Albano Laziale | Borelli: “Politica romana sbaglia da anni su gestione rifiuti”

Pubblicato: Mercoledì, 19 Gennaio 2022 - Matteo Caré

ALBANO LAZIALE (politica) - Il primo cittadino albanense esprime tutto il suo dissenso verso la proroga dell'ordinanza di riapertura della discarica di Roncigliano, operata dal sindaco capitolino Roberto Gualtieri

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“Il nostro territorio è stanco di subire le decisioni di una politica romana che sbaglia da troppi anni”. Dopo diversi giorni dall’ordinanza del neo sindaco capitolino Gualtieri, che di fatto lascia aperti cancelli della discarica di Roncigliano, il primo cittadino di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, oltre a esporre l’iter di opposizione all’ordinanza, esprime preoccupazione riguardo i danni ambientali che gli stessi cittadini stanno subendo per colpa  di “soluzioni tampone prese in assenza di una politica dei rifiuti” poco  adeguata da parte della città di Roma Capitale.

Se dovesse incontrare, oggi stesso, il sindaco Gualtieri, cosa gli direbbe?

“Quello che effettivamente  gli ho detto insieme ad altri nove sindaci quando lo abbiamo incontrato, qualche giorno fa: il nostro territorio è stanco di subire le decisione di una politica romana che sbaglia da troppi anni, ed è stanco di dover accogliere monezza -  perché non si tratta di rifiuti-  di una capitale che non ha fatto un minimo sforzo per andare nella direzione di una riduzione del rifiuto e nella direzione che l’Europa ci invita ad abbracciare, ovvero quello di una raccolta che tuteli l’ambiente e che tratti il rifiuto come risorsa”.vivace3 banner ilmamilio

Ha ricevuto garanzie da parte del Sindaco della Città Metropolitana che questi interventi, giustificati come straordinari, con l’andare avanti nel tempo non diventino straordinari?

“Il sindaco metropolitano ha ritenuto di dover prorogare l’ordinanza per portare avanti delle misure di soluzione tampone prese in assenza di una politica dei rifiuti.  Come accennato prima, sono troppi anni che la città di Roma non la porta avanti in mondo adeguato, rispetto a quelli che sono i tempi. La proroga di questa ordinanza avviene perché la città di Roma non ha impianti, strutture e infrastrutture adatte per il proprio  ciclo dei rifiuti”.

Sì, ma non si rischia che queste soluzioni tampone a lungo andare non diventino delle misure ordinarie?
“No, prima o poi finirà. Nell’ordinanza c’è scritto, “fino a completamento dell’invaso”. Dopo non ci sono più spazi. Quindi la discarica di Roncigliano ovviamente chiuderà. O meglio, deve chiudere e deve farlo con delle garanzie ben precise che portino alla caratterizzazione idrogeologica che permetta di capire a che livello di inquinamento siano le falde;  quali sono le cause di questo inquinamento e la bonifica dell’intera area. Noi oggi ci stiamo preoccupando del settimo invaso, ma è l’intera area ad essere coinvolta in un inquinamento e in una contaminazione che sono state certificate. È da questa contaminazione  che dobbiamo essere liberati e l’operazione di bonifica totale deve essere fatta dalla Regione Lazio”.Farmacia Pratone1 grottaferrata ilmamilio

Avete già individuato strumenti giuridici per opporvi all’ordinanza di proroga dell’apertura della discarica?

“Noi ci opporremo a questa ordinanza, la impugneremo e faremo ricorso come abbiamo fatto anche nei confronti delle altre. Continueremo a richiedere ai giudici del Tar di entrare nel giudizio di merito per quanto riguarda i ricorsi, che sono sospesi e che ancora non hanno ottenuto risposta, relativi alle autorizzazioni rilasciate nel 2019 e nel 2020 per riattivare il sito in questione e per rilasciare l’autorizzazione alla volture che ci sono state sia nei confronti della società Colle Verde e della società Ecoambiente”.

Quindi anche l’interdettiva antimafia, che tutt’ora pende sul sito, sarà uno strumento utile?
“Sì, come le ho appena detto stiamo cercando di avere un giudizio di merito sui ricorsi relative alle autorizzazioni: l’interdittiva antimafia a nostro avviso non poteva permettere la voltura alle due società. É inserito nei ricorsi che le ho detto poco fa. Non l’ho detto, però quando si parla di autorizzazione alle volture parlo, nello specifico dell’ interdittiva antimafia”.acquacita ilmamilio

Alcuni, tra giornali e cittadini, sottolineano come la sua amministrazione sia stata molto cauta nel farsi carico del malumore cittadino. Come risponde a queste accuse?

“Guardi, in tutta sincerità, chi ha parlato con lei non ha letto i numerosi articoli di giornali e le interviste; non ha letto ricorsi; non è andato sul sito del Comune a vedere tutti gli atti amministrativi come le richieste all’Arpa, le richieste all’ASL, le richieste alla Procura della Repubblica, le richieste al tribunale;  la presenza costante davanti alla discarica per un mese e mezzo; il fatto che la Polizia Locale stia portando avanti azioni di polizia giudiziaria, controllando, tutti i giorni, gli scarichi dei rifiuti. Mi dica lei se questo vuol dire essere cauti…”.

Nel breve termine, ha in programma un incontro con il Sindaco metropolitano o con il Presidente della Regione Lazio per affrontare nuovamente la questione?

“Insieme agli altri sindaci, sono quattro i livelli sul quale ci dobbiamo muovere in questo momento. Come le ho detto: impugnare l’ordinanza, chiedere un giudizio di merito al Tar relativamente alle autorizzazioni delle volture e fare in modo che con il tavolo tecnico della Regione Lazio, relativamente alla nostra richiesta e alla richiesta della città di Ardea, si proceda speditamente alla caratterizzazione idrogeologica e alla bonifica dell’intera area. Successivamente procedere ad un ulteriore livello, che si muove su due tavoli: uno strettamente politico istituzionale, dove Regione, Città Metropolitana e Comune di Albano devono necessariamente confrontarsi per capire quali siano i programmi per  il futuro dei nostri territori in merito alla gestione dei rifiuti. Non possiamo essere esclusi da un confronto politico istituzionale che decide le sorti del nostro territorio. L’altro tavolo, sarà quello tra i sindaci. Un tavolo territoriale che punti ad a trovare le soluzioni più adatte per chiudere in autosufficienza  il ciclo dei rifiuti. Siamo capaci, siamo autonomi, già di nostro, a chiuderlo in autosufficienza. Ciascuno deve chiudere il proprio ciclo dei rifiuti all’interno dei propri confini. Noi ce l’abbiamo messa tutta, abbiamo attivato tutte le buone pratiche necessarie per arrivare a dei livelli di raccolta differenziata tali da essere premiati come terza città nell’intera regione Lazio. Ecco, noi pretendiamo che anche Roma faccia il suo”.

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