Ciampino | Sfiducia alla Ballico: una storia che parte da lontano – Parte 2

Pubblicato: Mercoledì, 08 Settembre 2021 - Matteo Caré

Ciampino | Comune: "TAR del Lazio conferma correttezza operato  Amministrazione"CIAMPINO (politica) - Il racconto del naufragio dell'amministrazione Ballico, un'esperienza di governo conclusasi soltanto due anni dopo dall'elezione 

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Sulla questione IGDO, pochi giorni prima del consiglio comunale del 31 agosto, i consiglieri di minoranza firmano  un documento, in cui si spiegano i motivi critici dell’acquisizione dell’IGDO.

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All’interno del documento si legge: “Si manifesta l’intenzione di acquistare un bene di straordinaria importanza per la città senza nessun confronto con il consiglio comunale, competente per materia; senza alcuna disponibilità alla vendita manifestata dalla proprietà; senza alcuna perizia sul valore dell’immobile; senza uno straccio di programma, una proposta di destinazione e di utilizzo con conseguente variante allo strumento urbanistico, senza un quadro economico di spesa”. Una tesi che sembrerebbe essere stata sostenuta dai consiglieri Mantua e Castellani, in sede di consiglio comunale.
La seconda questione, invece, appare un po’ più intricata.
Intorno al 20 luglio i vertici del partito leghista in accordo con il sindaco, chiedono un incontro con i due consiglieri Mantua e Castellani , ora al gruppo misto,  per un rientro in maggioranza.
I diretti interessati in cambio di un sostegno rivendicano un loro assessore: l’avvocato Francesco Tafuro. La sindaca accetta. Passano poche ore e la Ballico, tramite la pagine istituzionale del Comune,  annuncia il rimpasto consiliare: fuori l’assessore (in quota FDI n.dr.) Folco Cappello e dentro l’avv. Tafuro.
Questo valzer di nomine però, è contro le  “regole del gioco” che vanno a stabilire che ogni due consiglieri spetti un assessore.
Infatti, il neo assessore entra in giunta in quota Lega e l’alleato di maggioranza FDI, di conseguenza vede tolto il suo assessore. La reazione del capogruppo Alessio Nortargiacomo, è immediata: “Non è´concepibile che il Comune vanti due assessori esterni e chi rappresenta il territorio con le preferenze di cittadini, si ritrovi fuori dalla Giunta”,  lo stesso  sottolinea, inoltre,  come il tutto si sia svolto senza interpellare lo stesso gruppo consiliare. Passano poche ore e  la sindaca risponde: “Alessio Nortagiacomo mente sapendo di mentire (…) e nel caso in cui il consigliere avesse fatto il comunicato stampa da solo, senza condividerlo con gli altri, chiedo all’On. Silvestroni (segretario provinciale e deputato di FDI) di assumere consequenziali decisioni concrete ed urgenti”. La risposta della sindaca esaspera gli animi.gottodoro mamilio

Il 26 luglio il capogruppo FDI Notargiacomo incontra la sindaca presso la sede comunale. I due riescono a  raggiunge un accordo: le “perentorie” dimissioni da parte del neo assessore Tafuro entrato e il reintegro dell’assessore da poco defenestrato Folco Cappello. Il tutto deve avvenire entro e non oltre 48 ore. Entro, quindi il successivo consiglio comunale.
Terminato l’incontro, le dimissioni non arrivano.
Sarà lo stesso Notargiacomo a chiedere, un’ulteriore incontro il 26 di agosto: “Mi hanno trattato come uno dell’opposizione” dichiarerà successivamente il capogruppo FDI.
Sono le 18:30 della sera che precede il consiglio comunale decisivo. Nonostante sia passato un mese dal patto, al protocollo non risultano ancora le dimissioni dell’assessore Tafuro.
A serata inoltrata, serpeggia l’indiscrezione che vorrebbero le dimissioni di Tafuro e Contestabile per fare spazio a Cappello e Paola Mottola (esponente di Gente Libera n.d.r)”. La nomina della stessa esponente di Gente Libera ha certamente contribuito ad aumentare i contrasti tra gli ex consiglieri e la stessa sindaca.
Il giorno dopo, il Consiglio comunale del 31 agosto,  convocato per le nove, inizia con più di mezz’ora di ritardo. Un consigliere di minoranza scherza sul fatto: “Probabilmente staranno chiamando Notargaicomo per convincerlo a votare il bilancio”. Inizia la seduta e la Ballico annuncia il nuovo rimpasto di cui si parlava dalla sera precedente. Il rimpasto, però,  è arrivato troppo tardi. I patti non sono stati rispettati. Il risultato è la fine anzitempo della sindacatura Ballico dopo solo due anni dall’elezione nel 2019. Ciampino è destinata ad un lunghissimo commissariamento, in vista delle lontane elezioni del 2022.

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