Dexter, l’intelligenza artificiale contro il terrorismo. Nasce a Frascati il progetto NATO/ENEA

Pubblicato: Martedì, 24 Maggio 2022 - Federico Smacchi

FRASCATI (attualità) – Un sistema basato su reti di sensori, tecnologie radar e machine learning per individuare armi ed esplosivi da remoto, prevenendo attentati in aeroporti e stazioni. Ieri i test nella metro A di Roma

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Charlie Hebdo, il Bataclan, l’amichevole Francia-Germania del 2015, l’aeroporto e la metropolitana di Bruxelles nel 2016, il concerto di Ariana Grande a Manchester nel 2017. Sono solo alcuni di quegli attentati kamikaze rivendicati dallo Stato Islamico, che al tempo crearono paura e psicosi collettiva nei turisti e nei cittadini europei. Partendo da quei tragici eventi, tre anni fa la NATO ha deciso di finanziare un nuovo progetto, Dexter, per creare un sistema di prevenzione basato sulle più recenti tecnologie a disposizione. Un progetto che ha visto l’ENEA come capofila, con i laboratori di Frascati in prima linea.

Dexter, come il serial killer della serie televisiva che trova e uccide solo i “cattivi”, anche se il sistema non prevede certo l’eliminazione dei possibili attentatori, bensì mette a disposizione delle autorità una nuova modalità per riconoscerli e intervenire tempestivamente, scongiurando danni e perdite umane. Basato sull’intelligenza artificiale, reti di sensori, tecnologie radar e machine learning, il sistema è pensato per essere installato all’interno di aeroporti, metropolitane, stazioni ferroviarie e in generale in luoghi affollati potenzialmente a rischio.

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La vera innovazione è che il sistema potrà essere nascosto, reso invisibile, divenendo ancora più efficace rispetto ai normali controlli o a posti blocco, individuando sia la presenza di armi, riconoscendone la forma anche se nascoste, e bombe, riuscendo a captare anche la più minuscola traccia di materiale esplosivo sui vestiti o sui bagagli dei passanti.

I primi test sono stati svolti nella giornata di ieri, alla stazione Anagnina della metro A di Roma, dove Luigi De Dominicis, responsabile del Laboratorio diagnostica e metrologia del centro tuscolano a guida del progetto Dexter, ne ha illustrato il funzionamento partecipando anche alla dimostrazione.

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Due apparecchi, un’antenna a microonde (MIC) che riconosce la forma degli oggetti anche se nascosti riproducendone l’immagine in 2D o 3D, e un sensore laser ultrasensibile alle tracce di esplosivo su pelle, borse o vestiti. Il tutto collegato a un sistema centralizzato di monitoraggio da remoto, pensato per individuare il sospetto tra la folla e per poi comunicare con gli agenti sul posto dotati di occhiali all’apparenza normali ma sui quali vengono proiettate foto o immagini per riconoscere l’individuo. Dopo un primo allarme infatti, i sensori si concentrano sul singolo soggetto individuandone anche le caratteristiche fisiche per semplificare la ricerca da parte degli agenti.

Un sistema innovativo alla cui realizzazione hanno partecipato scienziati provenienti da 11 centri di ricerca sparsi negli 8 paesi che hanno collaborato al progetto. Per la NATO, finanziatrice, Italia, Francia, Germanie e Olanda, che hanno lavorato insieme a Serbia, Ucraina, Finlandia e Corea del Sud. Proprio a Frascati, quest’oggi, l’innovazione è stata presentata agli industriali, che ora dovranno decidere se investire in questa ricerca per tramutarla in realtà.

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