Frascati | "Diario di un preparatore atletico", il libro di Claudia Ceccarelli

Pubblicato: Sabato, 24 Luglio 2021 - Federico Smacchi

Frascati (attualità) – Il racconto autobiografico dell’ex giocatrice: dal primo colloquio con una società professionistica al lock down di marzo 2020. "E' dedicato a chi lavora dietro le quinte e al calcio femminile". 

 

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“Non è la voglia di vincere, ma la voglia di prepararsi a vincere che fa la differenza”. Una citazione di Bear Bryant, celebre allenatore di football americano, che descrive appieno il mestiere che Claudia Ceccarelli racconta nel suo libro “Diario di un preparatore atletico”.

Un’autobiografia della giovane preparatrice che va dal primo colloquio con una società professionistica fino al lock down di marzo 2020. Un racconto in cui i primi allenamenti, le partite importanti e le vittorie diventano l’occasione per ricordare il passato da giocatrice, fin da quando colpì il pallone per la prima volta nelle strade di Frascati.

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Di cosa parla “Diario di un preparatore atletico”?

Ho scritto questo libro durante il lock down di marzo 2020. Quando il mondo del calcio si è fermato ho deciso di raccontare questi ultimi due anni in cui la mia vita è cambiata radicalmente, dopo essere entrata in una importante società professionistica come preparatore atletico. Ho voluto ripercorrere le tappe più importanti di questa esperienza, dal primo colloquio alle prime partite, dagli allenamenti agli scudetti vinti con grande soddisfazione.

Ogni capitolo narra una situazione differente che ogni volta porta con sé flashback della mia carriera di giocatrice, ricordi che mi hanno aiutata a superare i momenti più difficili. Un bagaglio che ora trasmetto alle ragazze del settore giovanile.

 

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Preparatori atletici, giocatrici, allenatori. È a loro che dedichi il tuo libro?

È un libro dedicato principalmente a chi lavora dietro le quinte della squadra, a chi ha un ruolo fondamentale nella vittoria ma non è sotto i riflettori come l’allenatore. Ma anche al mondo del calcio femminile, che sta facendo molti progressi ma ha ancora molta meno visibilità rispetto a quello maschile. Un’eterna diatriba, quella tra maschi e femmine nel calcio, per la quale spero di aver dato in questo libro qualche spunto di riflessione.

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Il libro termina con il lock down di marzo 2020. Cosa aggiungeresti al racconto dopo più di un anno e mezzo?

Sicuramente gli altri due scudetti che abbiamo vinto! Ma potrei aggiungere moltissime altre cose successe in questo anno e mezzo. Ho scritto questo libro di getto, cercando di trasmettere quanto ho appreso dalla mia esperienza, e sono molto contenta del risultato, un po’ come una partita preparata e vinta nel migliore dei modi.

 

Frascati è la tua città. C’è un ricordo a cui sei particolarmente legata?

Frascati è dove sono nata, dove ho vissuto fino a che non ho deciso di trasferirmi per lavorare al meglio con la squadra. Tutti i miei ricordi legati al calciò mi rimandano lì, dalla prime partite con gli amici al parco fino alle giovanili in cui giocavo con i ragazzi. Forse il luogo a cui sono più legata è la fraschetta della mia famiglia, dove passavo tutte le serate estive. Tornarci, ogni volta, è come un tuffo al cuore, un ritorno a casa.  

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