Frascati | “La commemorazione dell’8 settembre come una gita scolastica a Viggiù”

FRASCATI (attualità) – La nota dello storico Valentino Marcon sull’evento di lunedì scorso. Condivisa la sensazione di distacco dei frascatani

Questa vuole essere solo una semplice nota di… colore. L’8 settembre del ’43 non può non essere legato alle attuali vicende del genocidio in Palestina, e a quelle in Ucraina, in Sudan e in altre zone del mondo in questa ‘guerra mondiale a pezzi’, come la definiva il buon papa Francesco. Ma la retorica con cui viene ricordato l’8 settembre frascatano, ormai da quasi tutte le Amministrazioni che si susseguono, ci sollecita a condividere quella indifferenza che ormai caratterizza la stragrande maggioranza dei cittadini riguardo certe manifestazioni di routine. Come non dargli ragione?

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   L’ultima vicenda del corteo ufficiale fino al monumento alle vittime civili ha visto una pletora di sindaci (c’era forse una… ’svendita’?) con fasce tricolori e altri vari rappresentanti di ogni risma che nel percorso, tra una chiacchiera e l’altra si è portato al luogo previsto.

Chissà se i vari sindaci e ospiti abbiano potuto dare uno sguardo di ammirazione anche alle vie ai lati della Cattedrale dove le aiuole dimostrano tutta l’attenzione dell’amministrazione per il… decoro cittadino!

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Il corteo ha poi raggiunto la meta. Un parterre di seggiole disponibili attendeva una totalità di divise militari, di graduati, sottoposti, di banda non comunale, stendardi e gonfaloni di ex militari, ecc; non pensiamo ci fosse anche qualche ex- combattente dell’ultima guerra (avrebbe più di cento anni!).

Il tutto poi si è concluso – come se non bastasse la fotografia delle varie ‘autorità’ sul sagrato della cattedrale (anzi, ‘sagrado’ come è scritto sui cartelloni municipali) – con un’altra bella fotografia conclusiva che ha immortalato Giunta comunale con prelato e affini, di fronte al monumento alle vittime civili: con grandi sorrisi di compiacimento, quasi si fosse al termine della gita scolastica a… Viggiù!

Ma, come dice il proverbio, “chi muore giace…”(con quel che segue). E, dopo l’8 settembre…tutti a casa! Magari.

Valentino Marcon

foto d’archivio e NON riferita alle celebrazioni 2025

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