Grottaferrata | Che fine ha fatto la modifica dello statuto comunale invocata dal centrosinistra? I misteri della politica smemorata

GROTTAFERRATA (attualità) – A metà dicembre tutti ricordano i comunicati indignati e le proposte di Pd e alleati contro i movimenti “antidemocratici e razzisti”. Poi il silenzio

C’era una volta il 13 dicembre 2025, dove il Comune riuscì nell’impresa che nemmeno la fantasia più audace: concedere nello stesso giorno, alla stessa ora e in sale limitrofe, uno spazio a CasaPound e uno all’ANPI. Un capolavoro, un pasticcio colossale potenzialmente pericoloso, certamente imbarazzante, politicamente inspiegabile.

Di spiegazioni, infatti, non ne sono mai arrivate. Chi abbia deciso, chi abbia dato il visto politico, chi abbia vigilato: mistero. Un vuoto pneumatico degno delle migliori tradizioni locali degli ultimi anni.

Nei giorni successivi, però, il centrosinistra si risvegliò di colpo. PD, M5S, Sinistra Italiana, PSI, SD, Italia Viva, Movimento Sostenibile e civici vari – esclusi Lista Ghelfi e Grottaferrata al Centro – tutti compatti. Obiettivo: modificare lo Statuto comunale per impedire l’uso di spazi pubblici a razzisti e fascisti. Dichiarazioni roboanti, sostegno “massimo”, indignazione. Sembrava l’alba di una nuova fermezza democratica.

Qualcuno fece notare una piccola stranezza: il centrosinistra tuonava contro il Comune che governa. Ma a Grottaferrata le cose aliene accadono da anni, quindi nessuno si stupì troppo.

C’era però un’assenza che fece rumore. Il sindaco, capo della coalizione, non disse una parola. Né una. Silenzio monastico. E tutti se ne accorsero.

Poi il tempo è passato, c’è stato anche il consiglio comunale. Un mese. Un mese e mezzo. E della modifica dello Statuto non si è più parlato. Sparita. Evaporata. Archiviata nel cassetto delle “priorità urgenti” insieme alla responsabilità politica.

Nel frattempo, i maligni interni al palazzo, che ultimamente si confidano assai, raccontano che il sindaco non abbia mai davvero sostenuto l’iniziativa, anzi che abbia sempre preferito sorvolare. Per prudenza? Per contrarietà? Per allergia alle prese di posizione nette? Per spirito pluralista e garantista? Non è dato saperlo.

Sta di fatto che dopo il gran rumore, il nulla. Prima tutti scandalizzati, oggi tutti dietro la colonna. Nessuno che rilancia. E così il mistero prosegue: com’è possibile che una battaglia data per condivisa sia morta senza funerale così rapidamente? Forse a Grottaferrata certe proposte sono come il polo universitario e la sala Ghelfi: si concedono per qualche ora alle conferenze, poi si richiudono e si fa finta di niente.

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