Tivoli, il monito del sindaco Proietti: "La fase2? Rianimare subito il turismo. Ma attenti, non c'è ancora vero calo contagi"

Pubblicato: Lunedì, 27 Aprile 2020 - redazione politica

proietti giuseppe2 tivoli ilmamilioTIVOLI (attualità) - Il primo cittadino fa il punto della situazione. "Distribuiti oltre 850 buoni spesa: abbiamo ancora somme da impegnare per l'emergenza"

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Da lunedì 4 maggio si entrerà ufficialmente, seppur non drasticamente, nella cosiddetta "fase 2" dell'emergenza sanitaria ed anche economica provocata dalla pandemia di covid-19.

Il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti, fa il punto della situazione ad ormai 50 giorni dall'inizio della quarantena.

Nella sua area in questi ultimi giorni i nuovi casi di covid-19 sono stati oggettivamente pochi (soprattutto in relazione ad altre Asl, come la Rm2 e soprattutto la Rm6) ma proprio sabato lei ha gettato acqua sul fuoco delle riaperture. Dunque: ne stiamo uscendo o no?

Non stiamo ancora uscendo dall’emergenza sanitaria legata a questo nuovo coronavirus responsabile della malattia Covid-19 . D’altra parte proprio gli ultimi interventi governativi – in particolare il Dpcm firmato ieri dal presidente Conte - danno sostengo al fatto che non siamo ancora lontani dall’emergenza. A Tivoli, per esempio, i contagiati dall’inizio di questa crisi sanitaria sono in totale sono 40, mentre i positivi attuali sono 19.

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Un trend, quello dei contagi, che ha oscillato negli ultimi giorni sempre tra i 19 e i 21 positivi: non c’è una discesa significativa che possa far sperare in una inversione di tendenza importante. Occorre, dunque, adottare ancora la massima prudenza e, anzi, direi che dovremmo essere ancora più attenti di prima, perché nonostante tutte le precauzioni, nonostante il distanziamento sociale e le chiusure, se siamo ancora da diversi giorni sugli stessi numeri dei contagiati attuali, evidentemente bisogna ancora essere molto prudenti.

Come è stata gestita la crisi in queste settimane, soprattutto relativamente ai buoni spesa ed al supporto delle fasce più fragili della popolazione?

Abbiamo consegnato 853 buoni spesa ad altrettante famiglie, per un totale di oltre 2.500 persone: poco meno del 5% della popolazione tiburtina. Siamo stati tra i primi Comuni della provincia di Roma a provvedere alla consegna, famiglia per famiglia. I Servizi sociali comunali stanno proseguendo a esaminare le ulteriori decine di domande arrivate dopo la data della scadenza del 5 aprile posta come non perentoria. Abbiamo speso poco oltre 143.600 euro rispetto ai 624mila complessivi a disposizione del Comune (stanziati dalla Protezione civile nazionale dalla Regione Lazio per il sostegno alimentare). Se le risorse dovessero avanzare, si pensa già a distribuire una seconda tranche di buoni spesa ai medesimi nuclei familiari. Quanto alla gestione dell’emergenza, credo che uno dei motivi per i quali il contagio a Tivoli si è tenuto sotto controllo, è dovuto anche in buona parte al metodo adottato dal Comune, di assoluto rigore: abbiamo chiuso ad esempio - ancor prima che divenisse obbligatorio - tutti i parchi pubblici, il cimitero e gli spazi dello jogging e abbiamo sospeso i mercati settimanali. Abbiamo disposto che si potesse fare attività sportiva e motoria soltanto vicino casa prima che ci fosse l’ordinanza governativa, che abbiamo resa poi ancor più restrittiva imponendo il limite dei 200 metri dalla propria abitazione.

