VICENDE - Il Castello De Farro di Rocca di Papa. Ecco chi fu l'Industriale e filantropo

Pubblicato: Giovedì, 22 Settembre 2022 - redazione attualità

castello deFarro roccadipapa ilmamilioROCCA DI PAPA (attualità) - Uno dei luoghi più misteriosi ed affascinanti della città

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A Rocca di Papa, in viale Enrico Ferri, lungo la bella passeggiata che conduce al santuario della Madonna del Tufo, sorge castello De Farro, un imponente e particolarmente suggestivo complesso architettonico, che risalta per la peculiarità della sua architettura, arrampicata sulle rocce.

Il castello Venne fatto erigere nel 1925 da Ernesto De Farro, un industriale del Nord Italia, come dimora dei suoi soggiorni estivi.festival birra ilmamilio

pd piccarretaMa chi era il facoltoso industriale che diede vita al maestoso complesso architettonico, che ancora oggi porta il suo nome?

Di origini piemontesi, a vent’anni De Farro partì per l’Egitto dove avviò una sua azienda edilizia con grande solerzia e con grande capacità. E così seppe imporsi nel suo settore, a tal punto che alla sua azienda vennero affidate le più cospicue imprese edilizie del Paese. La più importante fu il serbatoio di Assuen sulla prima cateratta del Nilo, ma anche ospedali e alberghi, edifici bancari, che portò a compimento con grande zelo, nonché con un raffinato gusto artistico italiano.

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E così poté costituire, anche grazie al contributo di alcuni amici e soci, una società di costruzioni più grande con varie sedi, in primis in Egitto, a Gerusalemme e a Londra.

Ma nella prosperità dei suoi affari, Ernesto De Farro, uomo di grande fede e dai valori cristiani, non dimenticò mai due dei suoi ideali: il servizio alla propria Patria e il sostegno verso il prossimo.

Per queste ragioni, per suo volere e anche grazie all’aiuto della sua consorte e il suo genero, l’ingegnere Carlo Fiori, la sua sfarzosa dimora estiva a Rocca di Papa, divenne un rifugio dedicato ad accogliere le madri, gli orfani, le vedove e le sorelle dei soldati, nel dopoguerra del Primo Conflitto Mondiale.

Tutte queste donne e bambini, potevano essere accolte senza distinzione di religione e di partiti politici, il soggiorno poteva durare da un minimo di tre settimane e protrarsi per periodi più lunghi, sia per motivi di convalescenza che di riposo.

Inoltre non erano considerate delle “ricoverate”, ma delle vere e proprie ospiti, di conseguenza potevano godere della piena libertà, senza il peso di regolamenti disciplinari.

Sempre per volere di Ernesto De Farro, furono le Suore Elisabettine di Padova a occuparsi della custodia e dell’amministrazione del pio istituto, che divenne un'oasi di pace, dove poter trovare assistenza sia dal punto di vista materiale, che spirituale.

Nel rifugio vennero anche creati due altri istituti benefici: un ambulatorio chirurgico che era assente in quegli anni a Rocca di Papa, a disposizione del pubblico, con gli attrezzi e gli strumenti più moderni, nonché una cucina economica che distribuì decine e decine di minestre e altro cibo ai poveri del paese.

Tutto questo per opera di un uomo di grande fede, che non dimenticò mai nel corso della sua vita, il soccorso ai più poveri e bisognosi.

di Flavia Santangeli

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