La Fiera da risistemare: il dibattito a Grottaferrata

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GROTTAFERRATA – Su una cosa i relatori tutti d'accordo: continuando così l'appuntamento rischia di naufragare davanti alle nuove dinamiche

Cosa fare della Fiera di Grottaferrata? Questa è il problema. Un quesito difficile, un nodo complicato da sciogliere. Moderato da Angelo Gregori, ha avuto luogo ieri pomeriggio nel Teatro del Sacro Cuore della cittadina criptense il dibattito ''Ragioniamo insieme sul futuro della Fiera'',  organizzato e promosso da ''La Città al Governo''. La discussione avrebbe meritato una più ampia partecipazione generale delle forze politiche ed associazionistiche della comunità, ma ha ugualmente centrato le criticità di un appuntamento che è declinato lentamente, ma inesorabilmente, negli ultimi anni.

Un concetto è stato sposato da tutti i relatori: se la Fiera non cresce e non viene rivista nei suoi aspetti più vitali scomparirà sotto i nostri occhi nel termine di poco tempo. Rita Consoli, de ''La Città al Governo'', ha sottolineato l'importanza dei ''Tavoli comuni'', metodi moderni e alternativi per alimentare la libertà di contributo sui grandi temi della città. Un percorso di approfondimento salutato anche da Fabrizio De Antoni, autore della relazione introduttiva del pomeriggio. ''La Fiera sta perdendo capacità attrattiva – ha affermato - tant'è che nel 2016 sono state più le critiche che gli apprezzamenti da parte dei cittadini. Su questo appuntamento sono stati fatti solo tre incontri negli ultimi 15 anni. Uno con il sindaco Viticchiè, uno con Ghelfi. Da allora a oggi nient'altro. E' poco''. ''La Fiera di chi è? - si è domandato De Antoni. ''E' dei cittadini – ha proseguito - e del territorio, proprio come dice l'art.7 dello Statuto comunale. Un dovere per istituzioni e città, ma non un peso''.

La Fiera Nazionale non è più strettamente comunale dal 2012. La sua esternalizzazione però non ha conciso con la sua evoluzione. Anzi. I ricavi per il Comune sono passati in brevissimo tempo dai 210mila euro fino al 2014 ai 90mila complessivi negli ultimi anni. Poco guadagno, ricadute nel resto dell'anno assenti. Un problema. Alla crisi del settore fieristico in Italia, si è aggiunta parallelamente l'assenza di collaborazione degli imprenditori e il mancato rapporto con le strategie sovracomunali, con le associazioni di categoria. La Fiera intesa come 'mercatone' è ormai una realtà consolidata da almeno venti anni, avvilita da una scarsa comunicazione. Il risultato, specie nell'ultimo decennio, è che gli espositori sono calati da 240 ai 104 recenti. Complice anche il ridimensionamento dei metri quadri e dei padiglioni.

De Antoni ha concluso: ''Nessuno crede più in questa manifestazione, ma dobbiamo provarci''. Angelo Gregori, moderatore dell'incontro, ha esternato la sua idea sul presente e le prospettive: ''Questa è una Fiera mercato. Ma le caratteristiche della Fiera è quello di promuovere le aziende, un importante strumento di marketing che può far conoscere prodotti nuovi, scambi commerciali. Le Fiere, oggi, sono a disposizione delle aziende che hanno queste caratteristiche. Se noi lasciamo così quella di Grottaferrata, invece, il trend è quello che abbiamo visto. E' una manifestazione lasciata nell'incuria, c'è poco di attinente alle dinamiche commerciali moderne. E' solo la chiamata di venditori che espongono varie merci. Niente di più. Bisogna cambiarla. Una prima idea è riscoprire il collegamento con il territorio per la promozione della piccola e media impresa castellana''. In tale spunto, è considerata un'anomalia dolente aver visto la Fiera trasformarsi mano mano in un elemento estraneo dalla città o percepito come causa di disagi. Coinvolgere di più i cittadini con un piano di comunicazione che li riguarda, ascoltandoli, è una delle vie possibili.

E' intervenuto anche l'ex sindaco Angelo Viticchiè: ''Riacquistare uno stile passa per questi appuntamenti – ha detto- per cercare di superare i campanilismi. Guardiamoci intorno. Il Sistema Bibliotecario, Il Parco dei Castelli romani, la Comunità Montana possono essere dei punti di riferimento, di sostegno. Fare in modo che la Fiera diventi la Fiera dei Castelli Romani è una possibilità da percorrere, dimostrando coraggio nel creare una struttura con questi Enti. Perché sono in grado di offrire economico per poter fare qualcosa di meraviglioso''.

