Gnosis Marino, riabilitazione individualizzata: la persona prima del disagio psichico

Pubblicato: Mercoledì, 27 Ottobre 2021 - Giulia Bertotto


MARINO (attualità) - Intervista alla presidente, dottoressa Angela D'Agostino

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La dottoressa Angela D'Agostino, psicologa e psicoterapeuta, rappresentante legale e presidente della Gnosis cooperativa sociale ONLUS di Marino, racconta a ilmamilio.it la storia della terza comunità terapeutica sorta nel Lazio dopo l'applicazione della Legge Basaglia.

“Gnosis nasce a Roma nel 1990 come gruppo di ricerca collegato alla facoltà di psicologia dell’Università La Sapienza di Roma ed interessato a sviluppare interventi di ricerca – azione nell’ambito della salute mentale e della riabilitazione psico–sociale. Nel 1990 nascevano le prime comunità terapeutiche e residenziali nel Lazio, alternative all'istituzione manicomiale, e si iniziava a parlare di riconversione delle case di cura neuropsichiatriche, presenti in gran numero nella Regione Lazio.gottodoro mamilio

La nostra è la terza Comunità Terapeutica del Lazio a nascere dopo la Legge 180/1978. La nostra attività inizia a Roma, con l’apertura del Centro Diurno socio terapeutico denominato “Informare” e finalizzato alla terapia, alla riabilitazione ma anche all’inserimento lavorativo di giovani, con disagio psichico ma con risorse ancora presenti, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie (informatica, in modo particolare). All’epoca era un discorso troppo rivoluzionario e siamo andati incontro a diverse critiche anche se oggi, a distanza di anni, il tema dell’inclusione sociale e dell’inserimento lavorativo sono quasi diventati i principali dogmi della riabilitazione psichiatrica.

 Nel 1991 affittiamo una Villa privata nel Comune di Marino ed apriamo la prima Comunità residenziale denominata “La Grande Montagna” ed in grado di ospitare 10 persone. Un progetto piccolo e sperimentale ma già molto impegnativo dal momento che, a parte l’entusiasmo, la professionalità e la forte motivazione la convenzione ed i finanziamenti; sono stati anni molto duri e, finalmente, nel1998 è stato firmato dalla Regione Lazio il Decreto di Autorizzazione all’esercizio che ci ha dato la possibilità di lavorare con il Servizio Pubblico. In quella fase però, dopo lo smantellamento dei manicomi, non c'erano nuove procedure per stabilire le modalità con cui inserire le persone in Comunità. Non si sapeva come fare e, mano a mano, si è arrivati a formulare delle autorizzazioni individuali ovvero per ogni paziente da inserire in Comunità veniva predisposta, dalla ASL di competenza territoriale, una delibera “ad personam” con il relativo impegno di spesa.Farmacia Pratone1 grottaferrata ilmamilio

Il 2020 ha segnato per voi una svolta.

“Nel 2020 come Cooperativa Sociale abbiamo deciso di investire sul nostro Progetto, finanziandolo anche come soci, ed acquistando a Marino in via Boville un casale all’interno di una ex azienda agricola. La ristrutturazione di un’ala del casale ha permesso di avviare un altro progetto di Comunità Terapeutica denominata “Gnosis Castelluccia”, in onore della Frazione che ci accoglie, in grado di ospitare 20 persone.

Nel 2014 entrambe le Comunità sono state accreditate con il Servizio Sanitario Regionale del Lazio e, anche se le rette sono ferme a circa 15 anni fa e non riescono a coprire tutti i costi di gestione, abbiamo comunque raggiunto una sorta di stabilità e di continuità di funzionamento.vivace3 banner ilmamilio

La sede di Via Boville ospita anche un Centro Diurno, aperto 12 ore al giorno e rivolto a giovani di età compresa tra i 18 ed i 36 anni; un ambulatorio specialistico ed un servizio di assistenza domiciliare psichiatrica che si attualizza attraverso la realizzazione di Progetti Terapeutico – Riabilitativi Personalizzati nel territorio ed un Centro di Formazione Professionale accreditato con la Regione Lazio.

La nostra Equipe utilizza un approccio di lavoro di tipo integrato e multifattoriale, si lavora sul singolo ma anche in gruppo attraverso una serie di attività che vanno dai gruppi psicoterapeutici ai Laboratori espressivi, al lavoro con le famiglie e all’inclusione sociale e lavorativa.  La centralità viene data alla costruzione ed alla realizzazione del Progetto per la Persona e si aiuta ognuno a perseguire i propri obiettivi di vita, inizialmente concordati e periodicamente verificati.

Lavoriamo con il coinvolgimento della famiglia, i nostri sono contesti di cura aperti al territorio, l’ingresso è su base volontaria e motivazionale, nessuno è costretto a stare se non decide di farlo.

Ci avvaliamo di figure professionali quali medici, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti ed altre figure socio – assistenziali.

Un’area importante per noi è anche quella di Gnosis Territorio che si concretizza in una serie di Progetti ed attività, di tipo socio sanitari e/o sociali, rivolti alla Comunità Locale e finalizzati alla prevenzione, primaria e secondaria, all’inclusione, alla sensibilizzazione, alla creazione ed al reperimento di opportunità lavorative per le persone che hanno concluso, o che stanno concludendo, il percorso nelle nostre Comunità, ma non solo.

Dobbiamo impegnarci per costruire opportunità di inserimento sociale per le persone che concludono il percorso in Comunità perché non ci sono sufficienti risposte ed il rischio è quello di un’involuzione e di ricadute nella malattia.freeTime giugno2021

Ci ha accennato alla “Piazzetta della Fraternità” di cosa si tratta?

Il Precorso della Fraternità è una pista ciclabile, percorribile anche a piedi, che collega le città di Albano e Castel Gandolfo.

Questa Piazzetta è stata interamente ristrutturata grazie ad un Progetto, che ha visto coinvolto la nostra Cooperativa insieme ad altre associazioni del Terzo Settore, che abbiamo chiamato Abilitare e che ha visto coinvolti le persone inserite nelle nostre Comunità Terapeutiche ed i ragazzi delle scuole. Hanno lavorato insieme e realizzato dei mosaici che hanno ridato vita e colore balla pizzetta della Fraternità che ha perso il grigiore iniziale ed ha assunto mille riflessi colorati.

In questo caso la sinergia tra il terzo settore ha portato risorse sia economiche che progettuali che hanno consentito di realizzare un lavoro di arte partecipata attraverso l’integrazione tra persone con disagio e ragazzi delle scuole del territorio laddove i nostri ragazzi hanno svolto la funzione di tutor e quindi hanno anche lavorato e percepito una retribuzione, simbolica ma sempre comunque importante. Questo è un esempio di come si può contribuire a costruire una Comunità Locale più bella, inclusiva e partecipata.

Purtroppo le statistiche ci dicono che la malattia mentale è in aumento, anche tra i giovani che vivono fasi di transizioni esistenziali, soprattutto in questa fase pandemica che ha amplificato i disagi ed il malessere esistenziale.  Inoltre c’è ancora molto da fare per debellare e combattere lo stigma sociale di questo tipo di malattia.

 

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