L'affare dei cinghiali di Frascati. E di quelli dei Castelli romani. Meriti ed omissioni

Pubblicato: Martedì, 20 Luglio 2021 - redazione attualità

FRASCATI (attualità) - Quanto sta avvenendo nella città tuscolana rappresenta un qualcosa che nel nostro comprensorio non si era mai visto

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Diciamolo subito: Frascati, per volontà del commissario prefettizio e per mano della polizia locale è stato finora l'unico Comune che sta tentando di risolvere il problema dei cinghiali e della loro incredibile proliferazione certificata da decine e decine di avvistamenti.

Diciamolo chiaramente: la convivenza tra l'uomo ed il cinghiale, un animale selvatico, non è possibile, tantomeno in un contesto urbano. Immagini come quelle che abbiamo visto in questi mesi con cinghiali e cinghialetti che scorrazzano in piazza San Pietro o che grufolano a gruppi a ridosso delle scuole e dei parchi comunali, non sono accettabili.

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E così va senz'altro dato atto e merito al Comune di Frascati di essere stato l'unico (nulla era stato finora fatto ai Castelli) ad aver tentato di correre ai ripari. Come noto l'Ente ha emesso nei mesi scorsi un avviso di interesse ad quale ha risposto una azienda agrituristica (e venatoria) della Maremma che si è presa l'onere ed il carico di catturare i cinghiali e di portarseli nella propria tenuta. Allontanandoli da Frascati.

Nel sono stati presi 11, forse 15, ed altri verranno catturati e trasferiti in questi giorni.

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E' sufficiente tutto questo? Assolutamente no. Perché i cinghiali non riconoscono e dunque non rispettano i confini comunali ed è probabile se non certo che ne arriveranno altri dai territori limitrofi: da Grottaferrata (c'è comunque già una colonia di cinghiali presente nella zona di Villa Muti, poco distante da Villa Sciarra) ed anche da Monte Porzio Catone (LEGGI Monte Porzio Catone | Allegra famiglia di cinghiali al passeggio al Pilozzo).

Insomma è chiaro che la storia non finisce qui ma almeno il gruppo che aveva scelto di stanziare nei pressi delle scuole è stato allontanato.

Le operazioni di cattura in atto si prestano a diverse considerazioni. Da una parte l'oggettivo pericolo che questi animali nel contesto urbano rappresentano, dall'altro le posizioni ad esempio degli animalisti che contestano la destinazione finale degli animali (appunto in partenza per una tenuta maremmana dove si pratica anche la caccia), senza trascurare i risvolti economici e pratici della vicenda.

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L'operazione sembra sia costata circa 10mila euro, a corpo ed a risultato: ovvero la ditta che sta operando verrà saldata ad obiettivo raggiunto e dunque con la cattura e l'allontamento di un congruo numero di animali secondo quanti stimati nei sopralluoghi delle passate settimane.

LEGGI "Così catturiamo i cinghiali di Frascati. Sono pericolosi? Sì, in questo ambiente lo sono"

A gettare ulteriore benzina sul fuoco di una tematica di per sé già molto accesa c'è un articolo pubblicato in queste ore su un sito di cose di caccia, "Armi e tiro" che punta il dito proprio contro quanto sta accadendo a Frascati contestando modalità, costi, risultati e specificità. Insomma, non va bene niente. E ok. (LEGGI Cattura dei cinghiali a Frascati: e io pago…)

L'articolo in questione, chiaramente visto nell'ottica di chi coltiva la disciplina venatoria (la caccia) sostiene che sarebbe molto più produttivo, economico e meno ipocrita l'abbattimento selettivo degli animali di troppo. Secondo modalità (i fucili) che è facile immaginare.

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Ma l'articolo in questione solleva anche una questione non trascurabile: ovvero la funzione ed il ruolo del Parco dei Castelli romani in tutta questa vicenda. Un Ente, il Parco regionale, che dovrebbe essere il primo a trovarsi nella trincea della lotta alla graduale invasione dei cinghiali di cui è stato in questi anni oggetto il nostro territorio e che invece appare completamente e colpevolmente assente.

Che fine ha fatto il Parco dei Castelli romani? I cinghiali non sono affare suo?

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Su "Armi e tiro" si fa anche riferimento a personale "specializzato" e destinato al "controllo" dei cinghiali (probabilmente fucile al braccio), con tanto di costoso corso e costosa abilitazione che dunque avrebbe avuto il compito di "regolare" la popolazione di cinghiali nella zona. Ebbene: che fine hanno fatto costoro? Perché il Parco non se ne è più servito?

La questione, come visto, si apre a molteplici punti di vista e a molte considerazioni. La certezza, unica, è che si è perso troppo ed ora che i... cinghiali sono scappati si tenta di chiudere il recinto.

Un recinto, però, senza staccionata.

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Commenti  

#1 Alberto Marcheggiani 2021-07-21 12:02
Azienda agrituristica e di caccia=cinghiali trasformati in gustosi prosciutti e salsicce. Amen!
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