Emergenza smog, Zaratti: ''Nel Lazio aria gravemente compromessa. 90 Comuni censiti in classe 1''

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Presentata interrogazione al Ministro Galletti

COMUNICATO STAMPA
 
“Quali provvedimenti per il mantenimento ed il risanamento della qualità dell’aria sono stati effettivamente adottati negli ultimi 6 anni nel Lazio, stante l’attuale livello d’inquinamento in molte realtà comunali e se non si ritenga urgente intervenire, al fine di ridurre il rischio di continui superamenti dei valori limite nel territorio regionale, anche per evitare la condanna della Corte di Giustizia europea, del nostro paese”. E’ quanto chiede in un’interrogazione urgente in parlamento il deputato di Sinistra Italiana Filiberto Zaratti, membro della Commissione Ambiente della Camera.

“Nel 2010 la Regione Lazio ha adottato il Piano di Risanamento della Qualità dell’aria – spiega Zaratti – stabilendo norme tese ad evitare, prevenire e ridurre gli effetti dannosi per la salute umana e per l'ambiente, determinati dalla dispersione degli inquinanti in atmosfera. Lo scorso Ottobre è stata determinata la nuova zonizzazione e classificazione delle zone e agglomerati ai fini della valutazione della qualità dell'aria, sulla base dell’analisi delle concentrazioni degli inquinanti relative al quinquennio 2011-2015 e purtroppo la situazione è fortemente peggiorata”.

“Oggi – dice ancora il deputato di SI - sono 90 i Comuni che ricadono nella classe 1 (ex Zona A) quella a più elevato grado d’inquinamento, dove per almeno 3 degli ultimi 5 anni uno o più inquinanti sono risultati superiori al valore limite di legge. Le situazioni più compromesse sono quelle della Valle del Sacco e dell’agglomerato di Roma Capitale, ieri al settimo giorno di superamento dei limiti, con comuni importanti come Frosinone, Ceccano, Alatri, Colleferro e Ciampino, dove dall’inizio dell’anno si sono registrati già numerosi sforamenti del PM10”.

“Per molti di questi Comuni – conclude Zaratti -  c’era l’obbligo di predisporre Piani di Interventi Operativi (PIO), con le modalità  di una progressiva attuazione di provvedimenti da adottare, in relazione al persistere o all’aggravarsi delle condizioni d’inquinamento e di adottare misure emergenziali, che ora sono molto più restrittive dei sporadici blocchi del traffico e di qualche giornata a targhe alterne, che sono servite poco e niente. Evidentemente in questi sei anni – conclude Zaratti - poco o nulla è stato fatto”.

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