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I Castelli romani non hanno più acqua. E il lago di Bracciano rischia grosso. Allarme per oltre 1 milione di cittadini - MAPPA

04-06-2017

FRASCATI (attualità) - I dati comunicati da Acea nei giorni scorsi mettono a rischio oltre un milione di cittadini residenti nella provincia. Tutti i Comuni castellani nella messa peggio

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

72 Comuni della Provincia di Roma su 120, ovvero il 60%, sono stati inseriti tra quelli che nei 4 mesi estivi - da giugno a settembre - dovranno affrontare problemi di approvvigionamento idrico. A conti fatti questa estate avranno problemi di acqua più di un milione di cittadini. E la stessa città di Roma, in alcune zone, potrebbe andare in sofferenza.

Di questi, tutti i Comuni dei Castelli romani e dell'area casilina-prenestina, fatta eccezione per Valmontone, sono stati inseriti nelle zone rossa (la maggior parte) o gialla.

Il documento che Acea ha consegnato ai sindaci facenti parte dell'Ambito territoriale ottimale 2 (Ato2) è drammatico.

CASTELLI ROMANI - La mappa Acea, pubblicata già dalla nostra redazione nei giorni scorsi (VEDI la mappa, LEGGI l'articolo), parla chiaro. La relazione che accompagna la mappa, drammatica. Tutti i sindaci hanno visto e avuto questo documento, pochissimi hanno relazionato ai propri cittadini la situazione.

In zona rossa, quella con carenze idriche accentuate e ricorso a turnazione giornaliera, sono dunque finiti Frascati, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca Priora, San Cesareo, Colonna, Zagarolo, Lariano, Velletri, Lanuvio, Genzano, Ariccia ed Albano Laziale.

Nella zona gialla, quella dove sono previsti abbassamenti di pressione nelle ore di maggior consumo e, nei comuni più piccoli, modeste carenze di acqua, sono invece Grottaferrata, Ciampino, Marino, Rocca di Papa, Castel Gandolfo, Nemi, Pomezia, Ardea ed Artena.

L'area sud-est della provincia romana è servita essenzialmente da tre acquedotti: il Simbrivio, la Doganella e l'ex Casmez. Per i primi due la diminuzione della portata è di circa il 20% rispetto all'anno scorso (1,1 metricubi/secontro contro 1,4): nel caso dell'ex Casmez, occorre la miscelazione con l'acqua del Marcio per diluire i contaminanti presenti (solventi clorurati, arsenico e fluoro) prima della distribuzione.

Per quanto riguarda i Castelli romani, i Comuni alle prese con quest'ultimo problema (marchiati con una Q, ovvero "qualità dell'acqua") sono Velletri, Lariano, Genzano, Lanuvio, Albano Laziale ed Ariccia. Praticamente tutti quelli del versante albano.

Lo dice Acea.

Il quadro che il gestore presenta è a dir poco drammatico. Per il secondo anno consecutivo la piovosità è stata inferiore alla media, le temperature sono in costante aumento e le riserve idriche - con le fonti che hanno diminuito le portate - sono in evidente sofferenza. Nel particolare, rispetto al 2014 le precipitazioni sono state del 46% inferiori. Un dato preoccupante.

Acea garantisce di aver recuperato 900 litri al secondo dall'ammodernamento, recupero pozzi ed inteventi vari: nella zona dei Castelli romani sono stati riattivati alcuni pozzi a Pantano Borghese e a Finocchio. Inoltre, il gestore comunica che la bonifica delle reti ha portato ad un recupero di 500 litri al secondo. Numeri che servono a limitare l'emergenza. Per quest'anno.

Quella dell'acqua è la tematica più importante che i Castelli romani si trovano a dover affrontare da qui ai prossimi anni. Eppure non se ne parla.

Ieri Velletri, rimasta a lungo senza acqua in alcune zone, ha iniziato a fare i conti con questa nuova emergenza.

ACEA SOLLECITA AI SINDACI ORDINANZE PER LIMITARE L'USO DELL'ACQUA

LAGO DI BRACCIANO - Il dato sul maggiore dei laghi della provincia di Roma è davvero allarmante. Tra giugno e settembre, con punta attesa per luglio, sarà necessario attingere alle acque del bacino con circa 1500 litri al secondo: le scarse precipitazioni e questi prelievi a fine settembre porteranno ad un abbassamento rispetto al livello attuale (che è il più basso degli ultimi venti anni a maggio) di 65 centimetri, vale a dire oltre i 60 centimetri di escursione media tra livello massimo e livello minimo.

Il lago di Bracciano è la riserva di acqua potabile di Roma e della sua provincia: attingere a questa in maniera così rilevante dice che la situazione è davvero allarmante.

Se non piove tanto, se non diminuiscono i consumi, se non migliora la rete, se non si smette di costruire, siamo destinati ad una crisi idrica cronica.



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