Rocca di Papa, Antenne abusive: parla il comandante Di Bella che seguì le indagini come polizia locale

Pubblicato: Mercoledì, 24 Gennaio 2024 - redazione attualità

ROCCA DI PAPA (attualità) - Torna a parlare l'ex comandante

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L'ex comandante della Polizia Locale Gabriele Di Bella, dopo essere venuto a conoscenza della sentenza del Consiglio di Stato sulle antenne abusive del sito Prato Fabio, commenta:

" Apprendo dai mezzi di informazione e dai social (non dal sito istituzionale del Comune come mi sarei aspettato) dell'importante risultato conseguito dal Comune di Rocca di Papa con le sentenze emesse dal Consiglio di Stato. Che hanno respinto i ricorsi in appello presentati dalle società proprietarie delle antenne abusivamente installate in località Prato Fabio (Monte Cavo), in linea con i contenuti delle ordinanze emesse dalla allora sindaca Veronica Cimino durante la sua amministrazione. E' evidente come la politica del temporeggiare erroneamente portata avanti da oltre un anno, ha di certo favorito e continua a favorire privati cittadini che "fuori dalla legge" imperterriti sviluppano i loro interessi economici in danno della collettività.

Certo è che chi quella notte andò dal notaio, per dare le proprie dimissioni da consigliere comunale, evitando il confronto in Consiglio, aveva di certo un proprio interesse personale da difendere come vuole la narrazione di questi mesi, oltre che bloccare politicamente l'azione di controllo, trasparenza, legalità e moralizzazione. Azioni queste portate avanti dall'amministrazione all'interno del Comune in nome del compianto sindaco Emanuele Crestini, ma soprattutto nel rispetto della legge, anche all'esterno sull'intero territorio. In particolar modo affrontando la problematica delle antenne abusive vista l'azione incisiva posta in essere dall'amministrazione determinando lo smantellamento dell'ufficio denominato demolizione delle antenne abusive.

Ad onore del vero, continua Di Bella, per importanza meritevole di specifici e doverosi approfondimenti, quando fu istituito l'Ufficio demolizioni delle antenne, le azioni di alcuni assessori, cercarono da subito di depotenziare tale organismo con la complicità di alcuni personaggi interni al Comune. Guarda caso non bastava la decadenza del Consiglio Comunale e l'insediamento di un Commissario Prefettizio, che era auspicabile avrebbe portato avanti celermente le procedure, bisognava mandare a casa con le proprie azioni (e sempre di notte ) chi proprio su preciso input della sindaca, della sua Amministrazione e di concerto con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, era riuscito a restituire l'area pubblica di Monte Cavo vetta alla Città . Ed insieme agli altri uffici censito i manufatti, i tralicci e le antenne abusive, individuandone prontamente i proprietari. Erano altresì in corso le verifiche su fantomatici contratti stipulati tra privati per la locazione di tralicci abusivi e posizionamento di antenne su questi ultimi, puntualmente rilevati dall'Ufficio Tecnico Comunale su area pubblica. Situazioni che generano quindi ingenti guadagni a privati in danno delle pubbliche casse comunali. Credo che quella notte dal notaio si consumò un vero e proprio "femminicidio politico" nei confronti di chi aveva dimostrato capacità di amministrare e discontinuità con un passato fallimentare, con l'aggravante della complicità di alcune consigliere donne. Che per la prima volta rappresentavano la maggioranza in Consiglio Comunale indipendentemente dalla lista o partito di appartenenza, come mai accaduto prima e al contrario di ciò che risulta oggi sotto gli occhi di tutti.

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Domanda : A questo punto cosa si aspetta comandante Di Bella, dopo questa sentenza del Consiglio di Stato?

Risposta : " E' evidente come non bastano le sole sentenze. quando poi come accaduto recentemente assistiamo a dirette streaming dove in Consiglio Comunale, Consiglieri ignari della materia si limitano con molta semplicità ad alzare il braccio votando contro lo strumento necessario ed indispensabile, per procedere rapidamente nella demolizione dei tralicci e delle antenne. Tali condotte dimostrano disattenzione verso quei temi importanti come la salute, la sicurezza e l'ambiente che dovrebbero rappresentare la priorità per una realtà meravigliosa come Rocca di Papa. La storia recente insegna: trovano spazio solo negli annunci e proclami elettorali per poi finire nel dimenticatoio. Certo ci vuole coraggio e soprattutto preparazione e vorrei spezzare una lancia, ma  giganti all'orizzonte non ne vedo. A chi come nel gioco dell'oca voleva politicamente addirittura tornare indietro strumentalmente e iniziare daccapo i confronti e le procedure con gli enti sovracomunali che si sono già da anni pronunciati, ricordo che in politica non si vive a lungo di luce riflessa, ne tantomeno si sopravvive da perditempo. La triste verità, tengo a sottolinearlo, è che davanti a sentenze così importanti frutto dell'impegno costante di donne e uomini che nella Pubblica Amministrazione cercano di far prevalere i principi di legalità, l'attuale amministrazione rimane silente. Addirittura quasi dispiaciuta, trovando però il tempo per vantarsi attraverso  la pubblicazione di un post dei contenuti di una delibera di giunta, con la quale si rende noto di rinunciare alla costituzione di parte civile con formale deliberazione adducendo che "il consigliere non riveste più alcun incarico politico e pertanto, l'ente non ha più alcun interesse " . Per poi concludere il comunicato con una frase alquanto fuori luogo e inconcepibile : "auguriamo di poter tornare presto a fare politica nella nostra Città " lapsus Freudiano o partito del notaio? " .

Domanda : Per concludere cosa vuole dire ai cittadini di Rocca di Papa ?

Risposta : " Colgo l'occasione per ringraziare quanti hanno prestato la loro fattiva collaborazione nell'attuazione delle procedure dal punto di vista professionale, ai Cittadini che hanno sostenuto e supportato l'azione dell'Amministrazione Comunale degli scorsi anni per la quale sono fiero di aver prestato il mio Servizio sempre dalla parte della legalità e dei Cittadini, dico:  di non smettere mai di combattere per le cose giuste " .

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