Frascati | Le "vesti candide" del Piano di riequilibrio che ha solo reso i parcheggi più cari ed ora porta al dissesto

Pubblicato: Martedì, 14 Settembre 2021 - redazione politica

frascati comune 37 ilmamilioFRASCATI (politica) - Il documento varato nel novembre 2019 dall'Amministrazione comunale e che è stato bocciato dalla Corte dei Conti lo scorso luglio

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Val la pena tornare su quello che è il motivo principe del fallimento dell'Amministrazione Mastrosanti, bocciata non solo dagli ex alleati ma anche e soprattutto a posteriori dalla Corte dei Conti.

Perché in questi giorni di "vesti candide" (quelle nelle quali tendono ad avvolgersi coloro che dimenticano il recentissimo passato), è bene ricordare quanto accaduto nell'autunno 2019 prim'ancora che, per intendersi, la pandemia arrivasse a stravolgere la vita di tutti noi.

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Ad uso degli smemorati di turno, vale dunque la pena ricordare - per sommi, sommissimi capi - i contenuti di quel Piano di riequilibrio rinanziario pluriennale che avrebbe dovuto provvedere, con una previsione a "n" anni, a rimettere in piedi i conti del Comune sui quali, è giusto evidenziarlo, la responsabilità politico-amministrativa non è chiaramente solo dell'ultima sfortunata Amministrazione.

Ma anche delle precedenti, nelle quali - giusto per ricordarlo agli smemorati - il citato ricandidato ex sindaco (veste candida) aveva già ricoperto la carica di assessore al Bilancio (qualcosa che con i conti del Comune e di tutti i frascatani ha qualcosa a che fare, ci sembra) ed anche di presidente della Sts. Numero uno, vale a dire, di quella che tutti i politici tuscolani non hanno, a varie riprese, esitato a definire la vera palla al piede (sul piano economico) del Comune.

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IL PIANO DI RIEQUILIBRIO - Ebbene, nel novembre 2019 Mastrosanti e la sua Amministrazione varano un Piano di riequilibrio che aveva come punti fondanti e decisivi per portare contanti nelle casse di Palazzo Marconi (già in pre-dissesto) la vendita degli immobili comunali, l'affitto dei locali tutt'ora sfitti ed altre voci rilevanti.

Tra queste, ovviamente, l'esternalizzazione di numerosi dei servizi in capo all'Azienda speciale STS, l'aumento delle tariffe dei parcheggi (con sacrificio anche della sosta gratuita per auto elettriche) e l'aumento di alcune imposte. Un piano palesemente da lacrime e sangue per i cittadini.

Un Piano che, vale la pena ricordarlo agli smemorati, sarebbe costato alle tasche dei frascatani circa 20mila euro, quelli assegnati ad una società specializzata per la redazione del documento finanziario. Ventimila euro spesi inutilmente.

LEGGI Frascati: ecco il Piano lacrime e sangue di Mastrosanti. Tasse su, servizi giù. La STS? Praticamente da esternalizzaresbardella banner ilmamiliovivace3 banner ilmamilio

Si pensò: bene, qualcuno doveva pur metterci mano e c'erano stati anche quelli che, non senza una certa lucidità, avevano consigliato a Mastrosanti già nel 2017 di dichiarare subito il dissesto per poter poi effettivamente ripartire, pur con isacrifici per tutti. Risultato: non se ne fece nulla (per ovvi motivi) e si continuò per 2 anni sulla stessa strada.

Si pensò: bene, finalmente si riescono a vendere gli immobili comunali consentendo a chi li abita praticamente da sempre (se interessato) di acquistarli a prezzi medio-bassi e comunque all'Ente di poter introitare risorse preziose per sopravvivere ed allo stesso tempo sgravarsi della manutenzione degli immobili stessi.ferri elezioni ilmamilio

Addirittura, nel Piano di riequilibrio anche le famosissime piscine comunali di via Fausto Cecconi avrebbero dovuto contribuire al risanamento del Comune per 1,6 milioni di euro.

Praticamente una moltiplicazione dei pani e dei pesci partendo da un sampietrino.

LEGGI Da non crederci: le mitologiche piscine comunali di Frascati dovrebbero contribuire per 1,6 milioni al salvataggio del Comune!

Il Piano suscitò la secca bocciatura delle opposizioni tutte (LEGGI Piano riequilibrio Frascati, i 5 stelle: "Mastrosanti incapace e disorganizzato: città verso il baratro") ma fu anche un punto di non ritorno per quelle forze politiche come Prima Frascati che da quel momento, ma anche da prima, decisero di abbandonare le file di Mastrosanti. Poi altri seguirono.

Si pensò: bene, chi se ne frega. Noi andiamo avanti per la nostra strada, abbiamo un Piano che abbiamo firmato proprio noi, che ci fa da guida e daremo il nostro contributo per far rialzare la testa ad un Comune in enormi difficoltà.desantis44 ilmamilio

EFFETTI - Ebbene, l'unico effetto reale fu il seguente. Netto immediato aumento delle tariffe dei parcheggi in centro, rimozione della sosta gratuita per le auto elettriche (l'anima ambientale, per l'appunto) e l'aumento di alcune imposte.

Stop.

Nulla è stato fatto di più. Dell'alienazione degli immobili e degli altri interventi strutturali non s'è vista più ombra. Tanto che è toccato alla commissaria prefettizia, che ha ripreso in mano il Piano una volta insediatasi, mettere mano all'avvio dell'esternalizzazione dei servizi della STS, dando corpo a quanto il Piano di Mastrosanti & C. prevedeva.

CDC - Il resto è storia dei nostri giorni: la bocciatura del Piano da parte della Corte dei Conti a fine luglio (ma le motivazioni devono ancora essere pubblicate) ed un dissesto finanziario che, per chiunque sarà il nuovo sindaco, rappresenterà il primo passo da compiere e sottoscrivere.

Ma sì, c'è chi ancora racconta la favola di Biancaneve, dei sette nani, di Paperino e di Qui, Quo, Qua.

Vesti candide, per l'appunto, con la solita claque di smemorati. Da prima Comunione.fitness acqua colline ilmamilio


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