Anche l'imprenditore Massimo De Nicola ha fatto comprendere alla platea quanto il mondo stia cambiando velocemente: ''Il concetto di Fiera campionaria è destinato a morire. Il mondo digitale sta spazzando via chi crede di aver risolto tutto con un'offerta secolare e basta. Prendiamo a riferimento i grandi eventi: tre giorni di durata, mini-fiere di settore con i piccoli produttori. Azioni che creerebbero delle opportunità di lavoro anche per piccoli artigiani locali. O si applicano nuovi concetti, o la Fiera avrà vita molto breve''.

Rodolfo Mariotti ha sottolineato l'importanza del collegato Fiera-Città e le difficoltà che ne conseguono. ''Siamo rimasti ancorati – ha detto - al concetto di Nazionale, ma se il Nazionale collima al concetto di bello è una buona cosa, altrimenti bisogna fare un passaggio diverso. Il 2016 è stata una delle Fiere più brutte percepite dall'opinione pubblica. Si può e si deve migliorare sotto ogni aspetto''.

Rita Consoli, cercando approfondire tutte le riflessioni assorbite, ha affermato: ''Non c'è progettualità, non c'è un archivio. Per raccogliere i pochi dati abbiamo fatto un enorme sforzo. Gli ultimi rilievi delle presenze non sono indicativi e non sono veritieri. Non è importante il numero. Nella Fiera bisogna crederci. La politica, nelle sue funzioni di indirizzo e di controllo, deve infondere nel cittadino la buona pratica, nella convinzione di riuscire a fare rete''. La scelta di uscire da alcuni organismi territoriali, come nel caso ultimo di Grottaferrata con la Comunità Montana, è stata commentata come un episodio negativo, poiché elemento di sottrazione rispetto alle potenzialità da sfruttare. Tema, quest'ultimo, ampliato da Filippo Roncaccia: ''L'obiettivo è quello di arrivare ad una Fiera di sistema, dove i castelli possano avere la loro vetrina, ma anche una Fiera di rete in cui collegare il locale con il globale. A queste serve il riconoscimento nazionale. La Fiera va rinnovata, aprendo un processo di dialogo sulle varie componenti della città perché anche questa manifestazione può dare una prospettiva e per chi lavoro già ce l'ha. Roma ha smesso il suo mestiere, cioè di darci occupazione. Lavorare per la comunità e con le comunità è fondamentale''.

Anna Parisi ha lanciato altresì una riflessione sulla proposta di dar luogo ad una Fiera diffusa nel territorio per inglobare l'intera comunità. Fondamentale, però, ''è uscire dal prodotto attuale, perché non dice più nulla''. Altri spunti, durante il dibattito, hanno fatto emergere la necessità di ricercare la via monotematica ed enogastronomica dell'evento, la qualità dei prodotti, reinserire l'ingresso a pagamento per sostenere i costi e contenere la Fiera all'interno di una condizione di esposizione ricettiva e di spessore che altrimenti mancherebbe con la gratuità a tutti i costi e senza prospettive.

Nel 2017 sarà difficile fare il salto di qualità atteso. La macchina organizzativa, già carente di per sé da tempo, farà fatica ad emergere con il Commissariamento in corso e le poche risorse in campo. Per il 2018 ci penserà il nuovo sindaco. Il fatto che la discussione sia partita in questo autunno potrebbe dare slancio ad una nuova stagione per quello che è ancora, a tutti gli effetti, l'appuntamento più importante dell'anno per la città. Un appuntamento però che sta vivendo una profonda crisi di promozione e di sostanza. Con il rischio di soccombere di fonte all'era del digitale e delle nuove idee che emergono e corrono senza badare troppo alle varie tradizioni o nobiltà secolari.

(La foto introduttiva è di Mauro Capretti)

