Le attività di psicologi e psicoterapeuti ai tempi del Covid: terapie a distanza garantite

Pubblicato: Giovedì, 03 Giugno 2021 - redazione attualità

mongolfiere ilmamilioROMA (attualità) - L'efficacia di questi percorsi è dimostrata

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Durante la pandemia diverse attività sono rimaste disponibili e aperte al pubblico, compresa quella degli psicologi, contrassegnata dal codice Ateco 86.90.30, che, però, è stata soggetta alle restrizioni del Decreto Legge 125/2000 che ha reso obbligatorio l’uso della mascherina sia nei luoghi chiusi – diversi dalle abitazioni private – sia nei luoghi all’aperto.

Per una questione di sicurezza, però, la formula a distanza è stata dichiarata come da preferire, naturalmente dove possibile, su indicazione degli stessi professionisti, i quali hanno fatto chiarezza sulle modalità di svolgimento di queste prestazioni a distanza. Vediamo cosa cambia innanzitutto dal punto di vista della burocrazia.

  • La raccolta del consenso al trattamento dei dati personali e del consenso al trattamento sanitario

Il consenso al trattamento dei dati personali è richiesto solamente per i nuovi pazienti, non per quelli già acquisiti, mentre il consenso al trattamento sanitario è richiesto per tutti, anche per gli assistiti fin da prima del passaggio alla terapia a distanza. La modalità a distanza necessita di un consenso in quanto si tratta di una nuova terapia, erogata in forme differenti rispetto a quella svolta in presenza. Una volta chiarite queste formalità, come si sceglie se prediligere la terapia a distanza o quella in presenza?

  • La terapia a distanza: l’efficacia è dibattuta

Sull’efficacia della terapia a distanza si sta già ampiamente dibattendo nella comunità degli psicologi, dove alcuni studi sembrano aver dimostrato che, per alcune categorie di pazienti, la modalità da remoto offre in vero alcuni vantaggi. Un esempio sono coloro che presentano disturbi come l’agorafobia o la tendenza all’autoisolamento, per i quali la possibilità di mettere spazio e un mezzo (internet, computer, ecc) tra sé e lo psicologo, può addirittura andare a potenziare gli effetti della terapia stessa.

Dall’altra parte, la terapia a distanza è carente dal punto di vista della location, che non sarà più l’ambiente appositamente strutturato dal terapista, spesso protetto da suoni e da elementi disturbanti, ma il proprio ambiente privato, che, visto il modo pervasivo di vivere le nostre case nell’ultimo anno, rischia di essere inappropriato per il paziente. Quanti hanno sofferto durante il lockdown proprio per l’assenza di un rifugio sicuro tra le proprie mura di casa?

In ogni caso, la terapia a distanza è stata adottata dagli psicologi anche in conseguenza alla situazione, ma si sta valutando se questa sia un’opzione da mantenere anche dopo il covid.

  • La terapia di gruppo a distanza è efficace?

La terapia di gruppo è un caso limite, perché, per definizione, si tratta di una terapia in cui “un insieme di persone si incontrano periodicamente in presenza di un conduttore in un contesto che rende possibile produrre e analizzare i propri sintomi e i propri modi di interagire, così da giungere a una risoluzione dei conflitti e a forme di esistenza più adeguate e soddisfacenti” (Fonte: La psicoterapia di gruppo). Questa forma di terapia ha risentito pesantemente degli effetti delle restrizioni: passando dalla modalità in presenza a quella a distanza, sono scaturite nel mondo dei professionisti non poche preoccupazioni. La criticità sta, infatti, nel ritrovarsi privati della “dimensione di accoglienza fisica, affettiva e relazionale”, con il rischio che si vadano a modificare anche tutti i meccanismi che sono centrali nella terapia di gruppo, ne sono un esempio il contatto visivo e quello olfattivo, ma anche “[…] la comunicazione collaborativa, il dialogo riflessivo, la riparazione interattiva, la narrativizzazione coerente e la comunicazione emotiva” (Siegel, 1999).

La cosa positiva, però, è che la modalità a distanza ha permesso, anche se con le dovute difficoltà, il mantenimento del rapporto tra terapista e paziente, lasciando intatta anche la routine di riunirsi per fare terapia. Inoltre, la possibilità di discutere e di raccontare al gruppo gli aspetti più complessi della gestione dell’emergenza sanitaria è un elemento che concorre alla coesione e – quindi – anche all’efficacia terapeutica del gruppo.

Dal punto di vista dei terapisti, alcuni hanno affermato che, attraverso l’esercizio dell’attività a distanza, hanno potuto sperimentare un rapporto di maggiore parità con i pazienti, anche per via dell’assenza della location tipica da psicoterapia: nella terapia a distanza, infatti, la casa di ogni paziente diviene il luogo deputato alla terapia, riducendo il divario tra dottore e paziente.

Sicuramente la formula a distanza ha garantito una continuità nel fornire supporto psicologico e servizi di riabilitazione, e non si esclude che, in futuro, possa diventare un’opportunità di grande valore per pazienti e specialisti.

Foto di Inns-Web da Pixabay


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