La lettera: “Grottaferrata, la perla appannata dei Castelli Romani”
GROTTAFERRATA (attualità) – La riflessione sullo stato della città di una lettrice
ilmamilio.it
“Gentile redazione,
C’è stato un tempo in cui Grottaferrata veniva chiamata, senza esitazioni, la perla dei Castelli Romani. Non era uno slogan turistico, era una realtà vissuta. Qualità della vita, servizi efficienti, cura dello spazio pubblico, attenzione sociale e culturale erano elementi tangibili, quotidiani, condivisi dalla comunità.

Oggi quella definizione suona amara. Non perché la bellezza del territorio sia scomparsa, ma perché è stata lasciata sola, abbandonata a una deriva lenta e costante che ha impoverito il tessuto sociale, politico e amministrativo del paese. La qualità della vita è visibilmente peggiorata. Lo si percepisce camminando per le strade, ormai impraticabili, dissestate, insicure. Lo si vive ogni giorno nel traffico diventato insostenibile, caotico, privo di una visione e di una gestione seria. Grottaferrata è soffocata, bloccata, ostaggio di scelte miopi e dell’assenza di una vera pianificazione urbana.

Ma il degrado più grave non è solo materiale, è istituzionale e sociale. I servizi pubblici, che dovrebbero essere il cuore pulsante di una comunità, sono ai minimi storici. Le scuole vivono difficoltà strutturali e organizzative che non possono più essere derubricate a episodi isolati. I servizi sociali, in un contesto di crescente fragilità economica e umana, non ricevono l’attenzione, le risorse e la visione necessarie. Particolarmente inquietante è quanto sta accadendo all’asilo nido comunale. Un tempo fiore all’occhiello, modello di qualità educativa e gestionale, oggi mostra segnali preoccupanti. Sotto questa amministrazione sono emerse modalità di gestione che andrebbero attenzionate, criticità organizzative e scelte che meritano approfondite r monitorate,con trasparenza. Quando a essere toccato è un servizio essenziale per l’infanzia, per le famiglie, per il futuro stesso della comunità, il silenzio diventa complicità. Eppure, di fronte a questo quadro, ciò che colpisce di più è l’assenza di un’assunzione di responsabilità politica, manca l’ascolto, manca il confronto. Manca la capacità di riconoscere i problemi prima ancora di provare a risolverli. Grottaferrata sembra governata da una bolla autoreferenziale, distante dalla vita reale dei cittadini, incapace di leggere i segnali di disagio che arrivano con forza da ogni quartiere.

Il degrado non è mai un evento improvviso. È il risultato di scelte sbagliate, di non-scelte, di una visione corta che consuma lentamente ciò che generazioni hanno costruito. E quando una comunità perde fiducia nelle istituzioni, quando i cittadini smettono di sentirsi parte di un progetto collettivo, il danno è profondo e duraturo.
Grottaferrata merita di più. Merita rispetto, cura, competenza. Merita un’amministrazione capace di guardare negli occhi i propri cittadini e dire la verità, anche quando è scomoda. Merita politiche che rimettano al centro il bene comune, i servizi, la qualità della vita, la dignità dello spazio pubblico. Perché una perla non si consuma da sola. Si rovina quando chi dovrebbe custodirla smette di farlo.
E oggi, più che mai, è il momento di dirlo con forza.
Una cittadina”