Commenti   

 
#7 iodicoNO2 2016-11-13 22:15
grazie a IOVOTONO, perchèmi hai chiarito i concetti di: quilli de qua qua e quilli de là là, che non conoscevo.
ma quilli de qua qua non mi sembrano affatto migliori de quilli de là là; chi infatti ha messo sotto naftalina i BENI SEQUESTRATI DALLA MAFIA e assegnati a Grottaferrata? indovina un po' e indovina soprattutto perchè?
un uccellino mi ha soffiato all'orecchio una informazione: dopo 10 anni i beni confiscati alla mafia e assegnati ai comuni se non utilizzati dai comuni ritornano in carica alla REGIONE, e questa ne può disporre come meglio crede, anche vendere a privati a costi da regalia. verificate gente verificate, lavorate gente lavorate se volete conoscere le cose e fare vera politica.
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#6 4dicembre#IOVOTONO! 2016-11-13 11:46
la giusta domanda è: di chi è Grottaferrata
già all'inizio del 21° SECOLO un sx sx coniglio in dialetto scrisse ponendosi questo quesito.
Evidenziava una contrapposizion e tra quillì de qua qua e quilli de la la, Gtf.si VERI contro i FORESTIERI
questi ultimi colpevoli, secondo il sx sx, di farsi le VILLE o di acquistarle a caro prezzo per poi chiudere il cancello e buonanotte
mentre ai VERI non rimaneva altro che darsi a "fare e disfare" con le associazioni come furbetti dei quartierini nelle quali "riconoscennosi tra loro" si votavano escludendo così ogni FORESTIERO
a parte la fiera delle vanità di ESCLUSIVA responsabilità de quillì de qua qua, la questione VILLE & company si è regolarizzata.
come ?
verifichiamo a chi sono intestate le proprietà UTILI alle costruzioni e i MILIONI di m³ costruiti INUTILMENTE e ......
a riveder le stelle anche a Grottaferrata
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#5 iodicoNO2 2016-11-12 23:11
caro amico IOVOTONO, stai forse dicendo che gli impresentabili non si dovrebbero presentare alla prossima campagna elettorale?
mi sewmbra difficile immaginare che chi è stato al governo della nostra cittadina, non ha fatto nulla per il bene di Grottaferrata, possa capire che se siamo a questo punto è anche colpa loro; colpevole non è solo quello che commette fisicamente il delitto, ma colpevoli sono tutti coloro che avendo il potere e l'occasione di impedire il delitto, non lo hanno impedito, non lo hanno denunciato, e si sono adeguati al delitto e alle consegnuenze del delitto stesso.
sogni ancora che abbiano capacità di giudizio? io dico NO 2
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#4 4dicembre#IOVOTONO! 2016-11-12 19:03
"Non c'è progettualità, non c'è un archivio. Per raccogliere i pochi dati abbiamo fatto un enorme sforzo. Gli ultimi rilievi delle presenze non sono indicativi e non sono veritieri....." gasp gulp help negli ultimi 25 anni mi sono perso qualcosa ?
presso il teatr...ino si sono esibiti tanti EX che hanno parlato "in terza persona" una sorta di sindrome Hubris pOLITICA (greco: presunzione e arroganza)
è andata in onda "un'intossicazi one da potere” dove ognuno si è messo in buona luce; con un'esagerata preoccupazione per la propria immagine; un'esaltazione del senso delle proprie azioni; una fiducia eccessiva nei propri giudizi senza considerare le critiche
perdendo così il contatto con la realtà dei FATTI e alla fine siamo andati via perplessi dalla manifestata incompetenza !!!
questa NON si cura con le medicine MA con l'astenersi dal candidarsi
a riveder le stelle anche a grottaferrata
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#3 iodicoNO2 2016-11-12 14:41
mi piace: astenersi candidati perditempo e csandidati già passati in giudicato.

mi da veramente l'idea del nuovo, di qualcosa che può portarenuovi e buoni frutti,

via i perditempo e i già passati, vediamo se c'è qualcuno che dice e fa cose nuove, forse utili di più al paese, vediamo.
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#2 4dicembre#IOVOTONO! 2016-11-12 08:12
a pelle, a naso e a vista nulla di nuovo
a sentire invece, gli stessi quillì de qua e quillì de qua qua straNULLA di nuovo, d'altronde cosa ci si poteva aspettare ?
se gli stessi che quando avrebbero potuto NON ...
se gli stessi le volte che hanno deciso cosa e come farla NON..
se gli stessi tutte le volte che se ne decretava la NON riuscita ..
INVECE se gli stessi si sottoponessero ad un acting out liberatorio "forse forse forse forse" capirebbero i PROPRI errori e da questi ripartire per sperimentare strade DIVERSE
hai noi , la nostra miserabile specie è fatta in modo tale che quelli che camminano sulle vie STRAbattute "risultate sbagliate", gettano le pietre "dell'invidia, del rancore e delle delazioni" contro quelli che inseguono vie diverse
anche Voltaire avrebbe votato NO il 4 dicembre (mi piace pensarlo)
ai serenissimi conii a riveder le stelle con tenerezza
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#1 iodicoNO2 2016-11-11 23:31
iodicoNo. non per la FIERA che va rilanciata con idee, con risorse e con grandissimo impegno. ma la Fiera può diventare un fiore all'occhiello di una cittadina bene governata, risanata nel Bilancio, con amministratori capaci di arrivare alle risorse europee, che credono in quello che fanno e fanno tutto senza fini personali o di partito o di clientelismo.
cari amico di CalG vediamo di impegnarci prima nella risolòuzione dei veri problemi gravi di Grottaferrata, problemi che l'hanno strangolata, da personaggi che l'hanno strangolata. fatemi vedere segni, indizi, azioni giuste, di chiacchiere ne abbiamo avute tante. grazie
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