Nemi, una marcia per difendere acqua, boschi e aria dei Colli Albani
NEMI (attualità) – Un corteo partecipato ha attraversato Nemi per denunciare la crisi ambientale dei Castelli Romani e rivendicare la tutela dei beni comuni contro cementificazione, sfruttamento delle risorse idriche e distruzione del patrimonio naturale
ilmamilio.it
La strada panoramica che conduce a Nemi e le vie del borgo si sono animate di voci, colori e musica in una mattinata di mobilitazione collettiva a difesa dell’ambiente. Un corteo partecipato e determinato ha attraversato uno dei luoghi più preziosi dei Castelli Romani, accompagnato lungo tutto il percorso dalla vista del lago di Nemi e dei boschi circostanti, un patrimonio naturale di straordinario valore oggi considerato seriamente minacciato.

Alla manifestazione hanno preso parte numerose realtà del Coordinamento contro le Nocività Ambientali insieme a comitati, associazioni e collettivi uniti da alleanze consolidate e da una visione comune orientata alla difesa dei territori. La presenza della Murga SinCuntrullo ha scandito il cammino con musica e danze trasformando la protesta in energia condivisa e facendo risuonare i tamburi lungo tutto il percorso.
L’ingresso nel borgo è avvenuto dietro lo striscione “Questo lago non è Ibiza”, accompagnato da una canzone dal messaggio diretto e inequivocabile. Un segnale chiaro della volontà di non restare in silenzio di fronte al prosciugamento dei laghi, alla devastazione dei boschi e alla costruzione o all’ampliamento di impianti considerati nocivi.
Striscioni, cartelli e slogan hanno espresso una contrarietà netta e diffusa alla gestione privata delle risorse idriche, alla cementificazione dei Castelli Romani, ai tagli boschivi, ai progetti di turistificazione impattante sui laghi e alla prospettiva dell’inceneritore di Roma che incombe su questo territorio. Durante il corteo si sono susseguiti numerosi interventi, alcuni di carattere tecnico altri più immediati, accomunati da competenza, passione e consapevolezza della gravità della situazione ambientale.

È stata denunciata la gestione dell’acqua da parte di ACEA, l’abbassamento drammatico delle falde, la perdita di milioni di metri cubi d’acqua dai laghi di Nemi e Albano e la progressiva distruzione del patrimonio boschivo, con il rischio concreto di compromettere in modo irreversibile l’equilibrio ecosistemico dell’area. Un territorio descritto come svenduto dalle amministrazioni locali a interessi privati che ne sfruttano le risorse a fini di profitto.
La manifestazione è stata anche un momento di espressione culturale e collettiva con canti, cori, poesie e momenti di riflessione condivisa. La difesa del territorio è stata ribadita come difesa della fauna, della biodiversità e degli habitat che rendono questi luoghi vivi e non semplici spazi da sfruttare.

Nonostante i tentativi di ostacolare il corteo da parte dell’amministrazione comunale – denunciano in una nota in manifestanti – attraverso un’ordinanza che ne avrebbe voluto limitare lo svolgimento, Nemi è stata attraversata da una mobilitazione che riafferma un principio: le risorse dei castelli romani non sono un luna park né una vetrina turistica, ma un habitat naturale prezioso.
“La giornata di oggi ha dimostrato – hanno rivendicato i manifestanti – che la voce dei Castelli Romani è viva, forte e determinata a proseguire la lotta per un’acqua pubblica gestita con responsabilità, per laghi tutelati e vitali, per la protezione della fauna e degli ecosistemi, per fermare il taglio intensivo dei boschi e per dire stop alla cementificazione. La battaglia per i laghi, per i boschi dei Colli Albani e per le comunità che li abitano continua”.

