STORIE - Stupenda e superba Anita, dalla Svezia ai Castelli Romani

Pubblicato: Domenica, 26 Gennaio 2020 - G.B.

anitaGENZANO (storie) - La musa de "La dolce vita" e di Federico Fellini legò la sua esistenza alla sua villa di Genzano, fino alla triste scomparsa nel 2015

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Nel gennaio 2020 celebriamo la nascita del maestro del cinema Federico Fellini. Come non ricordare la sua musa Anita Ekberg? Anita nacque nel 1931 nella città di Malmö a sud della Svezia e nel 1950, a 19 anni, vinse il premio come donna più bella di Svezia. Arrivò in Italia 1959 dove venne subito a contatto con il fermento e il fascino del grande cinema della capitale.

Nel 1960 la splendida attrice recita nell'indimenticabile film “La dolce vita” consacrando alla leggenda la scena della fontana di Trevi con Marcello Mastroianni. Già dal 1960 infatti, iniziò a collaborare con il regista di “Otto e mezzo” e di “Amarcord”, e tra i due vi era sicuramente un'intensa stima reciproca. Anche se, mentre lui definiva se stesso solo “un artigiano che non ha niente da dire ma sa come dirlo” la Ekberg è stata talvolta critica nei confronti del maestro Federico Fellini; dichiarò ai giornali che lui era superstizioso, incoerente, incapace di attribuire agli altri all'infuori che se stesso i loro meriti.

Carattere schietto e indipendente, Anita, cercava la sua pace a Genzano di Roma, nella sua villa in via Monte Giovetti, zona Monte Giove, con i suoi numerosi cani: era infatti appassionata soprattutto degli alani.

Aveva scelto il mercato, i ristoranti e le piazze del paese per vivere in Italia, e chi l'ha conosciuta la descrive vitale e sorridente. L'attrice aveva anche una villa a Sabaudia, di fronte al mare. Negli ultimi anni della sua vita, prima del ricovero a Rocca di Papa visse a Nemi nella Villa delle Querce. La musa svedese morì l'11 gennaio 2015, 5 anni fa.

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Insomma una donna splendida e tenace, che scelse di abitare lontano dal caos di Roma e godere la natura e le tipicità dei paesi limitrofi. E forse anche carica di risentimento e di un desiderio di riconoscimento pubblico? Di una qualche rivincita dovuta anche al fatto di aver ricevuto nella sua carriera solo due premi, nonostante la sua fama? Infatti pur avendo recitato in 50 film vinse il Golden Globe nel 1956 come attrice emergente e poi solo molti anni dopo, nel 2003 in occasione il Capri Legend Award.

Trascorse gli ultimi anni della sua vita in stato di indigenza a Rocca di Papa, ripetendo appelli inascoltati alla Fondazione Fellini. Celebriamo ancora oggi il premio dedicato a questo nordico talento, giunto alla quinta edizione nel 2019.

Stupenda e superba Anita, dalla Svezia ai Castelli Romani.


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