Nonostante tutto, non c’è ancora la discesa significativa dei contagi nel territorio tiburtino, così come avviene anche nel resto d’Italia. Aggiungo che, al di là delle azioni finanziate dal Governo e dalla Regione, il Comune di Tivoli ha continuato a sostenere le famiglie più disagiate sia con risorse proprie (20mila euro messi a disposizione dal settore Servizi sociali), sia con il fondamentale contributo delle donazioni provenienti dai singoli cittadini, dalle associazioni e dalle tifoserie sportive. Abbiamo attivato, inoltre, subito una serie di associazioni della protezione civile locale e del volontariato (Croce Rossa e Misericordia), perché ancor prima degli interventi pubblici avevamo bisogno di potenziare il sostegno alimentare per le famiglie in stato di necessità. Una funzione in passato svolta quasi esclusivamente dalla Caritas.

La crisi è anche e soprattutto economica: quali le attività produttive ed i comparti più colpiti dalla crisi di questi 2 mesi a Tivoli?

Nel tessuto economico tiburtino il settore industriale resta il più rilevante, nonostante non sia più in questi anni il pilastro portante in assoluto dell’economia tiburtina. Certamente, il settore rimasto più colpito è il turismo con il suo indotto: attività commerciali, ricettive, ristorative. Basti pensare che il solo centro urbano di Tivoli negli ultimi temi si è trasformato in un albergo diffuso nel quale abbiamo contato recentemente quasi 180 bed and breakfast. Le presenze alberghiere, invece, sono più che altro a Tivoli Terme, dove si trovano le terme (che tra l’altro sono ancora chiuse causa dell’epidemia  anche per quanto riguarda tutti i reparti di termalismo sanitario). Faccio una riflessione sui numeri: a Tivoli ogni anno contiamo più di 800mila visitatori nelle tre ville, Villa D’Este, Villa Adriana e Villa Gregoriana. A gennaio di quest’anno i visitatori delle prime due ville erano stati oltre 29mila a fronte dei 18mila dell’intero 2019: un aumento del 50%. Si prospettava dunque un anno straordinario. L’affluenza oggi è: zero, immobile. Il Dpcm firmato ieri dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, stabilisce nel 18 maggio la riapertura dei musei e aree archeologiche, pure con le misure del distanziamento sociale necessarie per evitare i contagi. Una riapertura nella quale poniamo la fiducia di una seppure inizialmente debole ripresa del settore.

Tivoli vive anche di turismo. Si parla molto di turismo di prossimità in queste settimane: pensa che Tivoli possa “partecipare” a questo tavolo con un’offerta superiore a quanto finora fatto?

Oltre alle tre grandi ville, costituisce un obiettivo prioritario per questa amministrazione anche  potenziare la presenza turistica intorno al tessuto architettonico dei quartieri medievali di Tivoli, tra i più rilevanti della provincia di Roma. E, poi, ci sono i sentieri per le passeggiate naturalistiche lungo la valle dell’Aniene, e molto altro ancora. Abbiamo lavorato, negli anni passati, per valorizzare il patrimonio culturale anche attraverso iniziative culturali che non si esauriscano nella semplice visita giornaliera, aumentando momenti di spettacolo, festival musicali e teatrali estivi e invernali. In base alle nuove disposizioni rielaboreremo questa offerta così drasticamente interrotta e anzi, cercheremo di far fronte alla creatività e a nuove soluzioni artistiche, magari approfittando del fatto che la buona stagione è alle porte e potremo sfruttare gli spazi aperti in sicurezza.


Quali le leve sulle quali agire, come Comune, per dare sostegno all’economia cittadina?

Per quanto riguarda le attività commerciali, abbiamo annullato la tassa per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap) a tutti gli esercizi ristorativi che non hanno svolto attività nell’ultimo mese e mezzo. Abbiamo annullato, poi, la parte variabile della Tari a tutti gli esercizi colpiti dall’emergenza sanitaria stabilendo che non si pagherà sino a quando le attività non potranno riaprire. Infine, è stato sospeso il pagamento della sosta sui parcheggi in fascia blu. Tutto questo si aggiunge, come dicevo, al sostegno alimentare garantito alle fasce più deboli della popolazione


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