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In memoria di Alfredino Rampi: una discarica a cielo aperto. E nulla più

17-03-2014

FRASCATI - Il luogo dove si consumò una delle tragedie che più hanno colpito l'immaginario nazionale si trova lungo via Sant'Ireneo nel profondo della periferia frascatana. Oggi è un posto più squallido che mai

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Via Sant'Ireneo è una stradina stretta che da via di Vermicino, dopo diversi cambi di direzione a novanta gradi, porta sulla Casilina. Profonda periferia di Frascati che gran parte degli amministratori comunali neanche sanno appartenere al territorio tuscolano.

Il campo dove è morto Alfredino Rampi, annegato di terra nelle viscere della Terra, è due strette curve più avanti dell'imbocco: trecento metri dopo è già Roma. Ma cambia poco. La periferia della periferia è una stradina stretta che se ti incontri con un'altra auto devi fare bene i conti per sapere dove accostarti ed incrociarsi. Altrimenti in due non ci si passa.

Il campo dove è morto Alfredino Rampi, in quel maledetto 13 giugno del 1981 quando dopo tre giorni di stenti il suo corpo di bambino di 6 anni non ce l'ha più fatta a resistere, è proprio lì sulla sinistra, dopo un lungo e alto muro bianco. Un campo anonimo che oggi ospita una discarica a cielo aperto che viene puntualmente compattata dalle auto che si fermano sul piccolo slargo per far passare quelle provenienti in verso opposto.

Il campo dove è morto Alfredino Rampi non puoi riconoscerlo se non lo sai. Il pozzo artesiano che se l'è inghiottito è segnato da un tubo largo 35 centrimetri che esce dal terreno, sotto un'olivo. Un tubo con tanto di coperchio, per non rischiare di finirci dentro. Un tubo che sul fianco ha una croce bianca sbiadida che quasi non si vede più e che senza quella neanche saresti in grado di dire che lì sotto ci è morto un bambino di sei anni praticamente in diretta mondiale.

Il campo dove è morto Alfredino Rampi è stretto: poi ti giri dall'altra parte e ti accorgi che c'è un terreno ampio e pianeggiante. E' su quello che per tre giorni una folla composta e le telecamere di mezzo mondo hanno sperato insieme al papà ed alla mamma di riuscire a ritirarlo su vivo. Niente da fare, però.

Il campo dove è morto oggi è al massimo una discarica a cielo aperto. Un posto più squallido di quando Alfredino ci è morto in un giorno di giugno. Della croce accroccata che c'era nei primi anni '80 non c'è più traccia.  Qualcuno a guardare lo scavo forse aveva pensato di costruirsi casa.

Scomparsa la croce ed anche l'idea della casa. Scomparse insieme ad una memoria che Frascati ha in questi 33 lunghi anni preferito non ricordare.



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