica, attualmente nelle mani di uno degli assessori più breve della storia di Grottaferrata (Roncati), il secondo quello al Bilancio dell’attuale assessore Alberto Rossotti. Al loro posto, per non andare ad alterare ulteriori equilibri, appare più che possibile che arrivino due tecnici indicati proprio dai nuovi arrivati in maggioranza.


Il costituendo matrimonio che renderà Di Bernardo un sindaco da Guinness dei primari capace di portare dalla sua parte tutti i 3 sfidanti alle ultime elezioni (un’impresa memorabile), nasce però da basi che vale la pena ricordare, per i più smemorati.
Nel giugno 2019 a due anni dalle elezioni, l’allora sindaco architetto mandò in scena una clamorosa defenestrazione. Chi fu all’epoca, 7 anni fa, l’assessore alla Cultura cacciato dalla Giunta? Ma sì, proprio lo stesso Di Bernardo di cui si parla oggi. Al suo posto il sindaco nominò l’assessore tecnico Gianluca Santilli.

Il terremoto che seguì alla defenestrazione fu roboante e portò a medio termine all’abbandono della maggioranza del piccolo gruppo de “Il faro” rappresentato in Consiglio comunale da quel Massimo Garavini che oggi di mestiere politico fa il presidente del Consiglio comunale. Non solo: al fianco del defenestrato Di Bernardo e del suo consigliere, si schierò anche un’altra consigliera di maggioranza, Veronica Pavani (oggi nella maggioranza di Di Bernardo) che nel giro di pochi giorni formò il gruppo monocomponente “Nuovi Orizzonti” e lasciò la maggioranza del sindaco architetto.
Non ci fossero gli articoli de ilmamilio.it…
Nel corso degli anni che poi vennero, pur contraddistinti dalle difficoltà indotte dal covid, politicamente parlando Di Bernardo e l’ex sindaco se ne sono dette di cotte e di crude sino a trovarsi, per l’appunto, su sponde fortemente opposte alle elezioni Amministrative del 2022.

La contrapposizione politica e di visione amministrativa tra il gruppo di Di Bernardo e quello dell’ex sindaco architetto fu fortissima e a 360°: l’aspirante sindaco filosofo spese la sua campagna elettorale a presentarsi come il nuovo che avanza. Di Bernardo, che pur si portava dentro una lunga tradizione di centrosinistra grottaferratese, si propose come elemento di discontinuità. A tal riguardo valga richiamare un articolo del marzo 2022, in piena campagna elettorale.
LEGGI —>> Grottaferrata | Di Bernardo: “Segnale di discontinuità sulle perimetrazioni”
In questi ultimi anni spesso e volentieri coloro che stanno per convolare a nozze politiche si sono punzecchiati ed anzi si può serenamente affermare che in alcune fasi gli attacchi provenienti dai banchi di quella minoranza che è pronta a spalleggiare oggi il sindaco, sono stati forti.
Guardare cosa scriveva meno di un anno e mezzo fa l’ex sindaco contro Di Bernardo: “In prima linea per smascherare trasformismo e consociativismo della maggioranza Di Bernardo“, marcando lo stesso Di Bernardo come “politicante di basso livello“.
A quella nota, la lista del sindaco #farerete rispose con questa nota, andando giù pesante: “#FareRete Grottaferrata: “Critiche Andreotti mosse da rancore personale e spirito di vendetta”“
Buffo, buffo davvero pensare che ora quella “prima linea” sulla quale si era schierato nel settembre 2024 l’ex sindaco architetto sia diventata proprio la linea che porta a Di Bernardo. Buffo pensare che Di Bernardo abbia dimenticato i toni, i temi, i veleni di quell’estate 2019 quando fu defenestrato senza troppi riguardi dal sindaco che aveva sostenuto in campagna elettorale.
Tutto superato. Perché? Su quali basi?
Buffo, buffo davvero che anche i vari Garavini, Pavani e Cocco abbiano dimenticato anni di scontri politici. Ma si sa, la politica è arte del moderare e del ricucire. Strano davvero ritenerlo possibile fino a questi livelli. Eppure… s’erano tanto “odiati” (politicamente parlando). Come presentare alla città questa sperticata manovra?

