Nemi | Musica ad alto volume nel bacino del Lago. WWF, Legambiente e il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani denunciano grave danno ambientale
NEMI (attualità) – disturbata la fauna protetta, associazioni chiedono una nuova visione ecoturistica per i laghi
ilmamilio.it – nota stampa
“Alcune attività situate all’interno del cratere del Lago di Nemi, Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani, diffondono musica ad alto volume nelle ore serali e notturne, con un impatto sonoro che si propaga in tutto l’areale del lago, disturbando gravemente la fauna selvatica che popola questo ecosistema protetto.

A denunciarlo sono il WWF Roma e Area Metropolitana, Legambiente Appia Sud il Riccio APS insieme al Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, che hanno inviato una segnalazione formale ai Carabinieri Forestali per chiedere controlli urgenti e sanzioni nei confronti dei responsabili, oltre al ripristino della quiete ambientale nell’area.

«È inaccettabile che in un’area naturale protetta venga consentita la diffusione di musica ad alto volume, soprattutto nelle ore notturne», dichiarano le associazioni. «A farne le spese sono in particolare i chirotteri – pipistrelli protetti a livello europeo – e l’avifauna notturna come civette, allocchi, gufi e altri uccelli tipici dei boschi del Parco».

Secondo gli studi del Comitato Tecnico Scientifico del Coordinamento, l’inquinamento acustico notturno compromette l’orientamento, la caccia e la riproduzione dei pipistrelli e degli uccelli notturni, causando alterazioni comportamentali e un grave squilibrio negli ecosistemi forestali e lacustri.
L’area del Lago di Nemi rientra a pieno titolo nel Parco Regionale dei Castelli Romani ed è sottoposta a specifiche norme di tutela ambientale, in base a:
• Legge quadro sulle aree protette (n. 394/1991);
• Regolamento del Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani, che vieta esplicitamente attività disturbanti per la fauna;
• Legge sull’inquinamento acustico (n. 447/1995);
• Direttiva Habitat 92/43/CEE e Convenzione di Berna, che tutelano le specie sensibili presenti nell’area.
Le associazioni denunciano inoltre che l’elevata pressione antropica che grava sul Lago di Nemi e sul vicino Lago Albano – tra eventi rumorosi, intensa urbanizzazione e attività non compatibili – sta mettendo in pericolo due habitat naturali unici per biodiversità, valore paesaggistico e culturale.
«È urgente avviare un serio ripensamento del modello di fruizione turistica dei laghi, che punti su un vero ecoturismo rispettoso dei luoghi, della fauna e del silenzio naturale. Questo significa anche escludere qualsiasi nuova edificazione o manufatto che comprometta la naturalità delle coste e dei bacini lacustri, già oggi fortemente compromessi e con un livello idrico che si abbassa anno dopo anno», affermano le associazioni Ambientaliste.
Le associazioni chiedono un intervento immediato da parte delle autorità competenti, con misurazioni fonometriche, identificazione dei responsabili e l’adozione di tutte le misure necessarie per prevenire ulteriori danni ambientali.
«Non è solo una questione di disturbo acustico, ma di rispetto per la biodiversità e per i vincoli di tutela che regolano le aree protette. Il Lago di Nemi non è una discoteca a cielo aperto, ma un ecosistema prezioso che va difeso», concludono le associazioni firmatarie”.

