Associazione Lamusica Albano, Maestro D’Andrea: “Musica fondamentale per far ripartire cultura dopo pandemia”

Pubblicato: Sabato, 19 Giugno 2021 - Giulia Bertotto

ALBANO LAZIALE (attualità) - L'associazione culturale e scuola musicale è nata nel 1989e vanta ben trentadue anni di storia

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ilmamilio.it intervista Roberto D’Andrea, Presidente dell'associazione Lamusica Albano, direttore artistico e insegnante di solfeggio, laureato al conservatorio come trombettista.

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Dottor D'Andrea, come è nata l'associazione Lamusica Albano e di cosa si occupa?

“La nostra associazione culturale e scuola musicale è nata nel 1989, abbiamo quindi 32 anni di storia. La sede del centro per la formazione musicale è collocata nella zona storica di Albano, ci occupiamo di lezioni musicali aperte a tutte le fasce di età. I nostri iscritti possono imparare a suonare tutti gli strumenti: strumenti a fiato, ad arco, percussioni, tastiere e anche il canto. I corsi sono aperti ai bambini di sei anni in poi.

Nel 1999 abbiamo ricevuto un importante riconoscimento dal Comune di Albano come Scuola di Elevato Valore Culturale.  Da quest'anno siamo anche sede di esami della Rock School, una prestigiosa scuola musicale inglese riconosciuta a livello internazionale in molti paesi, fino all'ottavo livello nel quale si colloca la laurea. Il primo luglio 15 ragazzi sosterranno quindi il loro esame e non gli auguriamo il meglio e di essere sempre più soddisfatti di sé stessi. Abbiamo anche due sale prove insonorizzate e attrezzate per gruppi esterni. Un altro appuntamento importante che curiamo è l'Albano Jazz, la rassegna che quest'anno si svolgerà tra ottobre e novembre e l'ormai consueto concerto gospel di Natale. Abbiamo ospitato nomi illustri del panorama jazz e siamo felici di poter ripetere questo evento”.

La vostra funzione è quindi anche educativa perché educare all'ascolto della propria melodia e coordinarla con quella degli altri può insegnarci molto delle relazioni e dei rapporti umani.

“Io sono anche insegnante di musica alle scuole medie e posso dire che occorre educare con la musica nelle scuole di musica ed educare alla musica nelle scuole medie. Sono funzioni diverse ma entrambe fondamentali.

La musica è scoperta della nostra creatività, ci aiuta ad affinare la nostra sensibilità. Nei laboratori di musica di gruppo questo aspetto è fortemente valorizzato. Insegniamo ai ragazzi a rispettarsi ritmicamente e a dare manifestazione alla loro passione. Suonare da solo significa che uno 'se la canta e se la suona' come si dice proverbialmente. In gruppo invece bisogna ascoltare gli altri, accordarsi, armonizzarsi. Siamo sopravvissuti a questa ondata pandemica che ci ha sconvolto. Le lezioni di gruppo sono state interrotte, quelle individuali poche, con diverse difficoltà logistiche e organizzative.

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Ma è davvero importante ri-sensibilizzare alla musica per far ripartire tutte le rotelle del meccanismo della cultura che si è fermato con la pandemia. Le lezioni a distanza sono state complesse perché non tutti hanno la possibilità di connettersi con i mezzi e le piattaforme online e questo è un discorso ampio di opportunità ed equità sociale. Molti hanno dovuto rinunciare alla cultura perché hanno perso il lavoro, questo è un appello che faccio anche alle istituzioni. Non possiamo permettercelo perché questo rende la nostra società arida, senza note. Ogni occasione didattica mancata è un danno per tutta la collettività. Noi vediamo spesso chi sta meglio di noi ma molti stanno peggio di noi. Abbiamo un ruolo come educatori che è un ruolo molto più profondo dell'essere docenti”.

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La musica ci insegna anche ad ascoltare il disagio nostro e degli altri, dispone l'animo a diverse sfumature di sentimenti e sensazioni, ci porta a conoscere aspetti di noi stessi di cui magari siamo inconsapevoli.

“Diciamo che la musica arriva dove non arriva la parola. La musica rievoca i nostri ricordi, ci manda messaggi, racconta una storia, manifesta istanze sociali, sfoga la nostra vitalità, ci offre la possibilità di comunicare ciò che non riusciamo con il linguaggio verbale. La musica è dire, fare sentire a tutto tondo. Anche per gli adolescenti è un aiuto. Da ragazzino personalmente ho balbettato per alcuni anni, ma la musica mi ha aiutato perché seguire il ritmo e il solfeggio mi portava a riuscire nell'esprimermi e questo mi infondeva fiducia in me stesso. Consiglio alle famiglie di ascoltare musica al di là dei gusti generazionali. Se i nostri ragazzi ascoltano musica offensiva, cupa, aggressiva dobbiamo parlarne e non ignorare ciò che attraverso le loro canzoni stanno comunicando”. 

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