Frascati: la tiepida vendetta di Mastrosanti, la "Große Koalition" e il ko ineluttabile di Pagnozzi - FOTO & VIDEO FESTA

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FRASCATI (elezioni) - Analisi a caldo di un voto che premia la tenacia del nuovo sindaco ma vede sulla scena tantissime facce note della scena cittadina. Con lo zampino - netto - dei 5 stelle

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E' presto, prestissimo per un'analisi del voto ma è evidente che Roberto Mastrosanti in questo secondo turno ha fatto tutto all perfezione rifilando al suo avversario, che probabilmente più di questo non poteva fare, un ko che è in un certo ordine delle cose.

Di fatto, Mastrosanti è passato dai 3.181 voti del primo turno ai 4.240 del ballottaggio, lasciando al palo un Lello Pagnozzi che ha sostanzialmente ripetuto il risultato di 15 giorni fa (3.667 ieri, 3.706 l'11 giugno) scavlcandolo e rimontando da -525 voti a + 573. Oltre mille voti di "remuntada" che meritano un minimo di valutazione.

Alla prova dei fatti hanno avuto ragione quelli che sosteneva che per come era composta la coalizione di Pagnozzi questa avrebbe potuto esprimere il proprio meglio nel primo turno, con pochi margini di crescita poi nel ballottaggio. Il ko di Pagnozzi, comunque sia probabilmente il miglior candidato che la coalizione del Pd potesse esprimere (senza il quale probabilmente non sarebbe arrivata al ballottaggio), dimostra ancora una volta il vecchio teorema: squadra che cade, squadra che quasi certamente perde. L'onda lunga dell'errore, clamoroso, nella scelta di Spalletta nel 2014 ha presentato il conto.

Da dove sono venuti i nuovi voti di Roberto Mastrosanti? Il sospetto fondato che, al di là del lavoro porta a porta fatto dal candidato, a pesare e non poco sia stato lo spostamento di un pacchetto di X da parte del Movimento 5 stelle. Sospetto più che fondato anche perché di altri voti da "acciuffare", tolti quelli di Mirko Fiasco, non ce n'erano. Caso degno di studio perché fino ad oggi i 5 stelle erano stati (e sono) in grado di attirare voti da tutte le parti, ma quasi mai di "portarne" e di spostare l'esito dei ballottaggi.

GROßE KOALITION - Lo scontro al ballottaggio del 25 giugno è stato lo scontro tra due grandi coalizioni, ampie ed estremamente variegate. Ha perso quella che aveva vinto 3 anni fa e che vedeva insieme il Pd, una parte della sinistra, una parte della destra (l'Ncd segnatamente, ed altri pezzi) e parte della società civile. Ha vinto la "Große Koalition2", quella che aveva dovuto ingoiare l'amaro calice della sconfitta nel 2014 e che ora, pezzo più pezzo meno, celebra stavolta la vittoria.

Una vendetta che Mastrosanti celebra tiepida e non gelata perché ancora forte era l'amaro in bocca dell'altra volta

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A Roberto Mastrosanti va dato atto della tenacia e della testardaggine con la quale ha inseguito questo risultato anche quando, ad inizio anno era "ultimo" in una corsa che vedeva altri avanti. Poi pezzo dopo pezzo, molto nel nome dell'anti Pd, il nuovo sindaco ha costruito la sua squadra.

Nel 2014 aveva destato stupore il veder festeggiare alcuni esponenti insieme al Pd: ieri non può stupire invece aver visto stappare lo spumante una parte consistente di chi ha governato in questi ultimi 20 anni unito ai nuovissimi.

Non bisognava evidentemente stupirsi né scandalizzarsi tre anni fa, non si può farlo oggi.

La Große Koalition2 a servizio di Roberto Mastrosanti ha poco di nuovo così come di nuovo poco aveva quella a guida Pd. Ieri sera è stato ben evidente: col nuovo sindaco in piazza c'erano Mario Gori (e sua figlia Arianna, neo consigliera di maggioranza), Paolo Ciuffa, Roberto e Matteo Angelantoni, Stefano Di Tommaso, Igino Mancini, Roberto Eroli, Alessandro Adotti e tanti di coloro che sono passati per le stanze dei bottoni di Palazzo Marconi in questi ultimi 2 decenni.

Va preso definitivamente atto che i concetti politici che ci hanno accompagnato per 20 anni sono ormai superati. Si andarà avanti per grandi coalizioni, poli di attrazezione variegati. C'erano, ieri sera fianco a fianco nella festa, Franco Posa (sindaco per 10 anni) ed Emanuele Dessì (5 stelle).

Non bisognava stupirsi 3 anni fa, non bisogna farlo oggi.

Commenti   

 
#2 marcello 2017-06-26 11:32
Mastrosanti ha vinto con oltre 1000 perchè compatti tutti hanno hanno votato contro il PD. Ora dovrà mantenere le promesse : Posa & C con i loro obiettivi, la destra che chiederà pegno, Dessi non più in opposizione come 5 Stelle in Consiglio ha oramai un ruolo diverso. Fiasco contrariamente al centro destra vittorioso ovunque in Italia ha chiuso per Frascati. Certamente qualcuno gléne ne chiederà conto. L'invincibile armada , in parte di mercenari, dopo la battaglia ora dovrà pagare: i mercenari di qualsiasi esercito combattono per la paga ed il bottino. Ritengo ne vedremo delle belle se le deroghe saranno finanziarie! Sul Pd, ha mostrato tutta la sua fragilità. Dire Pd oggi è sinonimo di casta: la gente comune lo percepisce come il nemico e non più come il partito dei lavoratori, dei pensionati e della gente comune.
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#1 giampaolo ranaldi 2017-06-26 09:06
È vero che non dobbiamo stupirci e che molti, tra coloro che hanno vinto, hanno amministrato negli ultimi 20 anni. Ma è anche vero che a Frascati, come nel resto d'Italia, il Partito Democratico ha perso ed è calato. Dopo il referendum è la seconda sconfitta. Qualcuno, a livello nazionale e locale, dovrà rispondere delle scelte strategiche sbagliate.
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