Pubblicato: Sabato, 25 Gennaio 2025 - redazione attualità

FRASCATI (attualità) - L'insediamento del Tycoon apre nuovi e ansiogeni scenari

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di Valentino Marcon

Le recenti decisioni immediatamente intraprese senza che ce ne fosse urgenza dalla ricomparsa sulla scena presidenziale statunitense del riciclato Donald Trump, non sono che l’ultima conferma della deriva in cui si sono avviate lentamente da almeno una ventina d’anni, le ‘democrazie’ nell’area occidentale del mondo, sempre più incapaci di difendere i legami e i limiti costituzionali, scavalcati dall’arroganza del ‘sovrano’ di turno.

   La malagestione del flusso (comunque in diminuzione) dell’immigrazione che interroga gran parte dei Paesi europei ( e non solo essi), ha messo drammaticamente in luce la carenza di una strategia per approntare misure adeguate in ordine all’accoglienza e all’inserimento sociale e culturale, preferendo sventolare lo spauracchio di una presunta ‘invasione’, o quello della sottrazione di lavoro a favore dei nuovi arrivati (che tra l’altro per lo più si ‘accontentano’ di lavori che gli ‘occidentali’, italiani ed europei, si rifiutano di accettare, e senza contare che diversi immigrati sono anche laureati!), cui si aggiunge la farsa salviniana e di alcuni parolai politici sulla presunta ‘sostituzione etnica’ e culturale cara ai sovranisti e populisti, sempre  protesi a  caccia di voti dei  cosiddetti ‘benpensanti’, fomentando quel razzismo da tempo strisciante nei paesi europei, unitamente all’odio verso lo straniero e l’immigrato e paventando minacce  secondo l’equazione ‘immigrato-uguale-terrorista’ o, comunque, criminale.

La stessa diceria che gli stranieri ‘rubino’ il lavoro agli italiani, sbertuccia anche l’affermazione del Governo che si vanta da due anni dell’aumento dell’occupazione, secondo cui questo aumento ‘da dieci anni non si sarebbe mai visto’ come adesso!?)

     Gli ultimi accordi presi dall’attuale Governo Meloni-Salvini insieme con il politicamente evanescente Tajani (che paventa il pericolo che la nascita di un nuovo e diverso Centro politico potrebbe soffiargli i suoi pochi fans), sono stati rivolti tutti e comunque a favore delle categorie più garantite, e a dare ‘contentini’ ad alcuni settori, ignorando i veri problemi della Sanità, del Lavoro precario, dell’Ambiente e tanti altri, ma soprattutto giostrando con qualche momentaneo ‘bonus’ di elemosina ed ignorando del tutto una ‘categoria’, quale è quella della povertà in Italia.

Ma quest’ultima (come quella dell’accoglienza degli immigrati) i ‘governanti’ pensano che si debba lasciare alla buona volontà della Caritas, o di… Sant’Egidio.  E per gli stessi immigrati è già nota la soluzione: stilare accordi di respingimento o detenzione, con quei Paesi ‘sicuri’ dei quali sono note angherie e torture, e i cui criminali, ricercati anche dalla corte penale internazionale, vengono in Italia in…vacanza o ad assistere tranquillamente alle partite di calcio (e nemmeno internazionali!) e, se per caso uno viene fermato per qualche ora, viene immediatamente rilasciato con tante scuse e volo aereo gratuito, con la connivenza del ministro della Giustizia e di quello dell’Interno, mentre quello degli Esteri si…defila!

Intanto un altro Paese ‘sicuro’, come l’Egitto, se ne infischia tranquillamente della sorte toccata al giovane Regeni. Ma è evidente come con questiPpaesi ci si accordi senza ostacoli, con, e per, soldi, sbandierando anche un nebuloso ‘piano Mattei’ (poveretto il vero Mattei, morto in un attentato già nel 1962!).  Solo qualche giorno fa c’è stato anche un ampio accordo tra imprenditori italiani e libici!

Insomma, come diceva Vespasiano, pecunia non olet (i soldi, ovunque provengano, non puzzano!) Ma la ‘nostra’ premier, mentre continua ad esibirsi in passerelle internazionali, girovagando per il mondo e distribuendo non solo sorrisi melensi ma consistenti contributi anche ai cosiddetti Paesi ‘sicuri’, fa finta di niente, nascondendo agli italiani di essere sotto ricatto proprio da questi Paesi ‘sicuri’, e si è aggregata subito sotto l’ala trumpiana, anche se l’Europa è minacciata dai diktat e i dazi americani.

Tuttavia, per fortuna in Europa, sia la von der Leyen che la Lagarde, hanno fiutato il ricatto e stanno mettendo in guardia dal prendere accordi isolatamente, puntando invece e giustamente alla ricompattazione urgente dell’Europa, onde porre qualche paletto all’Americano invadente (vero colonialista e imperialista avendo le sue basi militari in tutti i paesi Nato e non Nato! Non per niente la Russia ha attaccato l’Ucraina!). 

L’America di Trump (salito al potere anche con l’appoggio della grande destra cattolica e anticonciliare, come del resto è avvenuto per la Meloni in Italia), intende rilanciare quell’egemonia che riteneva esclusiva dopo l’implosione dell’URSS. Ma in un mondo (non più, come si diceva fino a qualche anno fa, ‘globalizzato’, ma) multipolare, l’America, che credeva vincente il suo capitalismo e liberismo, ha dovuto constatare suo malgrado, come da alcuni anni sulla scena geopolitica esistono altre grandi potenze mondali  soprattutto economiche, quali Cina, India, ecc., per cui l’oligarca americano, ha inteso enfaticamente lanciare lo slogan  Make America great again (MAKA, ‘L’America deve tornare grande’), e subito, anche il nostro governo si è posto al servizio del magnate sfoderando sorrisi, bacetti e leccaggi e assicurandogli anche l’aumento dei contributi ( e delle tasse) per la cosiddetta ‘difesa’.

Invece in questa realtà mondiale sarebbe proprio il caso che si guardasse oltre l’America, e in particolare proprio all’Asia e specialmente alla Cina (con la quale il nostro governo ha invece interrotto la cosiddetta ‘via della seta’), un Paese che potrebbe essere un partner economico e culturale di tutto rispetto, soprattutto per una Italia che vantava una lunga tradizione di rapporti e che i cinesi hanno sempre riconosciuto (dai tempi del missionario gesuita Matteo Ricci). Ma in questa prospettiva di lungo termine, sembra invece che l’Italia abbia uno sguardo alquanto miope e - anche a livello internazionale - è carente di una vera intelligente diplomazia che sappia operare con oculatezza e lungimiranza.

Quella diplomazia e lungimiranza che da alcuni anni – anche verso la Cina – è privilegiata dal Vaticano di papa Francesco e dal segretario di Stato Parolin, con il supporto anche del cardinale Matteo Maria Zuppi. E certamente anche il presidente della Repubblica Mattarella non ha lo sguardo miope, specifico invece degli attuali governanti italiani. In questo scenario, con ogni probabilità, la fine del conflitto ucraino dipenderà più dalla santa Sede che non dalle minacce di Trump alla Russia e comunque il risultato non potrà attribuirselo il tycoon (un termine che, tra l’altro ha origine proprio dalla Cina!), incapace di lavorare effettivamente per una pace stabile ed internazionale.