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Monte Compatri, D'Acuti primo anno da sindaco. "La comunità prima di tutto. L'opposizione? Deve fare face con se stessa"

MONTE COMPATRI (politica) - Faccia a faccia col primo cittadino dopo il primo scorcio di mandato

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Un anno da sindaco e per Fabio D'Acuti è il momento di tracciare un primo bilancio di questo suo mandato alla guida dl Monte Compatri.

Come è cambiato il suo approccio amministrativo da quando è divenuto Sindaco, dopo anni di militanza?

Un cambio di ruolo più che un salto dalla militanza all'essere sindaco. Nel tempo, infatti, ho ricoperto diversi ruoli amministrativi: sono stato per due anni consigliere di opposizione, poi assessore all'Urbanistica e personale, infine vicesindaco. Essere il primo cittadino significa occuparsi di tutti i settori, mentre prima mi occupavo specificamente di uno solo. L'approccio all'amministrazione non è cambiato, è cambiato radicalmente quello alla mia vita: non ho più il tempo di fare altro.

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La vita da sindaco la tiene fortemente impegnata. I suoi rapporti con la comunità?

Ho sempre privilegiato i rapporti personali, anche se da sindaco mi rendo conto che non è possibile dialogare con 12.000 abitanti. Alterno volentieri il lavoro che viene svolto nella cosiddetta stanza dei "bottoni" alla piazza per confrontarmi con quelle che sono le esigenze, le richieste e gli umori della popolazione. Spesso mi reco sui cantieri; parlo con i cittadini che segnalano una lampadina non funzionante o chiedono spiegazioni su come avere tariffe agevolate per il servizio scuolabus; indicano i luoghi dove gli incivili gettano sacchetti in strada. Su tale punto, abbiamo attivato controlli per sanzionare i trasgressori. Occorre avere la schiena ben dritta ed avere le idee chiare di ciò che deve essere la città di Monte Compatri, questo è il compito di chi governa e soprattutto mantenere lo spirito di comunità ed identità.

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Come affrontare i temi sociali, dinanzi ad un aumento della disoccupazione e disuguaglianza?

Abbiamo sempre dimostrato, non solo con la mia sindacatura ma anche con le amministrazioni a guida di Marco De Carolis, una particolare attenzione al sociale. Ad esempio abbiamo attuato una compartecipazione che arriva all' 80% per quello che concerne il trasporto scolastico; una compartecipazione del 67% per il servizio di mensa scolastica, garantendo un pasto a 2,50 euro per i cittadini che hanno un Isee inferiore ai 7.500€: abbiamo istituito sei fasce di reddito per andare incontro ai cittadini più bisognosi.

Abbiamo investito sull'assistenza educativa scolastica, destinando 250.000€ per l’Aec. Dieci anni fa l'ammontare economico per quel capitolo di spesa era di 70.000€. Per lo scuolabus è prevista l’esenzione totale per i portatori di handicap e per coloro che hanno un Indicatore della situazione economica inferiore a 5.000€. Abbiamo attivato borse lavoro per chi è in difficoltà e non ha più un impiego, per creare un modello di inclusione sociale.

Un settore per noi da sempre focale nella vita amministrativa; purtroppo, però, nel corso degli anni, i Comuni sono stati lasciati soli dallo Stato. In 10 anni abbiamo avuto un raddoppio dei poveri in Italia mentre gli Enti locali subivano dei tagli per questo capitolo di spesa. Siamo riusciti ad affrontare tali problematiche perché noi siamo finanziariamente in salute; cosa che non sta avvenendo nei Comuni limitrofi, basti guardare la sospensione del servizio scuolabus a Monteporzio Catone.


Come sono i rapporti con l'Opposizione? Si mostra costruttiva, propositiva od ostruzionistica?

I rapporti con l'opposizione, da sempre, non sono semplici; per tutta una serie di motivi di natura non amministrativa ma per rancori personali o pregiudizi: è difficile avere dei rapporti con chi, invece di scegliere il Consiglio Comunale come luogo di dibattito; opta per le Procure attraverso esposti, denunce, querele.

In questi 12 anni il Partito Democratico avrà presentato circa 25 esposti senza alcun esito. L' unico risultato che hanno ottenuto è stata la terza sconfitta alle elezioni amministrative. La politica deve essere confronto di idee e non scontro nelle aule di giustizia.

Viene definito il delfino di Marco De Carolis. Dall'Opposizione dichiarano che il vero sindaco sia De Carolis, è così?

È naturale che avvenga e che ciò venga detto: ho collaborato fianco a fianco con una persona straordinaria e un amministratore eccellente come Marco per anni. Ma l'amministrazione è una, noi siamo una squadra e io la rappresento. La minoranza, però, dovrebbe fare pace con se stessa: durante la campagna elettorale del 2017 dichiaravano che non si poteva votare una persona arrogante, antipatica e che non ascoltava nessuno; dopo la mia elezione, improvvisamente, sono diventato il delfino manovrato da qualcun altro. Dicono questo perché, evidentemente, non hanno altri argomenti da porre all'attenzione della cittadinanza.

Una sua visione sul futuro del centrodestra a livello nazionale. Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia: dove vanno?

Il discorso da fare è molto ampio e sarebbe molto lungo. Ad oggi l'elettorato è volatile, gli scenari sono in continuo cambiamento. Preferisco avere 2 o 3 forze politiche, che un partito unico, per garantire la rappresentanza di un’intera area. Da troppo tempo, nei Castelli Romani, attendiamo di fare un punto della situazione di un centrodestra che, lo dico a malincuore, non c’è. Ma continueremo a lavorare ricostruirlo, per favorire il cambiamento.

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