Grottaferrata | Caso “Mito di Roma”, Letta: “Diniego, chiesta chiarezza”. In aula finisce la vicenda del ‘timbro’ del segretario comunale
GROTTAFERRATA (attualità) – Il consigliere Letta interviene dopo il rifiuto dell’amministrazione alla presentazione del libro.
ilmamilio.it
È ancora polemica a Grottaferrata dopo il diniego da parte del Comune alla presentazione del libro “Il Mito di Roma”. A sollevare dubbi e interrogativi è di nuovo il consigliere comunale Letta, che ha chiesto bei giorni scorsi accesso agli atti per comprendere le motivazioni dietro il rifiuto dell’iniziativa.

Letta sottolinea come la risposta ricevuta sia stata «stringata e priva di una reale motivazione». Secondo il consigliere, il riferimento allo statuto comunale come motivazione del rifiuto «non collima con il contenuto effettivo della richiesta», che si trattava di una conferenza culturale.

Il consigliere evidenzia due possibili chiavi di lettura del rifiuto: «O il libro non piace — ma non si capisce il motivo, anche perché la stessa casa editrice ha presentato altri titoli a Grottaferrata — oppure non piace chi ha fatto la richiesta. In entrambi i casi, è grave».

La questione si complica con un secondo elemento sollevato da Letta: la firma sul documento ufficiale di diniego. «Ho visionato l’atto e ho notato che non c’è firma autografa, ma un timbro che la riproduce. Ho quindi richiesto l’accesso a tutti gli atti firmati dal Segretario Scarsella per verificare se questa sia una prassi consolidata. Serve chiarezza, anche in vista dell’elaborazione del nuovo Piano Regolatore».
La replica del Segretario Generale Scarsella non si è fatta attendere:«Quel timbro è firmato da me e me ne assumo la piena responsabilità. Viene utilizzato perché ho persone fidate in segreteria, e non si tratta di un’eccezionalità. Voglio comunque rassicurare tutti: che sia digitale o autografa, so sempre ciò che firmo. Per quanto mi riguarda, sono a disposizione del consigliere».

