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Ramstein e quelle Frecce Tricolori che esplosero nel cielo

28-08-2018

ACCADDE OGGI – 28 agosto 1988, la più grande tragedia dell'acrobazia aerea: settanta morti e 346 feriti

Settanta morti e 346 feriti. Fu questo il tremendo bilancio, il 28 agosto del 1988, a Ramstein, in Germania, di un evento imprevedibile e catastrofico. Tre Frecce Tricolori si scontrarono in aria e precipitano a terra durante lo svolgimento di una delle figure più amate ed ammirate: il cosiddetto ‘Solista’. Secondo la storia che è giunta sino a noi, il tenente colonnello Ivo Nutarelli arrivò in anticipo all'incrocio con i colleghi. Il suo Aermacchi MB-339 colpì in pieno il capoformazione, il tenente colonnello Mario Naldini, che a sua volta si scontrò con il capitano Giorgio Alessio.

Tre palle di fuoco nel cielo. Poi lo schianto.

Un aereo finì su una corsia stradale al fianco della strada. Un altro sulla pista ed esplose. Il velivolo di Nutarelli cadde invece sulla folla. In pochi secondi, un inferno.

Nutarelli era un pilota riconosciuto per la sua spiccata personalità. Divenne "combat ready" al 20º Gruppo di stanza a Grosseto diventando dopo breve tempo pilota istruttore su F-104. Ebbe modo di formare i piloti da caccia dell'Aeronautica fino a quando, nel 1980, entrò a far parte della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori ricoprendo nella formazione i ruoli di Pony 2, Pony 4, Pony 7, Pony 9, fino ad essere nominato solista (Pony 10) nel 1986. Mario Naldini, pilota reputato di assoluto affidamento, ottenne il brevetto di volo nel settembre 1970 ed entro alcuni anni divenne pilota istruttore. Nel 1982 venne trasferito alla pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori. Nei diciotto anni di carriera militare aveva totalizzato quasi 4300 ore di volo. Giorgio Alessio aveva 31 anni, era nato ad Alessandria ed aveva alle spalle 2500 ore di volo.

In quei anni tante ipotesi furono monitorate su quell'incredibile dramma. Si parlò persino di un sabotaggio. Nutarelli e Naldini erano decollati la sera del 27 giugno 1980 dall'aeroporto di Grosseto e intercettarono il DC9 dell’Itavia, quello che poco dopo, come accertato anni dopo, esplose nei cieli di Ustica, colpito, come sembra emergere da alcune sentenze, da un missile.

Ma al di là dei complotti, mai appurati, ci fu la struggente storia delle vittime: uomini, donne, bambini, giovani, anziani. La strage, come spesso capita, causò conseguenze anche sull'adozione delle misure di sicurezza delle esibizioni acrobatiche. Le ‘figure’, da allora, non sono più possibili sopra il pubblico, ma solo distanti a centinaia di metri.

Ramstein è ancora nei cuori di chi c'era e di chi vide. I tragici avvenimenti di quel giorno non hanno fermato il lavoro delle Frecce Tricolori. Ancora oggi fanno vanto dell'eccellenza italiana nel mondo. Sempre con un grande orgoglio. Rafforzato, forse, da quel giorno di dolore nei cieli tedeschi



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