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Lago di Bracciano, interviene il Ministero: chiesto lo stop dei prelievi d'acqua abusivi

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BRACCIANO - “La condizione del lago di Bracciano è tra le più delicate dell’Italia centrale ed è per questo monitorata con massima attenzione da parte del ministro Gian Luca Galletti, del ministero dell’Ambiente e delle Autorità di Distretto, attraverso l’Osservatorio permanente sull’uso delle risorse idriche. A fine maggio il livello del lago era di + 5 cm sullo zero idrometrico. Il 7 giugno scorso, convocata dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, si è tenuta una specifica riunione dell’Osservatorio per analizzare le criticità nell’approvvigionamento idrico, in presenza di una forte diminuzione delle precipitazioni tra l’autunno e la primavera e di conseguenza la scarsa ricarica degli acquiferi, che potrebbe accentuarsi con la stagione estiva. L’analisi del quadro generale delle disponibilità e degli interventi strutturali attivati e attivabili ha condotto all’identificazione di alcune misure per il contrasto alla crisi idrica”. Lo rende noto il Ministero dell’Ambiente.

“L’Osservatorio ed il Ministero – si legge nel comunicato – hanno già provveduto a chiedere ad Acea Ato 2 un aggiornamento del documento di analisi di previsione della crisi idrica e alla Regione Lazio l’immediata attivazione delle misure necessarie, tra cui quelle di contrasto dei prelievi abusivi. Con due distinte note il ministero ha inoltre sollecitato l’immediato esercizio da parte della Regione dei poteri sostitutivi per quei Comuni che non abbiano ad oggi ottemperato all’obbligo di accorpamento delle gestioni e di trasferimento delle reti ed impianti al gestore unico del Servizio Idrico Integrato. Una condizione, questa, di persistente inottemperanza alla legge, che assume una più grande rilevanza proprio alla luce della carenza idrica che si sta verificando sul territorio regionale e del conseguente peggioramento del servizio agli utenti.

Una nuova riunione dell’Osservatorio è stata già calendarizzata per il 26 giugno, per la verifica degli effetti determinati dagli interventi attuati dal gestore per il recupero di volumi idrici addizionali e dalle misure di competenza regionale. In quella sede saranno ulteriormente approfondite le possibili azioni a seguito dei primi interventi d’urgenza”.

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